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A Plague Tale: Innocence Provato

Abbiamo provato per due ore il titolo di Asobo Studios e siamo rimasti sorpresi dalla qualità visiva e narrativa del prodotto.

Spesso senza rendercene conto ci troviamo davanti piccoli progetti che nascondono nel profondo una natura tripla A. È il caso di ASOBO Studio e del suo A Plague Tale: Innocence, un videogioco fortemente improntato sulla narrazione che ricorda per brevi tratti il piccolo capolavoro di Starebreeze, Brothers e che ci immerge in un ambientazione unica e in un contesto storico davvero convincente, quello della Francia del 1348.

Lo abbiamo provato per due ore e completato i primi tre capitoli e siamo pronti a raccontarvi ciò che ci ha convinto e cosa invece andrebbe analizzato in vista della versione definitiva che, ricordiamo, arriverà su PlayStation 4, Xbox One e PC il prossimo 14 maggio 2019.

Storia di famiglia

Essendo un titolo fortemente incentrato sulla narrazione, cercheremo di non entrare troppo nei dettagli. Vi basti sapere che nelle due ore vissute in A Plague Tale, il gioco è una continua evoluzione sia di personaggi che di meccaniche e non è affatto escluso che sul lungo periodo la situazione potrebbe persino migliorare.

La storia ruota attorno ad Amicia e a suo fratello minore Hugo, figli di un importante proprietario terreno e di Béatrice De Rune, conoscitrice dell’alchimia grazie agli insegnamenti di un mentore di nome Laurentius. Hugo ha sempre vissuto con una misteriosa malattia che solo la madre, Béeatrice, riesce a tenere sotto controllo; questo ha causato un completo isolamento del bambino, tanto che Amicia, la sorella, neanche lo conosce del tutto e considerato dalla stessa, quasi un estraneo.

Un giorno, un misterioso gruppo chiamato l’Inquisizione attacca il terreno della famiglia per cercare senza un motivo chiaro, il piccolo Hugo, costringendo Amicia a portare via il fratello e fuggire insieme, sia per cercare rifugio che per ritrovare Laurentius, l’unico che può aiutare a tenere sotto controllo la malattia di Hugo oltre la madre.

Resta incredibile la varietà di situazioni che Amicia e Hugo affrontano nelle sole due ore di gioco provate, così come sorprende la caratterizzazione dei personaggi. Se avete mal sopportato Ashley di Resident Evil 4, Hugo vi darà le stesse sensazioni e questo non è affatto un lato negativo, visto che il tutto è coerente con la crescita dei personaggi e parliamo comunque di un bambino che non ha praticamente mai visto la sorella maggiore.

A complicare la fuga ci pensa ovviamente la peste che per motivi di trama è stata costruita in maniera tale da essere quasi fantastica. Lo sfondo della peste ci immerge in un atmosfera medioevale/dark davvero unica, impreziosita da un aspetto grafico convincente e mai banale. Certo, animazioni e volti non sono al top, ma ricordiamo che stiamo comunque parlando di un gioco dal budget ridotto. A ogni modo, lo stile funziona pienamente ed è perfettamente riuscito, quanto originale. L’unico modo per avanzare in un enorme distesa di ratti ammalati è quello di utilizzare la luce che non sempre abbiamo la possibilità di utilizzare.

Ad accompagnare i momenti concitati ci pensa una colonna sonora fortemente coerente con le situazioni di gioco presenti, immergendoci ancora di più in una storia dai mille risvolti. Anche l’audio generale ispira fiducia, grazie anche a un doppiaggio inglese ben recitato. Specifichiamo, inoltre, che sono presenti i sottotitoli in italiano per chi avesse timore di non riuscire a capire perfettamente l’andamento narrativo.

Fuga e fionda

Amicia è una ragazza caparbia, pronta all’avventura e coraggiosa, pur non conoscendo il fratello, nutre un forte legame inspiegato nei suo confronti e prova in tutti i modi a proteggerlo. A Plague Tale: innocence ruota tutto intorno a questa meccanica, è possibile infatti ordinare a Hugo se rimanere fermo o seguirci, questo per evitare di incappare in pericoli di natura ambientali o uomini dell’Inquisizione.

Per fortuna questi ultimi possono essere superati senza essere visti, semplicemente colpendo un oggetto metallico con un sasso oppure spaccare un vaso nella direzione in cui vogliamo che gli stessi uomini vadano. L’intelligenza artificiale non si dimostra molto sveglia, a dire il vero è capitato più di qualche volta che neanche sentissero il rumore della distrazione generata. Poco male, visto che al rilascio manca ancora parecchio e non è da escludere che il problema venga risolto.

Amicia non ha particolari armi a suo favore dopo tutto è solo un’adolescente, ma ha dalla sua una fionda che può essere utilizzata per colpire determinati punti di uno scenario o persino nemici. La stessa può essere potenziata tramite un sistema di crafting che, tuttavia, ci è sembrato leggermente basilare e che permette, tra le altre cose, di potenziare anche la borsa materiali che è possibile trovare in giro esplorando.

Verdetto Preliminare

A Plague Tale: Innocence sembra essere una produzione davvero convincente e interrompe la nostra prova nel momento più interessante del suo svolgimento. Le due ore del titolo ASOBO ci hanno fatto venire l’acquolina in bocca per il prodotto finale, nella speranza che riesca a mantenere le premesse narrative e tecniche viste nella “demo”. Qualche difetto e dubbio è lecito, ma in generale sono cose che possono essere viste e corrette prima del lancio, oltretutto non possiamo ancora sapere cosa aggiungerà il gioco andando avanti nell’avventura. Amicia e Hugo potrebbero essere ricordati a lungo e divenire fondamento di qualcosa di importante e noi nutriamo forti speranze in merito a questa produzione ASOBO Studio che arriverà sul mercato il prossimo 14 maggio.