Tom's Hardware Italia
PlayStation 4

Code Vein: il provato ad E3 è la dimostrazione di quanto Bandai Namco tenga al progetto

Ad E3 2019, presso il booth Bandai Namco, abbiamo provato una nuova buil di Code Vein, l'action-rpg in stile souls-like.

Tra i titoli più curiosi della line-up Bandai Namco troviamo Code Vein, l’action-rpg di stampo souls-like, scomparso dai radar per diversi mesi.
Tuttavia, con l’avvicinarsi dell’estate, il titolo realizzato dai creatori di God Eater ha fatto nuovamente capolino, mostrandoci i cambiamenti proposti dal team di sviluppo in seguito alla lunga pausa di riflessione. Difatti, dopo un’anteprima nella sede milanese di Bandai Namco, abbiamo potuto approfondire le meccaniche di gioco – parecchio articolate per il discorso delle classi e per l’alto livello di sfida – grazie alla closed beta di inizio mese.
Ma se tutto questo non dovesse bastare, sappiate che abbiamo potuto rimettere le mani su Code Vein ad E3 2019, proprio durante un appuntamento nel booth del publisher giapponese.

In particolare, ci è stata proposta una demo della durata massima di venti minuti contenente una nuova build.
Tale build non è da intendere come un contenuto volto a mostrare elementi inediti di Code Vein, ma è più una chiara dimostrazione da parte degli sviluppatori di ascoltare i pareri dei giocatori raccolti dalla closed-beta. Questo perché una delle critiche più diffuse dopo il test di inizio mese era il ritmo lento dei combattimenti, con le movenze dei nemici a tratti legnose e poco adrenaliniche, e una resa grafica poco convincente.
Partiamo subito dalla nota dolente, perché sul versante grafico la nostra prova di Code Vein non ha mostrato alcun tipo di miglioramento: ci siamo ritrovati all’interno di una cava, fatta di strettoie e strapiombi, ed intervallate da aree più larghe. Questo si traduce qualitativamente nell’avanzare in sezioni che, nella scelta cromatica e nei dettagli, si rivelano spoglie e monotone, e quindi poco attrattive per l’esplorazione.
Considerando l’ispirazione alle opere FromSoftware, è un peccato vedere la lore di gioco poco valorizzata dall’ambiente.
Discorso diverso dobbiamo fare per i personaggi, che ancora una volta dimostrano una certa cura nei dettagli che compongono il loro character design. Non che Io, una dei nostri companion, abbia così tanto materiale addosso, ma lo stile anime di Code Vein rappresenta una degli elementi caratteristici del titolo.

Passiamo adesso ai ritmi di gioco e ai nemici, ovvero gli elementi su cui si basava la build provata a Los Angeles, come ci hanno rivelato gli stessi sviluppatori durante la presentazione della line-up.
In effetti abbiamo notato come gli assalti nemici fossero più massicci e frenetici: nell’attraversare le strettoie o i corridoi, capitava di dover fronteggiare un nemico comparso a sorpresa da un cunicolo, mentre eravamo concentrati sui due che avanzavano verso di noi.
Dunque l’approccio più congeniale è quello di sfruttare la presenza di Io per separarli, e condurre una parte in aree più larghe, facendo attenzione alla diversa tipologia di attacchi nemici. Vero è che la cava, essendo ricca di dirupi, consentiva spesso di far precipitare gli avversari nel baratro, accorciando i tempi di combattimento.
Il più delle volte l’abbiamo trovato un espediente comodo, ma a mente lucida ci preme sottolineare come la fisicità robusta dei nemici, inserita all’interno di spazi stretti, avrebbe acquisito maggiore valore se fosse stato possibile sfruttare le pareti rocciose per fare danno, e quindi aumentare l’interazione.

Al di là di questo, il combattimento è stato reso più frenetico dalla spada a una mano, che ci ha permesso di effettuare combo più veloci, ben amalgamate agli attacchi pesanti di Io.
La fanciulla dalle vesti succinte è stata fondamentale nella nostra prova: non solo perché ci ha riportato in vita sacrificando parte della sua energia quando non avevamo più oggetti curativi a disposizione, ma perché le sue potenti tecniche rappresentano un importante contributo, soprattutto nella lotta contro i boss.
E a proposito di ciò, la demo consentiva di fare una conoscenza più approfondita di Blade Bearer, una creatura dalle sembianze femminili, dotata anch’essa di un seno abbondante. La sua particolarità sono gli attacchi elementali letali, divisi in ghiaccio più, al secondo round, fuoco. Un combattimento non affatto semplice, in cui il supporto di Io è indispensabile.

Venti minuti non sono abbastanza per farsi un’idea concreta ma, considerando la volontà degli sviluppatori, sono stati sufficienti per capire l’interesse nutrito da Bandai Namco per Code Vein. Il titolo non è perfetto, e le perplessità rimangono, soprattutto legate a un level design poco invitante, ma riguardo coinvolgimento e frenesia, la prova si è rivelata più promettente rispetto alla beta, grazie alla varietà dei nemici e ai loro assalti più massicci.
Code Vein non sarà ai livelli della produzione FromSoftware, ma resta un titolo dotato di una sua anima, che tenta di ritagliarsi un suo angolino all’interno di un panorama difficile pur essendo descritto spesso come un “dark souls con i vampiri”. Lo fa attraverso una struttura che verte sulla crescita delle classi, e uno stile anime che sì, potrebbe apparire piuttosto stereotipato a molti e poco curato nell’atmosfera, ma comunque dotato di un suo carattere.
Non resta che attendere l’ormai vicino appuntamento definitivo, quando Code Vein approderà il 27 settembre su PlayStation 4, Xbox One, e PC.