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Amazon vuole la Luna (in streaming), ma a quale prezzo?

Elon Musk voleva andare sulla Luna, ma nel frattempo è un altro imprenditore americano ad aver compiuto lo sbarco. Non parliamo di missioni spaziali e congegni atomici, niente di particolarmente invadente o innovativo. Questo è il fatto, la novità vera è davvero ridotta, perché si risponde all’esigenza del pubblico nel modo più semplice possibile per riuscire a fare breccia nel loro cuore, o meglio nelle loro console. La missione è stata compiuta dal colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos con il lancio di Amazon Luna, il servizio di cloud streaming che entra a gamba tesa nel mercato ed è pronto a sfidare quello che finora sembrava essere diviso da soli altri due player, pacificamente (o quasi): Google e Microsoft. Amazon non si fa compatire e fa il suo ingresso in grande stile con una varietà piuttosto ampia di titoli giocabili in streaming.

Cosa significa tutto questo? Il colosso sta cercando di far mangiare la polvere ai suoi avversari, o magari assisteremo a un rischio di flop come il suo recente titolo Crucible. Non ci è dato saperlo. Non solo e-commerce, non solo film e serie TV, non solo produzione di giochi. Ora è tempo anche di giocarli. Questo servizio si rivelerà amazing e “con il sorriso”, come promette da anni e anni il brand? E’ tempo di analizzare da vicino la situazione, facendo il punto dello stato dell’arte.

Amazon Luna, da dove arriva e dove vuole andare

Lo abbiamo appena scoperto, e non desideriamo altro che scoprirne di più. Il servizio Amazon Luna è lanciato dalla multinazionale nata con il “semplice” commercio di libri, e che ora è sempre più trasversale, penetrante, diffusa nell’etere. L’accesso in streaming consentirà di avere a portata di mano oltre 100 titoli. E questo è già un primo smacco al competitor Stadia, che al momento ne conta una cinquantina, mentre il novello Project xCloud di Microsoft si pone a esattamente altri cinquanta titoli in più di Luna, confermando la sua posizione mediana tra i due altri player del mercato. Bene, ma non benissimo dunque, per questo primo confronto.

Assassin's Creed Valhalla

I giochi “lunatici” (o “lunari” che dir si voglia) vantano anche titoli parecchio importanti, tra cui l’acclamato Control di 505 Games e Remedy, accanto ad altri successi e classiconi del calibro di Resident Evil 7 BiohazardSonic ManiaMetro: Exodus e anche nuove uscite, come l’imminente Assassin’s Creed Valhalla. Come mai tutti queste “hits” videoludiche? Facile: Amazon ha svelato di aver raggiunto infatti una partnership con software house di rilevanza mondiale, tra cui Ubisoft (motivo per cui potremo vivere le avventure norrene anche su questo servizio), Capcom e Team 17. L’unione di ingredienti esplosivi non poteva che regalare una soluzione atomica. Titoli che però non mancano nemmeno sulla prima arrivata cronologicamente parlando, Google Stadia, che conta titoli in arrivo come Cyberpunk 2077, Fifa 21 e lo stesso AC Valhalla, attualmente troviamo giochi di grande livello.

Tra giochi d’azione, avventure, shooter, e racing non mancheranno di fare capolino anche tanti titoli indipendenti, dal budget e dall’impegno chiaramente minore, ma in ottica di ampliamento del target sempre maggiore. Ma sappiamo anche che non è solo questione di quantità; anche la qualità ha il suo perché. La piattaforma in questione è basata sull’infrastruttura AWS (Amazon Web Services, poteva forse uscire dal proprio recinto?) e risulta essere funzionante su PC, Mac, Fire TV e, attenzione, dispositivi iOS. Se il salto sui device mobili era stato fatto a diversi mesi dal lancio di Stadia, quando solo a giugno era approdato su Android mentre Project xCloud faceva capolino, sin dagli albori del suo tempo Luna raggiunge gli utenti “melariani”, ma non quelli del robot verde suo antagonista. Almeno per ora.

