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Coronavirus, ecco i videogiochi da evitare in quarantena

Ogni giorno puntuale il bollettino della Protezione civile con i numeri di quella catastrofe mondiale che è il coronavirus, una minaccia invisibile, subdola, che ha messo in ginocchio tutto e tutti. Che ci ha costretto a chiuderci in casa da un giorno all’altro e ha stravolto le nostre abitudini.

Ma va bene così, perché quelli che veramente stanno lottando sono ancora fuori, in “trincea”: medici, infermieri, forze dell’ordine (che non ci stanchiamo di ringraziare). Allora tutti a leggere le notizie di cronaca, quelle che fanno preoccupare (a volte pure inutilmente), quelle con le teorie del “quando finirà tutto” (ma in realtà non lo sa ancora nessuno), quelle che danno speranza. E poi ci siamo noi, e il nostro compito resta quello di raccontarvi tutte le novità dell’amato mondo dei videogiochi, portando un po’ di leggerezza, più che mai importante in questo delicato momento.

Informarsi sui videogiochi e passare il tempo con un gamepad in mano è sicuramente uno dei modi migliori per evadere e dimenticare, almeno per qualche ora, quel maledetto covid-19. Ma attenzione: per le tematiche trattate, alcuni titoli, anche di qualità, potrebbero generare l’effetto contrario e alimentare lo stato d’ansia e preoccupazione che (chi più, chi meno) è già oltre i livelli di guardia. Ecco allora una lista di videogiochi che, secondo noi, in questa fase sarebbe meglio evitare (e che magari giocherete comunque, se siete un po’ masochisti) se vi volete bene. Perché se è vero che affrontare epidemie nei panni di un avatar ci è sembrato piuttosto avventuroso, ora che lo si sta vivendo sulla propria pelle le sensazioni sono decisamente differenti.

The Last of Us

Sì, vero, una scelta un po’ infelice, ma in effetti al centro di The Last of Us c’è il viaggio (ma soprattutto i sentimenti) di un uomo e una ragazzina in un mondo post-apocalittico devastato da un virus fungino chiamato Cordyceps. Un’epidemia decisamente diversa rispetto a quella che stiamo vivendo, ma la qualità della produzione è talmente alta che vale la pena godere di questa avventura con la mente e il cuore liberi e lontani da situazioni riconducibili a quelle che devono affrontare i protagonisti Joel ed Ellie.

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Resident Evil 7

Del franchise Resident Evil avremmo potuto mettere l’intera serie visto che in ogni capitolo, in effetti, si ha a che fare con mostruose creature generate da un virus letale creato in laboratorio dalla società Umbrella Corporation. Tuttavia, è senza dubbio il settimo capitolo quello più claustrofobico, dove il protagonista si ritrova intrappolato all’interno di una casa fatiscente e abitata da una famiglia di infetti psicopatici e decisamente poco interessati al distanziamento sociale.

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Two Point Hospital

È un momento in cui medici, infermieri e operatori socio sanitari meritano più che mai il sostegno di noi tutti. Dei veri e propri eroi moderni che ogni giorno affrontano il coronavirus in prima linea, rischiando la propria vita. Un videogioco come Two Point Hospital, gestionale ospedaliero, potrebbe in effetti aiutare a comprendere meglio le dinamiche di un ospedale e quanto la vita in corsia possa essere stressante e impegnativa. Allo stesso modo crediamo che un’esperienza come quella di Two Point Hospital, dove si ha a che fare con la gestione di personale sanitario, budget, affrontare epidemie e persino la malagestione degli ospedali – tra l’altro con un tono ironico (ora difficile da accettare) – difficilmente possa rilassarci.

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Bloodborne

Se sei un fan di Demon’s Souls e del primo Dark Souls, e ancora non hai giocato a Bloodborne di From Software, ecco, forse questo non è il momento ideale per recuperarlo. Sì, perché la città gotica dove è ambientato il souls-like è alle prese con un’epidemia che sta trasformando gli infetti in orribili mostri. Se è vero che Bloodborne è uno dei migliori action RPG di questa generazione, le sue atmosfere melanconiche e cupe non sono certamente adatte a chi vuole respirare un po’ di “normalità” e spensieratezza.

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Plague Inc

Un titolo a cui, in questi giorni, crediamo vorrebbe giocarci solamente chi ha un alto grado di morbosità. Se, al contrario, sei una persona dotata di una certa sensibilità troverai davvero difficile divertirti con un videogioco dove l’obiettivo è quello di creare un virus in grado di spazzare via l’intera umanità. Tuttavia gli sviluppatori – che tra l’altro hanno donato 250 mila dollari a CEPI e OMS per la lotta al coronavirus – stanno lavorando ad una nuova modalità che permetterà ai giocatori di contrastare un’epidemia potenziando il sistema sanitario, applicando misure come quarantene, distanziamento sociale e chiusura dei servizi pubblici. Ma crediamo che nemmeno questo ribaltamento di fronte possa davvero aiutare a distendere i nervi.

Se proprio volete giocare a Plaugue Inc, potete farlo anche in formato cartaceo.

A Plague Tale: Innocence

Francia del 14esimo, protagonista una giovane nobildonna chiamata a fuggire dai cavalieri dell’Inquisizione con il fratello affetto da un misterioso morbo. Nel frattempo, a fare da sfondo la Guerra dei Cent’Anni e la peste nera. Un titolo acclamato dalla critica e che consigliamo di giocare in qualsiasi momento, ad eccezione di questo, ovviamente: vedere la desolazione che ha portato il coronavirus nelle nostre strade è nulla rispetto all’angosciante mondo medievale dilaniato dalla peste e tratteggiato con maestria dal team Asobo Studio.

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