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Bambino obbligato a giocare a GTA IV: arrestato il patrigno

La polizia giapponese ha arrestato un uomo di 28 anni, accusato di aver obbligato un alunno delle elementari a giocare a Grand Theft Auto IV contro la volontà del bambino.

Il sospettato avrebbe infatti costretto il pargolo (il suo figliastro) a giocare due, tre ore al giorno per un periodo di circa tre settimane, quando la madre non si trovava in casa. Per capire meglio la storia bisogna fare un salto indietro nel tempo.

A ottobre del 2012 il giovane giapponese si è unito in matrimonio a sua moglie e a novembre dello stesso anno la coppia ha cominciato a vivere insieme, con il figlio che la sposa aveva avuto da una precedente relazione.

Ad aprile del 2013 il bambino ha cominciato a lamentarsi di mal di testa, dolori di stomaco e nausea, convincendo la madre a interrompere la convivenza. Il mese successivo un dottore ha diagnosticato al giovane un disturbo del sistema nervoso, provocato dallo stress accumulato giocando al titolo.

L'incidente ha convinto la madre a rivolgersi alla polizia nel mese di giugno, ma gli effetti della denuncia sono arrivati soltanto oggi, quando le autorità hanno arrestato il marito. L'accusato nega di aver obbligato il figliastro a giocare a GTA IV, aggiungendo ulteriore mistero a una storia talmente assurda da sembrare inventata di sana pianta.

E se lo stress del ragazzo provenisse dai continui inviti di Roman a giocare a bowling?

Per quale motivo il giovane sposo avrebbe dovuto obbligare il figliastro a giocare a GTA IV? E perché proprio con il celebre gioco d'azione open world di Rockstar? Si può veramente arrestare una persona per un reato simile? La prossima volta che farò provare un gioco strano ai miei amici dovrò fargli firmare una liberatoria? Ai posteri l'ardua sentenza.