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Uruguay primo paese al mondo ad emettere banconote digitali

L'Uruguay annuncia l'app per smartphone E-Peso e diventa il primo Paese al mondo a dotarsi di banconota digitale, con vantaggi sia in termini di lotta all'evasione che di contenimento dei costi della produzione di moneta. In futuro il servizio si interfaccerà con altre piattaforme di pagamento mobile.

Uruguay primo paese al mondo ad emettere banconote digitali

Ancora una volta dalle cosiddette economie emergenti arriva una lezione su cosa significhi davvero "rivoluzione digitale". Mentre noi arranchiamo dietro all'implementazione della carta d'Identità Elettronica infatti, il Ghana si rivoluziona in tre mosse e ora l'Uruguay diventa il primo Paese a dotarsi di banconota digitale, grazie all'introduzione dell'app per smartphone E-Peso.

L'iniziativa è partita dalla Banca Centrale del Paese, che ha avviato in queste ore un primo piano pilota, con l'obiettivo di allargare gradualmente l'impiego della banconota digitale a tutti i contesti, man mano che la sperimentazione darà indicazioni positive.

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A differenza delle altre piattaforme di pagamento digitale come ad esempio quelle di Apple o Google, E-Peso non serve semplicemente a trasferire digitalmente denaro reale da un conto all'altro, la rivoluzione cioè non riguarda il vettore, ma il denaro stesso. Le banconote digitali, esattamente uguali a quelle cartacee, con numero di serie, firma e registrazione presso la Banca Centrale, saranno infatti associate al telefono e possono essere passate direttamente dal portafogli digitale di un utente a quello di un altro.

In questo modo in pratica il denaro contante viene proprio eliminato e non c'è nemmeno bisogno di possedere un conto bancario. I dipendenti statali, per fare un esempio, potranno vedersi accreditato il proprio stipendio direttamente sotto forma di banconote digitali, che saranno poi spese effettuando i pagamenti tramite l'app. In futuro inoltre il sistema potrà interfacciarsi con altre piattaforme di pagamento mobile e altri sistemi finanziari.

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Il vantaggio per lo Stato, soprattutto per un'economia emergente, è doppio: da un lato infatti aumenta drasticamente la capacità di frenare l'evasione fiscale grazie alla tracciabilità completa di ogni transazione, dall'altro si abbattono i costi che la produzione e la circolazione del denaro cartaceo impongono.

Tanto per citare qualche dato da usare come parametro di riferimento per comprendere meglio i vantaggi dell'operazione, in Italia, secondo gli ultimi dati della nostra Banca Centrale riferiti ad inizio anno, il costo di gestione del contante è quantificato in 8 miliardi di euro l'anno: 133 euro pro capite contro gli 11 euro delle carte di credito e i 18 di quelle di debito, a cui secondo i calcoli del Politecnico di Milano e di Cartasì, andrebbero ad aggiungersi circa 1,2 miliardi di costi per i cittadini e 25 miliardi di evasione legata all'utilizzo del contante. Insomma con questa mossa l'Uruguay compie un concreto salto di qualità in ambito e-Gov. Diverrà un esempio da imitare?

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