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Sword Art Online: Alicization Lycoris | Recensione


Sword Art Online: Alicization Lycoris – PS4
Genere
JRPG
Piattaforma
PC - PlayStation 4 - Xbox One
Sviluppatore
Aquria
Editore
Bandai Namco Entertainment
Data di Uscita
10/07/2020

Il franchise videoludico di Sword Art Online è sempre stato un mio guilty pleasure, avendo buttato ore su ore in quasi tutti i capitoli principali e su mobile. Non sempre però i capitoli dedicati ai vari archi sono stati esempi di brillante game design: Hollow Fragment era discreto su console portatili ma poco comodo nella versione da console casalinga, Lost Song aveva suscitato un discreto interesse con la sua meccanica di volo, alle volte poco rifinita, il crossover con Accel World non è poi stato brillante come si sperasse e, perciò, i punti massimi sono stati raggiunti solamente dagli ottimi Hollow Realization e Fatal Bullet. Alti e bassi che negli anni hanno seguito specularmente gli archi narrativi immaginati da Kawahara e abec, forti di una narrazione interamente dedicata ai videogiochi, creata insieme allo stesso autore (che ne supervisiona le storie) con trame inedite, personaggi aggiuntivi ed eventi completamente diversi rispetto al filone principale.

Così, dopo essersi divertiti su Gun Gale Online per qualche anno, è arrivata l’ora per Bandai Namco Entertainment e Aquria di riprendere le redini e ripartire per il mondo di Alicization con Sword Art Online: Alicization Lycoris. Aquria, nello specifico, è il team responsabile di Hollow Fragment e Hollow Realization, dei quali l’ultimo è stato chiaramente una grossa base di partenza per il titolo di cui parleremo oggi. Purtroppo però, come per Kirito nella storia, l’ultimo arco narrativo è iniziato con un grande “inciampo”.

Sotto l’ala della Tartaruga Oceanica

Alicization Lycoris, fin dai suoi primi momenti di vita agli occhi del pubblico, ha sempre sottolineato di essere molto più fedele alla storia “canonica” degli altri suoi predecessori. Non troviamo un altro MMO originale come Sword Art: Origin e non c’è un personaggio che rappresenti il giocatore in una storia unica come in Fatal Bullet. In Alicization Lycoris si inizia esattamente da Rulid e dal risveglio di Kirito vicino al Grande Cedro che Eugeo era intento ad abbattere, seguendo quindi il cammino dei due spadaccini dalle loro origini fino alla sconfitta dell’Amministratrice Quinella.

Il giocatore rivivrà perciò tutta la prima serie dell’arco animato di Sword Art Online: Alicization, condito però dalla presenza occasionale di Medina: l’eroina originale immaginata da Kawahara che si unisce al ricco cast di giocatori unici per il lato videoludico. Tuttavia il resto del tempo sarà esattamente come i fan di vecchia data (ma anche nuovi) lo ricordano, con la scoperta di Rulid e dell’Indice dei Tabù, gli anni passati all’Accademia, gli abusi dei nobili e la grande lotta alla Cattedrale Centrale contro tutti i cavalieri. Il tutto è praticamente un lungo prologo dalle zone molto limitate, dove lo sviluppo del personaggio è praticamente inesistente e al giocatore vengono introdotti i sistemi di gioco piano piano. Tale è il capitolo 1, dalla durata di circa 20 ore se si corre un po’ per le prime aree e si ascoltano tutti i dialoghi, privo perfino della possibilità di sbloccare il multigiocatore fino al suo completamento.

La scelta di creare questo grande prologo, seguendo quindi i passi della serie, è forse una delle scelte peggiori per i fan di vecchia data degli altri giochi di SAO. Prendiamo Hollow Realization come base, il quale fin da subito vi mette a disposizione tutto il cast della serie e qualsiasi sistema proprietario. Certo, a livello narrativo Alicization rende impossibile la presenza dei membri storici del gruppo prima di un certo punto, ma già nel Capitolo 1 avremo a disposizione tutta una serie di alleati che avremmo voluto sfruttare un po’ di più rispetto a piccole missioni nella stessa identica area a nord di Centoria. Magari iniziando a costruire l’equipaggiamento di Kirito e dei suoi amici, invece di avere il tutto bloccato e senza tante alternative.

Il vero Sword Art Online: Alicization Lycoris, inteso come traduzione videoludica classica della saga, inizia effettivamente dal capitolo 2, dove Asuna e tutti gli altri compagni (nuovi e storici) dovranno combattere insieme a Kirito contro un male comune. Non servirà dire che da questo punto in poi la fedeltà ad Alicization in termini di “eventi principali” sparirà completamente e avrete a che fare con una storyline interessante a livello tematico ma molto blanda nell’esecuzione delle sue missioni, il cui unico lato positivo è portarvi nelle variegate aree del mondo di Alicization in alcune location molto ispirate e mai viste.

