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Assassin’s Creed Odyssey – Il Destino di Atlantide: Campi Elisi, Recensione


Assassin’s Creed: Odyssey – Il Destino di Atlantide: Campi Elisi
Genere
Avventura - Gioco di Ruolo
Piattaforma
Playstation 4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Ubisoft Quebec
Editore
Ubisoft
Data di Uscita
23/04/2019

Chiunque abbia giocato ad Assassin’s Creed: Odyssey abbastanza da conoscere il retaggio di Kassandra (o Alexios) sa che alla nostra eroina non solo sarà affidato un compito vitale ma è stata anche la prima ad avere un contatto con quella Prima Civilizzazione che abbiamo imparato a conoscere da Assassin’s Creed II. Dopo aver assaggiato la normalità della vita come una persona qualunque, Kassandra si trova richiamata ai propri doveri nientemeno che da Aletheia – l’entità già conosciuta nel corso della storia principale. L’Isu le chiede di aprire nientemeno le porte della famigerata Atlantide per comprendere meglio il suo futuro ruolo di custode.

Non aggiungeremo molto altro per evitare di rovinarvi l’esperienza ma con il nuovo DLC Il Destino di Atlantide: Campi Elisi  si ha letteralmente un nuovo mondo da esplorare, i cui confini superano il mondo mortale per portarci, con questo primo episodio, nel paradiso degli eroi; dei guerrieri caduti in battaglia, meritevoli però della gloria eterna al contrario di chi viene scaraventato negli abissi del Tartaro. Qui governa Persefone, moglie di Ade e sovrana indiscussa di un regno la cui immagine è stata voluta dalla stessa Isu per accompagnare gli umani nell’oblio dopo la morte – per fare dimenticare loro la vita vissuta e gli affetti perduti.

Kassandra ha un unico obiettivo, per il quale serve tuttavia l’aiuto di Persefone e che lei non è disposta a offrire. Destreggiandosi fra trame di potere, intrighi e ribellioni, Kassandra deve dunque compiere la sua missione a ogni costo, fosse anche incorrere nelle ire di una o più divinità. Per chiunque possa essere rimasto “scottato” dall’esperienza avuta con “L’Eredità della Prima Lama”, che nonostante ampliasse la sua storia faceva troppo riferimento al gioco principale senza dare in cambio nulla di davvero nuovo, Il Destino di Atlantide: Campi Elisi potrebbe rappresentare l’inizio di un atteso riscatto.

A uno sviluppo narrativo intrigante, arricchito da personaggi inediti e ben caratterizzati, affianca una nuova mappa, nemici che solo all’apparenza sembrano identici ai soliti poiché dispongono di poteri in grado di inibire i vostri, sovrintendenti (o capi, se preferite) presi direttamente dalla mitologia e molto da esplorare, al punto che per completarlo al 100% vi serviranno almeno una decina di ore.

Offre persino nuove meccaniche di esplorazione grazie a dei punti di teletrasporto, noti come Ali di Ermes, che vi permettono di arrivare più facilmente ad aree sopraelevate o distanti. È interessante vedere elementi di stampo sovrannaturale o magico tipici degli dei, e di cui abbiamo avuto prova ad esempio nella serie God of War, qui adattati al concetto di tecnologia superiore per cui Atlantide e i suoi abitanti sono spesso conosciuti. Dall’altra parte, la nota dolente è che i sistemi di teletrasporto spezzano il ritmo dell’esplorazione, pur essendo tutta la mappa dei Campi Elisi esplorabile anche senza il loro aiuto.

Al di là di questo, Il Destino di Atlantide: Campi Elisi offre ore e ore di novità sia meccaniche sia narrative che, pur appoggiandosi alla struttura base del gioco, dimostra il passo avanti di Ubisoft nel supporto ad Assassin’s Creed: Odyssey. Lo si capisce soprattutto dall’aver incluso la possibilità di cominciare questa serie di DLC sia con il nostro personaggio sia creandone uno nuovo: inutile dire quanto sia importante in termini di qualità della vita una simile scelta. Non sono pochi i giocatori che vorrebbero affondare i denti nei nuovi contenuti senza dovere per forza accumulare ore e ore di gioco, e gli sviluppatori hanno pensato esattamente a questo permettendo di cominciare quella che – ormai è palese – si prospetta un contenuto ben più longevo e ricco de “L’Eredità della Prima Lama”.

