Esport

Da player a coach, quattro chiacchiere con Tommaso joYnt Gavioli

L’Esport e il gaming sono una realtà che sta crescendo molto in Italia. La prova è la massiccia presenza alla fiera Milan Games Week appena conclusa. Ed è ancora più grande il numero dei ragazzi che ogni giorno si avvicina a questo mondo fatto di mouse, console e professionalità.

Il bacino di utenza si è esteso a oltre un milione di persone tra ragazzi e, soprattutto negli ultimi tempi, ragazze. Anche i grandi marchi del mercato nazionale ed estero si stanno preparando a quella che sarà la vera “esplosione” dell’Esport in Italia. Non è un segreto che Amazon e Apple stiano investendo molto in questo settore aumentando e comprando le piattaforme online.

Ma quando si parla di Esport c’è ancora molta confusione. Dietro a questo mondo fatto di giochi virtuali, infatti, ci sono una continua formazione, studi, tecniche e analisi che Tommaso Gavioli – in arte joYnt – ci ha spiegato. Venticinque anni e milanese, Tommaso ha una carriera già consolidata in questo settore e si spinge a una vera e propria evoluzione.

Basti pensare che da un anno circa ha iniziato una collaborazione con la piattaforma e-learning Docety, dove da pochi giorni ha pubblicato un seminario per scoprire tutti i segreti dell’Esport. Clicca qui per dare un’occhiata alla piattaforma che ha “stregato” l’Esport.

joYnt ha iniziato per gioco con il primo computer compratogli dai genitori, scoprendo giorno dopo giorno la sua passione. Aveva solo 15 anni quando ha iniziato la sua scalata al successo e in 10 anni è passato da casual player a coach di team nazionali ed esteri. Nel 2014 fu notato per la prima volta, iniziando a trasformare la sua passione in un vero e proprio lavoro, ma è nel 2016 che si avvicina al coaching ed è da qui che inizia la sua scalata. Oggi segue diversi team e ha già maturato oltre 1.000 ore di lezione in italiano e in inglese.

Quando hai iniziato la tua carriera nell’Esport?

“Nel 2008 ho iniziato come player. C’è voluto tempo, dedizione e passione fino al 2014 quando finalmente mi hanno notato ed ho iniziato a guadagnare. Oggi la mia vita è a Milano, ma online sono stato in ogni parte del mondo. Sono un coach che lavora con team, studio e faccio analisi per permettere, anche a chi si è avvicinato da poco a questo mondo, di avere risultati.”

Mi descrivi la tua giornata tipo?

La sveglia è sempre molto presto. Faccio circa 10 ore di coaching al giorno in italiano ed inglese, passando dal team australiano a quello indiano. Il mio settore è quello dell’analisi e la mia particolarità è quella di seguire ed inviare feedback anche durante le partite perché credo nella continua formazione, nella ricerca, nello studio continuo. In questo settore è fondamentale se non indispensabile per avere risultati anche alle prime armi.

Che tipo di allenamento svolgi durante la giornata?

Dipende molto dal team e dalla parte della giornata. Se si sta lavorando in preparazione ad un imminente torneo, si fa di norma un’ora di analisi delle partite del giorno dopo e poi 4 ore di scrim di allenamento contro altri team.

Quanto tempo dura una sessione di allenamento?

Per il team, come ho detto, sono circa 5 ore al giorno di allenamento, per il player mentre lavora da solo, penso massimo 2 ore di partite ranked per migliorare la meccanica.

Fate mental coach? Se sì, in che modo?

Ho dei miei metodi per aiutare i ragazzi nelle partite ufficiali. Cerco di non far sentire loro la pressione motivandoli e facendo con loro esercizi di respirazione, ma devo ammettere che non amo molto la parte psicologica del coaching. Mi ritengo più uno strategic-coach di gioco.

Conosciamo la tecnica Eye che permette di capire dove è focalizzata l’attenzione del giocatore. Esistono altre tecniche?

Conosco la tecnica Eye, ma penso che ci siano tanti modi soprattutto “underlined” per capire cosa pensa un giocatore, ovviamente se lo conosci bene, e di conseguenza non penso servano altre tecniche se non la comunicazione diretta con lo stesso, per capire poi come aiutare a risolvere problemi.

Quanto è importante l’alimentazione in questo settore?

Diciamo che alimentazione e attività fisica, al momento, vengono un po’ snobbati ai massimi livelli, ma dal mio punto di vista invece sono molto importanti. Io stesso, prima di sessioni prolungate o importanti con i miei team, per bilanciare bene corpo e mente, mangio leggero, ma con gli zuccheri tali per essere veloce e intuitivo. Spesso faccio micro sessioni di allenamento a corpo libero la mattina prima di iniziare il lavoro.

Quante partite osservate e studiate in genere per capire le tattiche e le statistiche?

Io ogni giorno personalmente guardo e riguardo ore di vod registrati della giornata precedente, trovo errori, li segno e poi li mostro ai player, in modo che ogni giorno si sappia su cosa lavorare nello specifico. Per sistemare gli errori (soprattutto quelli macroscopici) in maniera tale che non si verifichino più, penso che il tempo possa variare tra qualche giorno ad un massimo di una settimana.

Sei diventato coach anche su Docety dove da poco è uscito il tuo seminario. Quanto è importante la formazione in questo settore?

Se vuoi arrivare ad avere risultati e magari anche a vincere, il coach è fondamentale. Hai un team o ti sei appena avvicinato a questo mondo? Le lezioni di coaching, i seminari e gli studi sono la base fondamentale per poter crescere. Per questo nasce la mia collaborazione con Docety ed il mio seminario appena pubblicato. Credo in questo mondo che mi ha permesso tanto ed ora lo metto a disposizione di tutti.

“Tutti i ragazzi possono avvicinarsi a questo ambiente e tentare la carriera con la giusta e continua formazione”, conclude così joYnt, puntando ancora i riflettori sull’analisi e sullo studio alla base di questo mondo dorato, fatto di giochi, sfide e guadagni a 6 cifre.

Il seminario di Tommaso joYnt Gavioli è già online su Docety e la prenotazione è obbligatoria per assicurarsi il posto in aula con un coach da oltre mille ore già effettuate con successo. Per visionare la piattaforma basta cliccare: https://www.docety.com/