Ritornano anche i legami sociali tipici di Aquria, con tutti gli eventi dedicati e tantissime illustrazioni “intime” da ottenere con il duro lavoro di romanticismo nel grande harem di Kirito. Con nostra sorpresa mancano però una marea di personaggi all’appello in Alicization Lycoris, partendo da figure importanti come Klein ed Agil per passare a tutte le protagoniste passate del calibro di Philia, Strea e Premiere. La ragione ufficiale dietro questa scelta sarà affidata alla “limitazione” che Rath possiede nelle sue infrastrutture, una giustificazione che tuttavia farà storcere il naso a chiunque sappia che nei più recenti episodi di Alicization si connetteranno al mondo digitale omonimo ben più di 2000 giocatori dal Giappone e 50000 dall’America. E non c’era spazio per altri 5 o 6 account di Lycoris?

Ciò che quindi otterrete dalla storia di Sword Art Online: Alicization Lycoris potrà piacervi o meno a seconda di quanto vi appassioni la serie in senso generale e non nell’accezione più recente indetta dall’Alicization che conosciamo tutti. Non c’è assolutamente traccia di gore e tragedie permanenti in Alicization Lycoris, né delle grandi riflessioni morali ed etiche sull’intelligenza artificiale e l’anima. Rimane però il setting del mondo di Alice ed Eugeo, rivistato da Aquaria nel pieno stile con cui avevano ideato l’ottimo Sword Art: Origin.

Il controllo delle Arti

Nel primo lungo capitolo avrete modo di saggiare la superfice del gameplay che vi si aprirà più avanti, fatto di esplorazioni in grandi aree e combattimenti alla spada. I passi in avanti rispetto a Hollow Realization sotto questo lato sono evidenti: troverete infatti una navigazione migliorata, delle mappe più definite e una fluidità incredibile per le combo e le abilità. I giocatori di vecchia data ritroveranno alcune delle skill già conosciute nei rispettivi Rami di Competenza del precedente gioco di Aquria, qui però tradotti in uno stile di combattimento più scenico, fedelmente a quanto accade nella serie. Il giocatore ha la possibilità di concatenare le mosse al volo, controllare i propri partner in mezzo alla battaglia e utilizzare arti speciali come Release Recollection e Enhance Armament.

Aquria ha quindi stratificato e spettacolarizzato la base da MMORPG, rendendo effettivamente variegato il combattimento con i nemici, soprattutto perché gli alberi di abilità, questa volta, sono tanti e ricchi di Sword Skill, così come ricche sono anche le tipologie di armi da utilizzare, spazianti dalle fruste all’arco. Non c’è davvero limite al sistema di Alicization Lycoris, il quale si prodiga a includere i Comandi Sistema dei vari elementi, pur non rendendoli così incisivi da fare la differenza nei livelli più alti. Al netto di qualche passo falso correggibile in corso d’opera, ancora una volta il team di sviluppo è riuscito a ideare un sistema che pad alla mano regala gioie non indifferenti, specialmente quando si arriva verso i livelli massimi e si inizia ad affrontare i Boss sparsi per il mondo di gioco: da sempre la sfida maggiore in queste trasposizioni di SAO.

Il problema però rimane lo stesso che ancora oggi affligge Hollow Realization: il design delle quest e dell’esplorazione, insieme all’integrazione multigiocatore poco precisa nella gestione dei partner umani. Tutte le quest secondarie, come quelle che si trovavano sulla bacheca in SA:O, sono assegnate da NPC che vi chiederanno di portargli o un oggetto o uccidere X nemici in area Y. Alcune sono da ripetere, altre vi sbloccheranno negozi particolari e altre ancora fanno parte della storia. Se avrete amici con voi dovrete assicurarvi “manualmente” di essere più o meno allo stesso punto di gioco e voler fare la stessa cosa, perché non c’è davvero nessun limite per i vostri ospiti e ciò rende il matchmaking casuale un inferno quando si incontra qualcuno che desidera fare qualcosa dalla parte opposta alla vostra.

In ognuno di questi casi però il design non solo è ridondante, ma è assurdamente stantio per un titolo dal mondo così vasto e ricco, quasi lasciato solamente come sfondo e non sfruttato magari per creare particolari dungeon (come ce ne erano in Hollow Realization) o catene di missioni dalle ricompense succose, questa volta lasciate solo ai boss dal livello 70 in su. Oltre alle Statue per ottenere punti abilità e ai mostri pericolosi da cacciare, non ci sono davvero altri stimoli per esplorare i dintorni del gioco, specialmente se alcuni forzieri vi richiedono assurdi movimenti contro la fisica comune per riuscire a raggiungerli sulla cima di montagne non proprio facili da scalare nello stile Skyrim, specie se con un sistema di movimento tutt’altro che fluido.