La corsa all’oro (e allo streaming)

Il prezzo di tutto questo ha alcune cifre, allontanandosi dalla soluzione freemium che non è mai stata propria di Amazon. Dopo che il servizio Prime aveva aperto la strada a molteplici vantaggi e a un prezzo dopotutto abbordabile, il colosso rilancia con due offerte Game Channels: Luna+, con una resa grafica piuttosto buona e supportata dal 4K (in un secondo momento) per utilizzare fino a due dispositivi contemporaneamente, e un secondo canale, ben più ricco e interessante.

Sappiamo ancora ben poco, ma quest’ultimo sembra essere destinato alle produzioni Ubisoft, consentendo l’accesso alle edizioni Ultimate (comprensive di tutti i DLC) di una serie di giochi della software house franco-canadese, sempre in ottima qualità tecnica e grafica. Su quali piattaforme? Come anticipato, non solo i classici hardware: si contano PC, Mac, Fire TV e iOS tramite web app. Ma con la limitazione di un solo dispositivo per volta.

Google Stadia

Ma come e quando è da collocarsi l’arrivo di Luna? In quale momento storico si profila lo sbarco di un servizio che, di fatto, innovativo non è? Lo abbiamo detto, non si tratta di una novità assoluta, anzi, ma perché dunque “copiare” i propri competitor? Certo, la library a disposizione si promette ricca e appetitosa, ma non è di certo il primo servizio che apre le porte per nutrire i giocatori con titoli golosi a volontà. Ecco che allora dobbiamo comprendere il periodo storico attuale. E’ di nuovo la “corsa all’oro” verso filoni non ancora esauriti, o ancora da scoprire e sfruttare a dovere.

La corsa c’è sicuramente: è di pochi giorni fa l’annuncio di Microsoft che cerca un varco verso Apple e l’approdo di xCloud anche sui suoi sistemi operativi, con una versione iOS della app Xbox Console Streaming, che permette di effettuare l’accesso remoto alla propria console, in modo non troppo diverso da quanto possiamo vivere con il servizio offerto da Remote Play su PlayStation 4, e disponibile da tempo su iOS.

Le “nuvole” e il cambiamento climatico

Di questi tempi, e stando alla lezione che abbiamo imparato dal recente lockdown legato alla pandemia di Covid-19, il servizio di cloud gaming e lo streaming in generale ha vissuto un momento particolare, come tutto il settore tecnologico che ha dovuto dimostrare il meglio di sé per tentare di coprire quelle fallacie che la vita “offline” stava facendo emergere una dopo l’altra. Cosa significa ritrovarsi chiusi in casa senza alcuna soluzione alternativa? Sicuramente non è facile rimanere lontano da tutto e tutti, ma questa vicinanza seppur virtuale ha un prezzo, come tutto del resto.

Una cosa è certa: se da un lato il cloud computing consente un accesso liquidissimo tra piattaforme e in qualsiasi luogo, c’è anche da dire che lo streaming video e questi servizi cloud sono gestiti da data centre globali che consumano enormi quantitativi di energia. Ebbene sì, due terzi della produzione di elettricità globale derivano ancora dai combustibili fossili, dunque questa sempre maggior richiesta di dati va esattamente contro gli insegnamenti che Greta Thunberg, ma non solo, hanno cercato di inculcarci. Per accedere ed elaborare questi dati è necessaria energia, e per evitare che i server si surriscaldino ne è necessario un quantitativo ancora maggiore.

Project xCloud

Queste previsioni danno sicuramente da pensare, oltre al fatto che, in un momento in cui il mondo sta cercando di ridurre il consumo energetico e le emissioni di gas serra correlate, nasce proprio ora un nuovo servizio streaming. La riflessione dunque non è solo in termini di competizione tra servizi, della loro qualità e delle offerte che si daranno battaglia vicendevolmente, ma anche della potenza di un’arma a doppio taglio come quella dei servizi cloud. Rimanere connessi perennemente e ovunque, a discapito del pianeta, o staccare la spina e vivere nel proprio mondo?

Una cosa è certa: la soluzione da prendere richiede di stare con i piedi per..”Terra”, e vedere cosa cambierà quando avremo la (Amazon) Luna in un palmo di mano.

In attesa di Amazon Luna, dedichiamoci ad alcuni videogiochi che troveremo anche sul servizio streaming, come A plague tale: Innocence, Resident Evil 7Yooka-Laylee And The Impossible Lair