10 0 7.7 Cliff Empire PC
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Giochi PC

Cliff Empire, recensione di un gestionale futuristico


Cliff Empire PC
Genere
Gestionale
Piattaforma
PC
Sviluppatore
Lion's Shade
Editore
Lion's Shade
Data di Uscita
06/08/2019
Cliff Empire è il primo gestionale di Lion's Shade che abbiamo recensito nella sua forma finale dopo un lungo periodo fra gli Early Access di Steam.

Cliff Empire è un gestionale indie per PC di cui avevamo già parlato più di un anno fa e che recentemente ha abbandonato la propria permanenza fra i titoli in Accesso Anticipato di Steam. Quindi è tempo di recensire la versione finale sviluppata dallo studio Lion’s Shade.

In cima alla montagna di Cliff Empire

L’incipit narrativo vuole la Terra abbandonata a causa di una spessa nube radioattiva, tuttavia, nella speranza di poter nuovamente colonizzare il pianeta, sono stati costruiti degli enormi pinnacoli artificiali su cui far sorgere città autosufficienti. Il nostro scopo è quindi quello di sfruttare al meglio le poche risorse e spazio disponibili e costruire una nuova casa per l’umanità. Come il più classico gestionale, la visuale dall’alto ci permette di avere la completa visuale delle metropoli che ci accingiamo a costruire e i menù contestuali ci avvisano di eventuali carenze nella produzione di risorse e industriale che, in Cliff Empire, svolge un ruolo essenziale nel determinare il successo o meno della partita.

Con un semplice click sul terreno si accede alla lista delle strutture edificabili. Sono divise in più categorie e, nonostante la natura indie del titolo, in gran numero, con alcune sbloccabili ricercandole attraverso l’albero tecnologico. Principalmente, è necessario costruire abitazioni e fornire acqua, energia elettrica e cibo ai nuovi cittadini per soddisfare i bisogni di base. L’interfaccia è infatti abbastanza comprensibile, nonostante la mole di icone a schermo possa intimorire a primo impatto. Per far crescere la città dobbiamo però puntare verso prodotti sempre più elaborati che, ovviamente, richiedono materie prime da trattare.

Non c’è nulla di inedito all’orizzonte ma Cliff Empire riesce comunque a garantire un buon livello di difficoltà nella gestione cittadina grazie al commercio e agli eventi casuali, come periodi senza vento e luce che fanno crollare la nostra produzione elettrica se ci affidiamo solo alle fonti rinnovabili e attacchi spaziali che aggiungono anche un pizzico di tower defense all’intera partita.

Nonostante ciò, non abbiamo avuto l’impressione che si sia voluto esagerare con Cliff Empire, introducendo meccaniche solo abbozzate. Al contrario, ogni elemento funziona abbastanza bene e bisogna trovare il giusto equilibrio per evitare di finire in un’impasse economico e produttivo. Bisogna mantenere sempre attiva l’elettricità, immagazzinando in batterie – vendibili e acquistabili – l’energia in surplus, cosicché gli edifici di base si mantengano attivi in ogni situazione e continuino ad arrivare nuovi lavoratori. Questi sono poi automaticamente impiegati in fattorie, miniere, fabbriche e uffici per garantire la produzione di denaro e risorse necessarie alla città e all’industria, dove poi saranno costruiti beni di lusso da rivendere.

La compravendita è necessaria, soprattutto quando si decide di fondare una nuova città. In ogni partita abbiamo infatti a disposizione fino a tre pinnacoli che sono gestiti separatamente: ognuno ha le proprie risorse e fondi che, inizialmente, non possono essere condivisi. Costruendo però degli enormi ponti sospesi tra una metropoli e l’altra e cliccandoci sopra, possiamo decidere con grande facilità quali merci acquistare e vendere.

In realtà è un funzionamento un po’ macchinoso, ma necessario proprio perché due pinnacoli sono considerate aree separate. Quindi, possiamo impostare il numero di unità per ogni materia prima e prodotto entro i quali dobbiamo o vendere o acquistare. Se le nostre scorte calano sotto un certo valore, sono acquistate automaticamente, mentre se sono maggiori, vengono vendute.

