PlayStation 4

Death Stranding: lo spostamento nella mappa era molto diverso all’inizio

Death Stranding è arrivato. Da oggi possiamo iniziare a giocare con il primo Strand Game della storia videoludica e, più concretamente, con il primo titolo realizzata da un Hideo Kojima indipendente. Grazie alla nostra recensione, a cura di Yuri Polverino, sappiamo che si tratta di un gioco particolare, con un grande focus sull’esplorazione e lo spostamento. Il ritmo è lento e di certo non è il classico open world nel quale viaggi da un punto all’altro in pochi secondi.

Kojima, però, rivela che inizialmente il gioco era diverso. Con le prime versioni le capacità di spostamento di Sam, il protagonista, erano strutturata in altro modo. Sam era infatti in grado di trasportare senza problemi strumenti e armi pesanti, inoltre era un personaggio molto più veloce, oltre a essere capace di saltare e scalare a un ritmo ben superiore a quello impostato nella versione finale.

Death Stranding

Kojima spiega che l’idea del gioco era di rappresentare la lentezza e la difficoltà quotidiana, quindi ha scalato verso il basso le capacità di Sam, al fine di restituire una sensazione di pesantezza e gravosità. Una scelta perfettamente comprensibile che, sul lungo termine, sembra ripagare. Death Stranding non sarà certamente un gioco per tutti, sopratutto non per chi ha fretta di correre da un punto all’altro.

Death Stranding è disponibile su PlayStation 4, ma sarà rilasciato anche su PC nell’estate del 2020 dall’editore italiano 505 Games, il quale si è occupato di titoli come Control (Remedy Entertainment) e Assetto Corsa (Kudos Simulazioni). Diteci, cosa ne pensate del gioco? Quanto scoperto fino a questo momento vi convince, oppure credete che Death Stranding non faccia affatto per voi?

Potete acquistare già in questo momento la vostra copia di Death Stranding su Amazon, precisamente a questo indirizzo.