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3D Monster Maze e le origini del Survival Horror

l'ottimo remake di Resident Evil 2 ha generato un rinnovato interesse verso il genere Survival Horror. In pochi, però, conoscono 3D Monster maze, il gioco che ha inconsapevolmente gettato le basi per il genere.

L’incredibile risultato ottenuto da Capcom con il remake di Resident Evil 2 e le celebrazioni dei 20 anni dal primo Silent Hill, hanno riportato massivamente l’attenzione dei videogiocatori su un genere che non è mai passato completamente di moda: Il Survival Horror. Con una definizione coniata nei primissimi minuti di gioco, appena varcata la soglia di Villa Spencer nel primo, intramontabile, Resident Evil, in realtà la nascita del genere è stata globalmente, ed erroneamente, attribuita a quel capolavoro, di Lovecraftiana ispirazione, chiamato Alone in the Dark.

Il classico dualismo che nelle ultime due decadi ha costellato le discussioni dei fan più sfegatati del genere raramente tiene in considerazione una figura molto importante per il settore videoludico che, qualche decennio prima delle opere di Mikami e Raynal, ha inconsapevolmente gettato le basi del genere Survival Horror.

Un Moderno Teseo

“Il tempo sembra fermarsi mentre cammini per i corridoi spogli e tutti uguali di questo misterioso labirinto. Mantieni il passo leggero, mentre il mostro ancora dorme, cercando di contenere il rumore e trovare una via di fuga in quel ripetersi incessante di mura sempre uguali. La creatura, d’un tratto, si desta dal suo sonno, allertata dal flebile suono dei tuoi passi che riecheggia nei lunghi, vitrei, corridoi del labirinto. Il tuo marciar si fa piu lesto e un pesante senso di ansia sempre più cresente comincia a farsi spazio dentro di te. Il mostro ora sta cercandoti, ha intuito in che direzione ti trovi ma il tonfo dei suoi passi rimbomba nei vuoti corridoi come una marcia di guerra non permettendoti di capire la sua posizione. La paura ti pervade, correre ora non ti preoccupa poichè il suono prodotto dalla creatura copre qualsiasi altro rumore all’interno dello spoglio labirinto, riuscendo a farti percepire solamente il martellante battere del tuo cuore attraverso l’incessante pulsare delle tue vene. L’angoscia pervade completamente il tuo corpo, non riesci nemmeno a voltarti indietro per assicurarti che il mostro non sia alle tue spalle, l’unico pensiero fisso, è solo il trovare l’uscita di quella trappola architettonica. Un altro bivio, un’altra direzione decisa d’istinto… quella sbagliata purtroppo. Un optografia potrebbe farci scoprire che l’ultima immagine registrata dalla rodopsina presente nei tuoi occhi, rappresenti due file di denti aguzzi che attorniano la tua testa prima di staccarla di netto.”

Quella che avete appena letto è un’esempio di cosa vi aspetta durante una partita a 3D Monster Maze, un videogioco che, 37 anni fa, grazie al suo gameplay immediato unito a un idea semplice ed efficace, definì inconsapevolmente le basi del genere Survival Horror. Il titolo mette il giocatore nei panni di un anonimo protagonista che decide di partecipare a una generico, quanto primitivo, “escape game”. Privo di una mappa, e di qualsivoglia punto di riferimento, il giocatore dovrà trovare l’uscita di un labirinto, randomicamente generato al cominciare di ogni nuova partita, con dei movimenti limitati a sole tre direzioni (avanti, sinistra e destra) e contando unicamente sulle sue capacità mnemoniche per ricordarsi la strada percorsa in precedenza.

Per aumentare il tasso di sfida, mettendo a dura prova la concentrazione del giocatore, appena compiuti i primi passi all’interno del labirinto un “tenerissimo” T. Rex si desterà dal suo riposo cominciando a braccare implacabilmente l’utente finale. Senza armi, o qualsovoglia tipo di risorsa per potersi difendere dall’incombente minaccia, l’unica alternativa sarà quella di continuare a concentrarsi sul trovare l’uscita del labirinto, monitorando allo stesso tempo i movimenti del preistorico predatore attraverso una serie di messaggi che appariranno a schermo. Ogni partita di Monster Maze 3D può terminare in soli due modi: trovare l’uscita prima di essere divorati o essere amabilmente trasformati in uno squisito spuntino a base di carne fresca.

Nella seconda casistica la schermata finale vi enuncerà il punteggio ottenuto e vi offrirà la possibilità di ritentare la sorte con una probabilità del 50% di ritrovarvi nello stesso labirinto precedentemnte percorso invece di generarne uno completamente inedito.
Se questa breve descrizione vi ha riportato alla mente l’angoscia provata con giochi quali Outlast o Alien Isolation, ora sapete di chi è il merito delle vostre notti insonni.

Orrore Didattico

Sviluppato nel 1981 dall’ingegnere aerospaziale Malcolm Evans, 3D Monster Maze fu ideato originariamente come generatore di labirinti casuali per scopo didattico, una primordiale forma di software pensato per l’allenamento mentale. L’intero progetto nacque per caso, provando a comprendere i limiti tecnici dello ZX81 che Malcolm ricevette in dono dalla moglie.

