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UEFA EURO 2016, no-fly zone per i droni e jammer

UEFA EURO 2016 sarà il primo evento sportivo con sistemi di protezione anti-drone. Verranno attivate no-fly zone sugli stadi e campi di allenamento.

UEFA EURO 2016, no-fly zone per i droni e jammer

La stagione venatoria dei droni si aprirà ufficialmente durante il Campionato di Calcio Europeo 2016 che si terranno in Francia a partire dal 10 giugno. L'idea comunque è non proprio di abbatterli se dovessero sorvolare campi di allenamento e stadi, bensì intercettarli, prenderne il controllo oppure scacciarli.

Il responsabile della sicurezza di Euro 2016, Ziad Khoury, ha confermato a Associated Press che verranno istituite no-fly zone per ridurre a zero ogni tipo di rischio proveniente dal cielo. Un drone potrebbe trasportare una video-camera ma anche sostanze tossiche o magari ordigni. In tal senso è stata organizzata una simulazione ad aprile, presso lo stadio Geoffroy Guichard di Sain-Etienne. 

antidrone

La buona notizia è che ufficialmente non si sarebbe palesato a livello di intelligence un rischio di questo tipo. Insomma, si tratterebbe di pura prevenzione in chiave anti-terroristica. La Difesa francese ha preferito non svelare il tipo di tecnologia che verrà impiegata, anticipando solo che ogni decisione al riguardo verrà presa nei prossimi giorni.

Attualmente la Polizia francese dispone di un'apparecchiatura "non troppo sofisticata", come ricorda AP, che è in grado di interferire con i segnali GPS. Potrebbe quindi aiutare a far allontanare i droni, ma il difetto è che vi sarebbero effetti collaterali anche sulla navigazione aerea civile.  

battelle dronedefender

Un'altra possibilità è quella di affidarsi ai jammer a microonde, ma si rischierebbero incidenti al suolo. Insomma, tecnologicamente vi sono più strade ma non è chiaro quale verrà intrapresa.

In verità anche solo l'aumento del perimetro di sicurezza intorno alle strutture potrebbe essere d'aiuto, poiché il controllo remoto ha un raggio d'azione limitato. "In questo modo i rischi per le partite dovrebbero essere limitati. Per altri siti è un'altra questione", ha sottolineato Khoury. 

"Niente è stato ancora identificato in particolare. Semplicemente stiamo lavorando su tutte le ipotesi in modo da poter reagire".

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