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Bleeding Edge | Anteprima della Closed Beta

L’annuncio di Bleeding Edge durante l’E3 2019 non è stato apprezzatissimo dai fan della software house e non certamente per la qualità – anzi, la nostra prova durante la fiera losangelina è stata molto positiva – quanto più nell’ansia di vedere un team come Ninja Theory concentrarsi su un progetto multiplayer.

A dispetto di tutte le paure e dopo una serie di ore di gioco effettuate durante la closed beta, siamo felici di dirvi che Bleeding Edge sembra un progetto estremamente interessante, oltre che divertente e originale, ma che deve fare i conti necessariamente con una concorrenza spietata.

Ritmo e botte da orbi

Bleeding Edge è, da definizione dello stesso team di sviluppo, un hero brawler, un genere che si adatta perfettamente alla struttura di gioco che rappresenta. Simile ai più conosciuti Overwatch e Paladins, il gioco di Ninja Theory mette sul piatto tre tipologie differenti di classi, offensivo, tank e support, ognuna con diversi eroi da poter scegliere e utilizzare.

Proprio sulla scelta del personaggio c’è da sottolineare un design decisamente originale sia per quanto concerne l’aspetto dei singoli eroe sia per le abilità sfruttabili. Per farvi un esempio, Kulev è un serpente che controlla un cadavere ambulante – e non nascondiamo che ricorda molto da vicino Slash, almeno nel vestiario – oppure Buttercup, una macellaia che a bordo della propria moto può falciare e trucidare i nemici – anche in questo caso, l’assomiglianza a Pudge di DOTA come caratteristiche è molto marcata.

L’equilibrio delle partite dipende prettamente dalla squadra e dal modo in cui ci si muove in gruppo, è essenziale collaborare per portare a casa la vittoria e spesso, agire da soli, non è propriamente la strategia più adatta. Nonostante un gameplay frenetico, solido e divertente, bisogna specificare che sono presenti dei piccoli problemi di bilanciamento che ci auguriamo vengano sistemati in tempo per il lancio ufficiale del gioco atteso per il 24 marzo.

Anche le mappe offrono un design gradevole, ma la loro grandezza può far storcere il naso a chi ama combattere in spazi più ristretti. A detta di ciò, forse è meglio lavorare sulla velocità dei singolo personaggi, troppo lenti considerando i livelli presenti, anche prendendo in considerazione lo “scatto”, rappresentato sotto forma di mezzo di movimento. Per fortuna le modalità di gioco basate sul controllo di determinati punti, variano le partite, rendendo di conseguenza più dinamiche le mappe e facendo spostare di continuo i giocatori. Se questo non dovesse bastare le uccisioni forniscono punti che si aggiungono al punteggio generale, questo permette di far si che gli utenti si concentrino sul giocare bene, per ottenere più assist e uccisioni.

Merita un occhio di riguardo il design audio, musiche ispirate ed effetti sonori ben realizzati che lasciano però spazio a partite un po’ troppo “silenziose”, una musica di sottofondo tra quelle utilizzate nel menù potrebbero dare qualcosa in più ai match in termini di ritmo. Discorso a parte per l’impatto visivo, Bleeding Edge sfrutta uno stile in cell-shading e dal punto di vista artistico c’è ben poco da dire, su quello tecnico c’è ancora bisogno di lavorare, limando alcune sbavature e sistemando il framerate che soffre leggermente nei momenti più concitanti, in particolar modo su One e One S.

Tirando le somme

Bleeding Edge potrebbe essere un’autentica sorpresa, un prodotto a cui Ninja Theory tiene particolarmente e che non sarebbe mai stato portato a termine senza il supporto di Xbox Game Studios – Microsoft. Il titolo ha tanto carattere e un gameplay divertente, tanto basta da renderlo un gioco più che godibile e senz’altro da provare grazie a Xbox Game Pass. Nella nostra prova non ci siamo mai annoiati, chiara dimostrazione di come la software house abbia puntato tanto sulle meccaniche e sul modello di gioco, attenzione però, perché bisogna fare i conti con la versione finale per il giudizio definitivo, che dove  necessariamente proporre più eroi, sistemare qualche problemino di bilanciamento e di framerate, necessari per rendere Bleeding Edge un’esperienza online capace di dare filo da torcere ai più conclamati concorrenti.