Nintendo Switch

Deiland: Pocket Planet Edition | Recensione del relaxing sandbox ispirato al Piccolo Principe

C’è un viaggio che ci conduce al di là del nostro pianeta, fuori dai confini conosciuti e ci porta, in ogni caso, ad affrontare la vita spaziale come se fossimo ancora saldi con i piedi sul nostro pianeta. Questo viaggio si chiama Deiland: Pocket Planet Edition, che dopo la sua prima release nel 2018 adesso arriva nella sua nuova edizione su Switch, con l’intenzione di metterci dinanzi a una nuova costruzione di un pianeta che possa autosostenersi, pur dovendosi confrontare con tante problematiche strutturali alla base. E no, non parliamo di problemi dal punto di vista del pianeta, ma del gioco stesso.

Deiland nasce come progetto mobile, un sandbox action RPG con qualche elemento survival e di crafting, per non farsi mancare nulla. Con una proposta del genere ci si aspetterebbe un accumulo di elementi e di proposte affascinanti e in grado di impegnarci per ore, ma in realtà sono tutte molto accennate e approssimative. D’altronde l’action RPG termina nel momento in cui verremo assaliti saltuariamente da qualche avversario, da sconfiggere a suon di button smashing, in un hack’n’slash rudimentale, così come il concetto di gioco di ruolo si esaurisce nel level up e nella scelta delle caratteristiche da perfezionare. Se su smartphone il titolo poteva anche funzionare, vista la natura prettamente gratuita, il suo arrivo su PC e su PlayStation 4 non aveva convinto moltissimo. Adesso su Switch Deiland: Pocket Planet Edition può trovare una nuova vita, ma l’espansione della proposta non sempre porta al successo.

Il grano da crescere, i campi da arare

CreativeForge prova a imitare il concept che era del Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupery, una delle favole che più colpisce l’opinione pubblica e che da sempre convince grandi e piccini di essere un capolavoro della letteratura mondiale (solo perché di facile comprensione, probabilmente). La nostra missione sarà quella di raccogliere le sorti del nostro piccolo pianeta, inizialmente munito di tre campi da arare, una piccola tenda e qualche alberello e farlo diventare un ecosistema che possa autosostenersi con fattorie, boschi, miniere, case e così via.

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Il pianeta ci appartiene in quanto primi ad averlo scoperto, quindi un usucapione diretto, senza dover attendere chissà quanti anni, ma adesso ci tocca prendercene cura. Arco, il nostro protagonista, dovrà coltivare cibo, costruire attrezzature o anche edifici, fino a dover difendere il pianeta dall’assalto di creature aliene: api, pipistrelli, in alcuni casi anche dei blob che sembrano arrivati direttamente da Dragon Quest. Non proprio le creature che ci si aspetterebbe da un pianeta che si trova distante dalla Terra. La maggior attenzione, però, è sicuramente da porre sull’aspetto manageriale, sulla necessità di andare a gestire tutto lo sviluppo del pianeta: se le invasioni ci distrarranno per qualche secondo, allo stesso modo farà la caduta di meteoriti, che proverà a distruggere il nostro raccolto.

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Il nostro appezzamento di terra non è così grande come possiamo pensare e girare intorno al pianeta si rivelerà molto semplice. A darci soddisfazione è il senso di progressione, sia perché dopo qualche ora di gioco scopriremo il motivo dell’aver inserito delle crepe in alcuni sassi (sarà possibile costruire delle miniere, ad esempio) e anche come poter raccogliere più cibo di quanto facevamo all’inizio della nostra esplorazione. Manca una descrizione degli upgrade degli oggetti, soprattutto quelli che ci permettono di migliorare le nostre attrezzature, ma è facile intuire quello che può accadere: il martello più potente sbloccherà nuove costruzioni e velocizzerà la raccolta di materiali, il secchio dell’acqua più capiente diminuirà il tempo di formazione del raccolto. Schemi molto semplici e basilari, che non richiedono uno sforzo intuitivo, né un impegno eccessivo in fase di comprensione.

