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Very Bello, un sito peggiore di Italia.it? Franceschini l'ha fatta grossa

Very Bello dovrebbe essere il nuovo sito dedicato agli eventi culturali italiani per approfittare dell'EXPO 2015. Purtroppo l'inaugurazione si è trasformata in un fallimento a causa delle numerose critiche.

Very Bello, un sito peggiore di Italia.it? Franceschini l'ha fatta grossa

Il sito VeryBello avrebbe dovuto mostrare ai turisti stranieri dell'EXPO 2015 "la nostra straordinaria offerta culturale", ma si è trasformato in un epic fail di proporzioni colossali. Sabato il Ministro dei Beni Culturali Franceschini ha tenuto la conferenza stampa di presentazione; a distanza di 48 ore il sito è stato massacrato sui social network, dagli addetti ai lavori, dalla stampa generalista (nonché specializzata) e infine bersagliato da qualche hacker.

VeryBello

VeryBello

"Dalla Biennale d'Arte di Venezia ad Umbria Jazz, dai classici immortali del Teatro Greco di Siracusa, fino al festival degli artisti di strada di Ferrara, passando per il Giardino dei Tarocchi di Niki de Saint Phalle: VeryBello è un nuovo modo di viaggiare in Italia attraverso la nostra straordinaria offerta culturale", si leggeva nel comunicato stampa di sabato.

Insomma una piattaforma digitale interattiva che raccoglie 1300 eventi che saranno organizzati tra maggio e ottobre 2015. Sulla carta uno strumento utile e certamente di stimolo al turismo. Appunto sulla carta, perché l'esecuzione è stata piuttosto maldestra.

"Non ha avuto qualche critica: è stato letteralmente demolito da 15 mila tweet in 24 ore. E non c’è da gioire per questo, ministro. C'è da farsi una sola domanda: dove ho sbagliato? Rispettosamente, costruttivamente, le dico, ministro, che di errori ne ha collezionati parecchi in questa vicenda", ha scritto il Digital Champion Riccardo Luna.  

"E le scuse – assieme al rifacimento di parte del sito – sarebbero obbligatorie. E sarebbero una buona pratica, perché potrebbero servire a innescare un processo virtuoso e a capire come deve gestire il digitale un governo che dice di considerarlo determinante per il nostro futuro".

Cosa non funziona di VeryBello? Prima di tutto il nome, ma probabilmente è il difetto minore: fa molto "Rat Pack" con Frank Sinatra e Dean Martin. In secondo luogo lo specialista Matteo Flora spiega che sono stati commessi una serie di gravi errori di SEO (Search Engine Optimization) e di accessibilità (manca il supporto per gli ipovedenti!) che mettono in dubbio la qualità del lavoro degli sviluppatori – per altro scomparsi nelle ultime ore dal footer del sito.

Itinerari turistici verybello

Itinerari turistici

Mancano poi la privacy policy, la versione in lingua inglese, le app per la fruizione mobile, l'elenco dei browser compatibili e per tutto il weekend sembrava non esistessero Sicilia e un pezzo di Calabria.

Che dire poi della trasparenza con cui è stata trattata l'assegnazione del lavoro di progettazione e sviluppo del sito?

"Chi ha fatto il sito lo abbiamo visto dalla riga in fondo (quella riga si chiama footer). In giro non mi pare che siano molto conosciuti ma poco male. Ma perché proprio quell'agenzia? Ha vinto un bando? Sul sito del ministero non lo trovo", prosegue Luna.

"E quanto sono stati pagati? Lo chiedo perché in rete gira la cifra – fantascientifica spero – di 5 milioni di euro. Io credo che quella sia la somma totale della comunicazione, ma è importante saperlo […] E rispetto al bando, è possibile leggerlo? Glielo chiedo perché in Italia ci sono almeno una dozzina di startup turistiche di ottimo livello che avrebbero partecipato volentieri e con maggiore competenza e passione".

Insomma, come sostiene Luna saremmo di fronte nuovamente a un caso di "improvvisazione digitale". E dire che il Ministero avrebbe potuto sfruttare le idee e competenze dei più bravi esperti di turismo digitale che sono stati coinvolti nel TDLAb. Si sarebbe potuto ripartire da Italia.it. Si sarebbe potuto fare molto diversamente.

E allora non resta che un guanto di sfida al Governo Renzi. Riccardo Luna propone di imitare gli Stati Uniti e avere anche noi un chief technology officer nazionale. Un'unica persona di riferimento nazionale che dice l'ultima parola su ogni progetto digitale.

Tre i possibili candidati: Alessandra Poggiani delll'Agenzia Digitale, Stefano Quintarelli e Paolo Barberis, il consigliere di palazzo Chigi per l’innovazione.

Dopodiché se questa strada dovesse rivelarsi impervia, la prossima volta sarebbe sufficiente uno squillo a uno del 1300 Digital Champion che abbiamo in Italia oppure organizzare un hackathon. Ecco, fantastico: un mega evento dove gli sviluppatori si sfidano per realizzare un sito di divulgazione turistica. Questa volta "molto bello".

Aggiornamento. Il ministro Franceschini ha risposto alle critiche su Il Fatto Quotidiano. In sintesi possiamo affermare che il progetto e la realizzazione sono costati circa 35mila (IVA esclusa). A breve saranno disponibili le versioni in inglese (7 febbraio), russo, cinese, francese, tedesco, portoghese e spagnolo. La proprietà del nome del dominio sarà trasferita al Ministero come prevede il contratto. TdLab non è stato coinvolto perché il relativo progetto è scaduto a ottobre.

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