Nei tunnel di Musk sfrecceranno autobus, non auto

Più che una preferenziale a scorrimento ultraveloce, quello che realizzerà The Boring Company con i tunnel sotterranei sarà un incrocio tra autobus e metropolitana, insomma una rivoluzione sì ma per i trasporti pubblici piuttosto che per quelli privati.

A chiarirlo tramite il solito post su Twitter accompagnato da un video piuttosto esplicativo, è stato Elon Musk, il patron di The Boring Company, azienda che ultimamente ha fatto parlare di sé più per i lanciafiamme che per avveniristiche soluzioni di mobilità.

boring company public transportation priority 1

Eppure, quella che si vede nel video, se dovesse diventare realtà, sarebbe comunque una soluzione rivoluzionaria, perché unirebbe la comodità di viaggiare con un numero piuttosto ridotto di persone in un ambiente non sovraffollato, coprendo però le distanze in un battibaleno grazie a una velocità di circa 240 km/h. Come si vede dal video infatti le navette non avrebbero le dimensioni di un autobus né di un vagone della metro, ma sarebbero più contenute. L'elevatissima velocità di punta e il fatto che probabilmente si tratterebbe di linee "espresso" che portano cioè in punti della città piuttosto distanti tra loro, dovrebbe comunque garantire una frequenza elevata di passaggio, assicurando dunque la movimentazione di un gran numero di passeggeri al giorno.

 

Questo tra l'altro andrebbe a incidere positivamente sul traffico, a differenza di quanto sarebbe successo con la prima versione del progetto, che si proponeva come una soluzione per velocizzare il traffico privato tramite automobile.

Il cambio di focus appare proprio come una risposta alle critiche ricevute nelle scorse settimane da molti enti di trasporto pubblico. Negli scenari futuri infatti non basta immaginare l'uso di auto elettriche o intelligenti, ma bisognerà proprio ridurre il volume complessivo di mezzi privati in circolazione, consentendo così a comuni e cittadini di riappropriarsi di importanti spazi urbani oggi occupati da parcheggi.

Per farlo, oltre a favorire soluzioni di car sharing bisogna incentivare i trasporti pubblici e questa soluzione potrebbe essere ottimale, almeno lì dov'è praticabile. In Italia infatti anche in futuro sarebbe difficile vedere soluzioni del genere nelle nostre grandi città, che pongono diversi problemi di staticità degli edifici antichi, friabilità dei terreni e presenza di importanti reperti archeologici.  

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