Anche qui, Aquria si perde nel voler dare una struttura riempitiva troppo spartana per gli ottimi sistemi che ha immaginato, creando situazioni al limite del frustrante e versate all’eccesso sul grinding senza scopo, oltretutto curvato in maniera poco amichevole se guardato nella povertà contenutistica delle varie missioni. Molto probabilmente il futuro di Alicization Lycoris lo renderà più roseo con nuove attività e missioni nei contenuti aggiuntivi, ma c’è davvero da riflettere se si pensa che questo è il primo titolo che presenta una valuta premium (ottenibile comunque gratuitamente) tra tutti quelli usciti.

Errore di sistema

Il lato peggiore di Sword Art Online: Alicization Lycoris, tra tutti i suoi piccoli difetti, è senza ombra di dubbio il suo poco ingegno nell’ottimizzazione dell’intero gioco, che nonostante abbia una grafica molto simile a Hollow Realization (e in certi tratti neanche ai livelli di Fatal Bullet) cala abbondantemente di fps in tantissime istanze. Se non fosse stato per queste gravi fluttuazioni nelle performance, l’esperienza con il gioco ci sarebbe parsa meno frustrante e più piacevole. quantomeno nei momenti in cui abbiamo percorso le belle aree di gioco, figlie della buona intuizione artistica che ha sempre contraddistinto Aquria e i giochi di Sword Art Online in genere. Diciamo ciò sottolineando comunque come il team sia a lavoro per la risoluzione di tale problematica con una patch, pur mantenendo i giorni passati per lavorare alla recensione che ci hanno mostrato il lato tecnico peggiore di Alicization Lycoris.

Anche i tempi di caricamento del gioco non sono affatto clementi, specialmente andando avanti tra le varie zone e considerando che l’autosalvataggio avviene davvero di rado, favorendo il salvataggio manuale che sblocca anche le vie di accesso rapido ad alcune zone specifiche. L’esperienza online, dal canto suo, è però sufficientemente fluida e non presenta quasi mai problemi di connettività a patto di avere una rete decente.

Il grande peccato di questa mancata ottimizzazione su più punti tecnici è di vanificare il grandissimo lavoro di doppiaggio che rispetta tutti gli standard delle trasposizioni videoludiche, ricche del cast originale della serie e dalle molte linee di dialogo doppiate con eccezione degli scambi più secondari e fuori trama. Lo stesso si potrebbe dire delle musiche, che seppur lontane da quelle ufficiali ci si avvicinano abbondantemente grazie a un feeling tematico azzeccato e la solita stupenda opening creata proprio per Alicization Lycoris.

Sword Art Online: Alicization Lycoris – PS4

Sword Art Online: Alicization Lycoris è il nuovo gioco dedicato all’omonima serie di light novel sviluppato da Aquria e pubblicato da Bandai Namco Entertainment. Si tratta di un JRPG dallo stampo action dove i giocatori ripercorrono la storia di Kirito nel mondo di Alicization, divergendo in una trama inedita in cui personaggi noti e nuovi si uniscono contro una terribile minaccia.

6.5
6.5

Verdetto

Sword Art Online: Alicization Lycoris è un titolo su cui avremmo voluto vedere un passo in più rispetto ai suoi predecessori. Per certi versi effettivamente ci sono dei notevoli miglioramenti, come quando si osserva il sistema di combattimento nella sua interezza, lo sviluppo del personaggio, l'estetica del mondo di gioco e alcune sfide decisamente valevoli del grind per arrivare ai livelli più elevati. Però, al netto di un prologo fin troppo lungo e limitante, una struttura per le missioni decisamente datata, l'assenza dei temi più centrali della seconda parte di Alicization, numerosi problemi tecnici al lancio e un comparto multigiocatore poco lungimirante, Alicization Lycoris si dimostra essere al di sotto degli altri lavori di Aquria, tanto che forse sarebbe meglio farcene rimuovere i ricordi attraverso il Rituale di Sintesi dell'Amministratrice.

Pro

- Fedeltà alla prima parte di Alicization
- Doppiato dalle voci originali della serie
- Sistema di combattimento profondo e ricco di varianti
- Mondo di gioco vasto e ben ideato

Contro

- Numerosi problemi alle performance
- Prologo eccessivamente lungo e limitante
- Design delle quest banale
- Lontano dalle tematiche "cupe" di Alicization