Il sistema tutto sommato è semplice da gestire e consente di dar vita a città in parte o totalmente dipendenti da altre: si può costruire un settore maggiormente dedicato all’industria, ignorando l’ecologia, dove nessuno vuole vivere ma ci va a lavorare da pendolare attraverso la metropolitana, la zona residenziale, dove magari costruire gli edifici governativi e gli uffici e infine l’area turistica, sfruttando proprio la possibilità di poter muovere la merce, l’energia – sotto forma di batterie – e i lavoratori da una parte all’altra. Inoltre, determinati edifici danno accesso all’albero tecnologico consentendoci di costruire strutture più avanzate – perfino sottomarine – e rendere più semplici i collegamenti fra una città e l’altra – sviluppare il potenziamento della rete elettrica, ad esempio, rende automatica la movimentazione e l’utilizzo delle batterie fra un pinnacolo e l’altro.

Purtroppo, il gioco è tutt’altro che perfetto e anche se il prezzo incredibilmente modesto – solo 9,99€ su Steam – può convincere da solo dell’acquisto, ci sono delle criticità di cui tener conto. Se decidiamo di costruire qualcosa, non è seguito l’ordine con cui abbiamo posizionato gli edifici, ma le risorse necessarie sono distribuite fra tutti i cantieri a meno di non agire manualmente e impostare la priorità di ogni costruzione.

Sfortunatamente, non è raro ritrovarsi in situazioni in cui non c’è alcun modo di continuare la partita perché manca proprio l’edificio che produce il materiale necessario alla costruzione dello stesso. Inoltre, lo spostamento di ogni merce è affidato a un massimo di dieci droni volanti per pinnacolo, a nostro avviso un numero troppo esiguo che non è in grado di gestire l’enorme quantità di materie prime e prodotti finiti da muovere per la vendita e la costruzione. Per di più, durante una partita si sono tutti bloccati in un punto, costringendoci a ricominciare da capo un’altra volta.

Cliff Empire

Per quanto possano sembrare sottigliezze, Cliff Empire non è perfettamente bilanciato e fallire per questi difetti nelle meccaniche può portare presto a noia. Perlomeno il gioco è totalmente tradotto in italiano e il tutorial iniziale, se seguito passo passo, permette di capire come evitare questi inghippi.

Dal punto di vista tecnico nulla da eccepire se si considera il gioco per quello che è. Cliff Empire ha una grafica low poly e con una texturizzazione ridotta all’osso che tende principalmente al bianco. C’è sicuramente di meglio dal punto di vista estetico, ma comunque si può apprezzare il risultato che la città, soprattutto nelle ore notturne, riesce a rendere. In generale, ombre, illuminazione, modelli tridimensionali e texture sono più che sufficienti, sempre che si apprezzi questo stile grafico improntato alla semplicità.

In conclusione, gli amanti dei gestionali dovrebbero seriamente prendere in considerazione il gioco di Lion’s Shade, che dimostra che non servono grandi software house per sviluppare un gestionale complesso e divertente. Al tempo stesso ci sono però delle imperfezioni di non poco conto che possono rendere abbastanza frustranti certi momenti dell’esperienza.

Cliff Empire è disponibile per PC su Steam.

Cliff Empire PC

Cliff Empire è un gestionale indie dall’ambientazione futuristica in cui l’umanità vuole ripopolare la Terra dall’alto delle montagne.

7.7
7.7

Verdetto

Il cavallo di battaglia di Cliff Empire è certamente il prezzo. Bastano 9,99 euro per accedere a un gestionale di qualità con meccaniche più profonde di quanto ci si potrebbe aspettare. Ci sono difetti, legati perlopiù a un bilanciamento non perfetto che porta un po' troppo spesso e facilmente a situazioni senza via d'uscita, ma i giocatori che conoscono bene questa tipologia di videogiochi non avranno problemi ad apprezzare questa perla indie.

Pro

- Gameplay immediato che offre tante possibilità.
- Design delle città piacevole.
- Non richiede troppa microgestione, ma non manca del tutto.

Contro

- È facile bloccarsi perché si è costruito l'edificio sbagliato al momento sbagliato o perché non si hanno più risorse e non è possibile ottenerle in alcun modo.
- Si può apprezzare la grafica ma l'impatto complessivo è una spanna sotto ad altre produzioni simili.