Nonostante la creazione di un nuovo personaggio, ci saranno dei piccoli compiti da completare in Grecia prima di poter accedere ai Campi Elisi ma sono necessari alla narrazione di per sé; in compenso avrete a disposizione Kassandra o Alexios a livello 52, quanto basta per affrontare il resto dell’avventura compresi soprattutto i vecchi DLC.

Nel complesso dunque, tra nemici dotati di poteri “magici” ma comunque in grado di restituire la sensazione di un combattimento contro esseri umani, la mappa inedita che passa da verticalità incredibili a esplorazioni sotterranee, personaggi vecchi (pochi) e nuovi (molti) tutti ben caratterizzati, e una storia che sembra soltanto aver svelato la sua superficie, con Il Destino di Atlantide: Campi Elisi sarete chiamati ad affilare la vostra lancia e prepararvi per scontri dal sapore ultraterreno.

Assassin’s Creed: Odyssey – Il Destino di Atlantide: Campi Elisi

Continua l’avventura di Kassandra o Alexios nel mondo greco. Questa volta trascenderanno per visitare nientemeno che il paradiso degli eroi governato da Persefone, nel loro viaggio per scoprire il futuro di custodi che li attende. Con “Il Destino di Atlantide: Campi Elisi” inizia un nuovo affascinante viaggio al di là del mondo mortale.

8.3
8.3

Verdetto

Il Destino di Atlantide: Campi Elisi è esattamente quello che ci si aspetterebbe da un DLC: amplia l'odissea di Kassandra (o Alexios) con una storia completamente nuova che gioca solo in parte sul fattore nostalgia, proponendo nomi e situazioni del passato che sono parte della storia principale senza esser stati approfonditi, e comincia a fare luce su quella Prima Civilizzazione che ci accompagna fin dagli esordi della saga. Nel paradiso degli eroi la pace è effimera, persino se si parla di quella eterna, e attraverso cospirazioni e giochi di potere dobbiamo sottostare ai capricci degli dei per raggiungere il nostro obiettivo. I Campi Elisi offrono una mappa inedita da esplorare, affondando a piene mani nella mitologia mentre si susseguono nomi che almeno una volta abbiamo sentito (Ifigenia, Atlanta, Adone e molti altri) svelandoci i retroscena di una delle civiltà più sfruttate nei media e comunque sempre affascinante: il mistero che circonda Atlantide è quanto meglio si presta a infinite interpretazioni e Ubisoft, come un moderno Fidia, ha iniziato a scolpire quella che sembra essere l'ennesima affascinante leggenda. Laddove con "L'Eredità della Prima Lama" si è avuto impressione che gli sviluppatori stessero tastando il terreno per capire fin dove spingersi, appoggiandosi forse troppo sul menzionato fattore nostalgia, Il Destino di Atlantide non ha paura di prendersi i suoi spazi, osare e metterci a disposizione nuovi nemici, meccaniche che vanno ad arricchire il sistema di combattimento, un'ambientazione mozzafiato per colori ed estensione, il tutto corredato da una trama che non perde mai mordente a dispetto di qualche missione più pesante di altre. Campi Elisi è un ottimo esordio per una trama che si prospetta interessante nel passato come nel presente e si interrompe come l'episodio della nostra serie TV preferita: sul più bello, pronta a superarsi con il secondo capitolo. O quantomeno a mantenere la qualità mostrata fino adesso.

Pro

Mappa inedita da esplorare
Nuovi "sovrannaturali" nemici
Ampliamento di alcune abilità
Narrazione solida e poco dispersiva

Contro

I teletrasporti spezzano il ritmo dell'esplorazione