Guardare ogni giorno, se piove o c’è il sole

Il vero problema di Deiland è che questa progressione in alcuni casi si presenta davvero frustrante. Gli alberi crescono soltanto se andremo a piantarli, il che significa che prima o poi arriveremo a una sorta di saturazione che ci porterà ad avere un seme da piantare e ripiantare ogni volta. Allo stesso modo per ogni upgrade serviranno determinati materiali che potranno essere raccolti soltanto in alcune stagioni dell’anno, ossia le classiche quattro: con soli tre campi arati a disposizione la scelta diventa molto complessa. Per questo motivo Deiland: Pocket Planet Edition gioca su delle tempistiche troppo diluite, che in presenza di un solo abitante del pianeta, quindi impossibilitato a demandare qualche compito, rende il tutto molto lento e spesso noioso.

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L’unica risorsa che sarà infinita è la roccia, che potrà essere raccolta in totale libertà in giro per le cave minerarie, fino a quando non potremo addirittura entrare in alcune di esse scovando l’unico ambiente differente dal nostro pianeta. In questo caso, però, un altro elemento di cui tener conto è il fattore energia, con Arco che ne spenderà un po’ a ogni azione compiuta, soprattutto se si tratta di scavare in giro. Sarà necessario andare a riposarsi in casa ogni volta e, nel caso in cui aveste raggiunto il level up, approfittare dell’accampamento per aumentare di livello. Se vi ricorda il campfire di Final Fantasy XV non è sbagliato, ma ovviamente nelle proporzioni molto più ridotte di un titolo che non ha velleità di quel tipo.

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Ad aiutare Arco ci saranno dei visitatori che arriveranno sul pianeta e ai quali dovremo dare il permesso di attraccare la propria nave. Sono portatori non solo di risorse che arrivano dall’esterno, ma anche di sub quest che si limiteranno a chiedere di raccogliere un determinato tipo di cibo o di portare a termine dei compiti che non si esaltano per particolarità. D’altronde anche in questo caso, Deiland è molto naif, affronta le meccaniche con ingenuità e rende facile qualsiasi cosa. Per questo si merita la palma di “relaxing game”, come d’altronde lo stesso team di sviluppo lo ha voluto presentare. D’altronde anche nella difficoltà del rimanere senza cibo basterà avvicinarsi al focolare e recuperare gli HP persi dalla fame, aspettando l’arrivo di un mercante che possa portarvi una forma di formaggio da mangiare.

Cosa aggiunge la versione Switch

La novità rispetto alla versione PC e PlayStation 4 l’abbiamo già accennata e si tratta del sistema delle stagioni. Avrete uno schema basato su 7 giorni, al termine dei quali si passerà alla stagione successiva: ognuno di essi avrà il giorno e la notte, con la luna che porterà determinati benefici al vostro raccolto, come ad esempio la crescita di una zucca gigante, che con la luce del sole non potrebbe avvenire. Dall’altro lato, come già sottolineato, in alcuni casi questo sistema diventa frustrante, soprattutto quando una sub quest vi chiederà di raccogliere delle pannocchie e vi troverete in autunno: essendo esclusiva dell’estate, dovrete attendere di compiere l’intero giro di stagioni per poterle coltivare.

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Altre aggiunte della versione Switch di Deiland, che sicuramente si dimostra più in linea con le necessità di un titolo mordi-e-fuggi, prevedono anche l’aggiunta di una pesca stagionale, con diversi tipi di pesce a seconda della stagione nella quale ci troviamo, e anche un simpatico cane che arriverà sul pianeta all’improvviso, pronto per essere coccolato e del quale dovrete prendervi necessariamente cura. Per la prima volta per console arriva anche il DLC pubblicato su PC due anni fa che portava Arco a scoprire il pianeta di Mun, l’esploratrice che inizialmente vestirà i panni di tutorial.

6

Deiland: Pocket Planet Edition


Deiland risponde perfettamente alla caratteristica di relaxing game, offrendo delle meccaniche molto semplici e di facili comprensioni. Se a volte sembrerà di essere frustrante è semplicemente dovuto al fatto che la calibrazione della raccolta delle risorse è stata pensata proprio per raggiungere una lentezza e uno stile compassato che vi porti al relax. Sebbene venga presentato come un titolo dalla forte narrativa, Deiland non riesce ad andare oltre ad alcuni sparuti momenti di confronto tra i personaggi che non portano a nessun grande mistero da svelare, accompagnandovi in un'esperienza mordi-e-fuggi che non vi lascerà niente se non qualche ora di spassionato intrattenimento.

Pro

  • Artisticamente colorato e gioioso...
  • Rilassante nella sua progressione

Contro

  • ... ma la direzione non è adeguata
  • Meccaniche troppo incerte
  • Frustrante in alcuni momenti
  • Troppi elementi abbozzati
6