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Call of Duty Warzone è riuscito lì dove Blackout ha fallito

Call of Duty Warzone non è il primo titolo che porta il nome di COD all’interno del genere battle royale: forse non tutti ricordano che il predecessore dell’attuale Modern Warfare, ovvero Black Ops 4, ha provato a cavalcare l’onda del successo scaturito dall’avvento di Fortnite, che ha portato una vera e propria valanga di giochi e di serie che hanno cercato prontamente di cogliere la palla al balzo ma che non avevano mai avuto nulla a che fare con il genere battle royale, vedi Blackout di Black Ops 4 o addirittura Firestorm di Battlefield 5, anch’esso caduto velocemente nel dimenticatoio. In questo articolo, dunque, vorrei analizzare tutti i punti che hanno portato Warzone al suo successo, sebbene non si tratti affatto di un “miracolo” o di un’innovazione in campo videoludico, o per essere più precisi nel genere dei battle royale. Eppure, ci sono diversi motivi che hanno portato il battle royale targato Infinity Ward a scalare rapidamente le classiche dei giochi più giocati ed apprezzati degli ultimi tempi: vediamoli nel dettaglio.

Free to play, la formula vincente

Sono sicuro che, se anche Blackout fosse stato un battle royale free to play così come lo è Call of Duty Warzone, probabilmente il nome della modalità di Black Ops 4 sarebbe ancora in circolazione, vivido nella mente di tutti gli appassionati della saga. Se da un lato della medaglia bisognava pagare 60-70 euro per comprare Black Ops 4 e poter giocare a Blackout, dall’altro l’intelligenza di Infinity Ward ha prevalso sull’avidità e sulla voglia di ricavare quanto più denaro possibile dai propri prodotti. Tanto per ricordarlo, Warzone è un’espansione del mondo di Call of Duty Modern Warfare, che non ha bisogno di possedere l’intero gioco per poter accedere al battle royale, e che ha adottato la formula del free to play standalone. In questo modo, anche una persona totalmente estranea al mondo di Call of Duty o alle meccaniche del battle royale ha avuto modo di provare l’esperienza di questa modalità, e ne è rimasta affascinata o meno, a seconda dei propri gusti personali.

Nuovi aggiornamenti e contenuti sempre interessanti

Sia chiaro, Call of Duty Warzone non è affatto il plus ultra dei battle royale, bensì una miscuglio di meccaniche e funzioni prese qua e là da altri giochi dello stesso stampo aggiungendo però il classico tocco “coddaro”: Warzone è riuscito a prendere tutte queste meccaniche e ad amalgamarle perfettamente, creando così una formula di gameplay godibile e capace di intrattenere. Ciò nonostante, il solo gameplay, per quanto divertente esso possa essere, non è capace di tenere incollati i giocatori se c’è una mancanza di contenuti e novità. Analizziamo sotto questo aspetto Call of Duty Blackout; in questo campo il gioco ha fallito miseramente, offrendo ben pochi contenuti aggiuntivi nel corso della sua breve vita. Quasi nessuna modalità nuova o differente, che spaziasse dalle classiche Solo, Duo e Quartetto, poche armi e cosmetici, contenuti grossomodo riciclati tutti dal multiplayer classico di Black Ops 4 (a dirla tutta, a mio avviso si tratta del capitolo di Black Ops più fallimentare) dove anche qui c’è stata una mancanza generale di contenuti interessanti. Warzone, invece, è partito già col piede giusto, offrendo la classica modalità a squadre e la modalità Bottino disponibili fin dal suo lancio , quest’ultima gradita particolarmente dai fan poichè “alleggeriva” il concetto di battle royale, offrendo la possibilità di rinascere all’infinito per tutta la durata della partita. E come se non bastasse, Warzone viene aggiornato a cadenza più o meno settimanale, con l’aggiunta di nuove modalità di rimpiazzo ad altre, garantendo così un ciclo continuo capace di soddisfare gli interessi di tutti i giocatori.

Comunicazione con la community

Altro punto a favore di Call of Duty Warzone è la comunicazione che gli sviluppatori sono riusciti ad instaurare con la propria fan base. Difatti, il team di Infinity Ward è molto attivo su social come Twitter e Reddit, sempre disponibili a raccogliere i punti di vista dei giocatori che forniscono feedback costanti sullo stato del gioco. Ad esempio, ci sono state molte polemiche in passato sulla rimozione della modalità a squadre da quattro giocatori, dopo che questa è stato inserita nel titolo per breve tempo: tutte le lamentele della community hanno fatto sì che la modalità fosse reinserita nel gioco dopo pochi giorni. Ed è proprio grazie alla comunicazione tra community e sviluppatori che questi ultimi riescono a risolvere buona parte dei problemi che affliggono il titolo, dimostrandosi pro attivi al miglioramento del gioco. Basta pensare alle manovre intraprese con il problema del cheating, che è stato sulle bocca di tutti per diverse settimane, ed in un lasso di tempo relativamente breve, Infinity Ward è riuscita ad arginare in buona parte la problematica. Da questo punto di vista, possiamo affermare che Treyarch, al contrario, ha abbandonato Blackout a sè stesso. La comunicazione, quindi, è un tratto fondamentale del successo del titolo.

Conclusioni

Per concludere questo flusso di parole più o meno lungo, vi invito ad esprimere la vostra opinione nei commenti. Ci tengo a precisare che tutto ciò che ho espresso nell’articolo è frutto di mie considerazioni personali, e da appassionato storico di Call of Duty che ha provato sia Blackout che Warzone. Il mio intento è quello di analizzare i punti che hanno garantito il successo di Call of Duty Warzone, punti che, per tutti i motivi sopraelencati, sono mancati a Blackout e ne hanno presagito il rapido declino. Innanzitutto, siete d’accordo con quanto espresso nell’articolo? Dal vosto punto di vista, siete soddisfatti di quanto sta offrendo Warzone e di quanto ha offerto Blackout? Lascio la parola a voi.

Call of Duty Warzone è un titolo free to play e standalone, ma se non siete interessati al genere battle royale, vi ricordo che il multiplayer classico di Modern Warfare è disponibile all’acquisto su Amazon.