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Assassin’s Creed: le missioni secondarie vennero sviluppate in cinque giorni

Se siete videogiocatori, sicuramente conoscerete il franchise di Assassin’s Creed, la famosa creatura di casa Ubisoft che fin dai primi tempi di PlayStation 3 e Xbox 360 vede sfornare nuovi titoli a tema che ancora oggi fanno assai parlare. Tra ottimi capitoli ed episodi dimenticabili, il brand è stato un saliscendi di emozioni che hanno violentemente spaccato il pubblico in più occasioni, soprattutto quando l’IP ha cercato di ampliarsi verso strade spiccatamente GDR con Origins e, ancor di più, con Odyssey.

Insomma, una saga rinomata, apprezzata e odiata, ma indubbiamente una delle punte di diamante più importanti della società francese, la quale è ancora saldamente attaccata al brand. Ora tutti siamo in attesa del tanto chiacchierato Assassin’s Creed Valhalla, ma nel mentre Twitter ci ha permesso d’entrare in contatto con un’interessante curiosità relativa al primissimo Assassin’s Creed e, in particolare, alle sue missioni secondarie. Il tutto è nato da svariati tweet pubblicati da Charles Randall, AI Designer di Assassin’s Creed che ha spiegato alcuni inaspettati retroscena relativi allo sviluppo della produzione.

Andando più nello specifico, Randall ha fatto sapere che originariamente Assassin’s Creed non avrebbe dovuto presentare missioni secondarie, con il giocatore che quindi si sarebbe potuto solo cimentare con la campagna principale e con l’esplorazione del mondo di gioco. La situazione è però sostanzialmente cambiata quando il figlio del CEO di Ubisoft – non è stato specificato se Ubisoft o Ubisoft Montreal – ha avuto l’opportunità di provare il titolo a pochi giorni dall’uscita, ritenendolo noioso poiché non molto vario. L’affermazione ha provocato ai piani alti della compagnia una sorta di reazione a catena non meglio precisata che ha spinto alla realizzazione in fretta e fuori di nuovi contenuti per il gioco.

Il problema nella richiesta stava nei tempi di sviluppo, visto che il gioco era letteralmente a un passo dell’uscita, e la software house si ritrovò a dover ingegnarsi e velocizzarsi per avere tutto pronto. Se volevate sapere come mai il gioco presentasse obiettivi secondari così scialbi e ripetitivi, la motivazione è presto detta; le attività secondarie di Assassin’s Creed vennero tutte realizzate nel giro di appena cinque giorni. Collezionabili, uccisioni facoltative, obiettivi aggiuntivi, tutto venne sviluppato in meno di una settimana, un lavoro che Randall ha definito un orrore industriale. Speriamo di cuore che situazioni di questo tipo non vengano a ripresentarsi anche dopo l’arrivo di PlayStation 5 e Xbox Series X.

Nel caso in cui non aveste ancora avuto modo di provarlo, vi consigliamo di dare una chance al tanto chiacchierato Assassin’s Creed: Odyssey, titolo che potete acquistare su Amazon.