Trump tende la mano a ZTE, ma detterà condizioni?

Donald Trump interviene nella questione delle sanzioni comminate a ZTE dal Dipartimento del Commercio statunitense. Attraverso il proprio profilo Twitter infatti, il Presidente degli USA ha annunciato di aver avviato il dialogo con l'omologo cinese Xi Jinping, al fine di poter aiutare l'azienda a tornare in affari.

Una presa di posizione che, all'apparenza, sembra essere in contraddizione con la politica protezionistica messa in atto da Trump. Infatti, nel tweet in questione, il Presidente fa riferimento ai troppi posti di lavoro che verrebbero persi in Cina nel momento in cui proseguisse lo stop alle attività annunciato da ZTE a seguito delle pesanti sanzioni ricevute.

Come ricorderete infatti, ZTE è stata ritenuta inizialmente colpevole per aver violato l'embargo statunitense nei confronti dell'Iran. Questo è costato all'azienda una multa di quasi 1 miliardo di dollari, ma la situazione si è inasprita nel momento in cui gli Stati Uniti hanno verificato come la società abbia premiato, anziché punire, i propri dipendenti coinvolti nella vicenda.

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Da qui è scaturito il divieto per ZTE, della durata di 7 anni, di utilizzare componentistica statunitense. Una vera mazzata per l'azienda cinese che, non a caso, qualche giorno fa, è stata costretta ad annunciare l'interruzione della attività principali su scala globale. Una sorta di paralisi del proprio business, in grado di poter minare il futuro stesso di una società la cui produzione dipende, per il 25%, dall'import di beni e servizi dal Paese a stelle e strisce.

Copertina ZTE

Ecco però arrivare oggi l'intervento di Trump. Secondo indiscrezioni, potrebbero essere state le stesse aziende statunitensi a spingere affinchè si tendesse una mano a ZTE, evidentemente preoccupate per la rescissione dei contratti con la società cinese. Insomma, una quadro certamente complesso.

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La Casa Bianca ha comunque rilasciato un comunicato stampa in cui specifica come il Segretario al commercio, Wilbur Ross, sia comunque chiamato ad esercitare il proprio giudizio indipendente, in ottemperanza alle leggi e ai regolamenti, al fine di risolvere sulla base dei fatti l'azione di regolamentazione che coinvolge ZTE. 

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Una situazione in evoluzione dunque, su cui ci saranno sicuramente aggiornamenti nei prossimi giorni. La sensazione comunque è che l'intervento diretto di Trump vada letto nella logica di poter risolvere la questione a favore di ZTE, visti gli enormi interessi economici coinvolti, anche per quanto riguarda le aziende statunitensi.

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