Quando l’ingegnere britannico mostrò una versione del suo software a J.K. Greye, durante un meeting dedicato agli amanti degli strumenti di liuteria, l’esplorazione in prima persona, la navigazione degli scenari in tre dimensioni e lo sfruttamento di un potenziale ancora inespresso del computer di casa Sinclair, sopresero Greye a tal punto da suggerire al neo-sviluppatore di inserire alcuni elementi che potessero donare al software un aspetto maggiormente ludico e meno didattico. Fu aggiunto quindi un feroce Tyrannosaurus Rex, destinato a braccare l’utente impegnato nella ricerca di una via d’uscita dai labirinti generati randomicamente e a offrire una sfida addizionale. Quello fu l’inizio di un cambio di rotta drastico che trasformò completamente il progetto di Malcolm facendolo diventare a tutti gli effetti un videogioco.

Seppur l’operato di Evans riuscì a superare gli apparenti limiti tecnologici dell’epoca, l’arretratezza tenica dello ZX81 non permetteva di inserire alcuna tipologia di suono all’interno del software. Per ovviare al problema, l’ingegnere britannico, optò per l’utilizzo di testi a schermo atti ad aggiornare in tempo reale il giocatore sui movimenti del temibile Rex, alimentando inconsapevolmente il costante sentimento d’angoscia che l’utente finale avrebbe provato leggendo avvertimenti quali “REX IS HUNTING FOR YOU, FOOTSTEPS APPROACHING, REX HAS SEEN YOU, e RUN HE IS BEHIND YOU”.

A lavoro ultimato, la qualità di 3D Monster Maze convinse definitivamente J.K. Grey programmando una release, su suolo inglese, dell’operato di Evans, conscio che si sarebbe rivelato un successo. Finalmente, nel Febbraio del 1982, il videogioco fu commercializzato rivelandosi, come da pronostici, uno dei titoli di maggior successo per lo ZX81, nonchè uno dei titoli con il maggior numero di vendite nel minor lasso di tempo per il computer di casa Sinclair. Pur non utilizzando appieno alcune feature grafiche permesse dalla macchina, il gioco venne unanimamente promosso dalla stampa del settore come uno dei pochi software in grado di mostrare le reali capacità dello ZX81, premiando l’avveniristico comparto grafico in tre dimensioni, e l’inedita visuale in prima persona, decretandoli una vera e propria innovazione per il settore videoludico dell’epoca.

L’Ingegnere del Terrore

Il successo che 3D Monster Maze ebbe in patria, e l’imminente chiusura della Sperry Gyroscope presso la quale lavorava in quel periodo, convinsero Malcolm Evans a reinventarsi sviluppatore di videogiochi a tempo pieno e a fondare la New Generation Software con la quale continuare a sviluppare titoli per le macchine della Sinclair Research. La riedizione per ZX Spectrum di 3D Monster Maze, questa volta reso disponibile su scala globale, e il successivo sviluppo di celebri giochi come Trashman, 3D Tunnel e Corridors of Genon resero sempre più il nome di Evans sinonimo di Grafica 3D consacrando quello che una volta era un “semplice” ingegnere aerospaziale britannico, a “Padrino” dei videogiochi in prima persona.

Malcolm Evans, come accennavamo in apertura, fu anche l’inconsapevole fondatore di una particolare, per quanto amatissima, tipologia di videogiochi… ma dovette attendere quasi 25 anni per ricevere questo meritatissimo meritato encomio.
Nel 2006, difatti, la rivista Edge nel consacrò 3D Monster Maze come il primo esemplare di videogioco appartenente al genere Survival Horror affermando quanto segue:

Chiedete a qualunque giocatore abbia provato 3D Monster Maze, chiunque di loro vi dirà che ha provato paura e un senso costante di ansia data dall’impotenza del dover costantemente scappare da un inarrestabile avversario che vi perseguiterà durante tutta la durata della partita“.

Un numero sempre maggiore di testate videoludiche iniziarono a rafforzare la tesi di Edge promuovendo il gioco a oltre due decadi dalla sua uscita e definendolo il capostipite di un genere. Uno dei punti di forza maggiori di 3D Monster Maze, unanimamente riconosciuto, fu ironicamente proprio l’assenza di un comparto audio, in grado di generare un’atmosfera claustrofobica in grado di alimentare costantemente l’ansia nel giocatore durante la sua ricerca di una via d’uscita. Il clamore che si creò attorno a 3D Monster Maze nei primi dieici anni degli anni duemila, unito a una sempre più crescente seconda giovinezza del retrogaming, generò la comparsa di alcune riedizioni del titolo su dispositivi mobile e una generale impennata dei download della versione emulata per l’originale ZX81.

Survival Horror è un termine coniato dal primo, indimenticabile, Resident Evil ma può essere facilmente associato a 3D Monster Maze“.

Retro Gamer n°99

Con frasi del genere che si susseguivano su forum di amatori e testate professionali, il rinnovato interesse verso 3D Monster Maze fu un’inevitabile conseguenza la quale consacrò definitivamente Evans non solo come il creatore dei giochi in prima persona, e uno dei primi innovatori della grafica in tre dimensioni, ma anche come l’inconsapevole ideatore del genere Survival Horror. La prossima volta che vi ritroverete, quindi, senza munizioni a districarvi nei labirintici corridoi del Raccoon City Police Department, cercando di carpire il suono dei passi di Mister X per comprendere se vi sta ancora braccando con il suo marciare implacabile… ricordatevi che parte dell’angoscia che proverete la dovete a un britannico ingegnere aerospaziale di nome Malcolm Evans.

Se siete amanti del genere Survival Horror non potete lasciarvi scappare lo splendido remake di Resident Evil 2.