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BioShock, Ken Levine sta reclutando sviluppatori per il suo nuovo titolo

Cinque anni fa BioShock si congedava dalle scene con l’episodio di Burial at Sea che riportava i giocatori in una Rapture ancora viva ma non per questo meno deviata e bizzarra. Nel frattempo il suo creatore Ken Levine ha fondato un piccolo studio nel 2017 con 40 sviluppatori, alcuni dei quali del team originale di Irrational Games e si è messo al lavoro su un nuovo progetto del quale, fino ad ora, si conosce davvero poco. Il team sta tentando di portare ancora avanti il progetto che procede, anche se con tempi molto lunghi.

Stando a quanto riportato sul sito di Ghost Story Games, infatti, ci sono ancora molte posizioni aperte nello studio di Levine che per quanto indipendente resta comunque di proprietà di Take-Two Interactive. Ghost Story Games spiega di stare cercando, tra gli altri, un Cinematic Scripter con esperienza preferibilmente su Unreal 4 e che si occupi di implementare sezioni narrative e di creare filmati coinvolgenti. Il reclutamento, vale la pena sottolinearlo, va avanti ormai da anni. L’annuncio, però, conferma qualche indicazione di massima sul tipo di gioco che lo studio del padre di BioShock sta realizzando.

Il gioco sarà con molta probabilità uno sparatutto in prima persona con elementi RPG e appartenente al genere immersive sim. Si tratta di un’etichetta che più che definire un gioco per il tipo di azioni che il protagonista può compiere, lo descrive in base alla relazione tra il personaggio giocabile e l’ambiente che lo circonda. Per fare un esempio viene considerato immersive sim un gioco come il primo Deus Ex ed elementi di questo genere si trovano anche nei recenti Dishonored e Prey. Gli ambienti sono solitamente contenuti e non è previsto alcun open world dando la possibilità al giocatore di raggiungere lo stesso obiettivo con approcci diversi. Chi ha giocato System Shock 2, capostipite del genere e di cui Levine era stato Lead Design, sa bene che è difficile da inquadrare in un genere definito come nel caso di Metroid e Castlevania (da Symphony of the Night in poi) che hanno battezzato un genere con i loro nomi.

Tutti questi elementi potrebbero descrivere anche BioShock che viene considerato un immersive sim. Questo fa ben sperare sul futuro progetto degli ex Irrational che sembra ancora in vita anche se il reclutamento ancora aperto fa pensare che il tutto sia in fase embrionale. La speranza per un nuovo capitolo della serie non è mai venuta meno in questi anni come dimostrano le tante indiscrezioni che ciclicamente si ripresentano su un terzo capitolo. Per citare Elizabeth nel finale di BioShock Infinite: “C’è sempre un faro, c’è sempre un uomo, c’è sempre una città”.

Prey è un apprezzato titolo che appartiene al genere immersive sim. Lo trovate a un prezzo davvero basso in rapporto alla sua qualità su Amazon.