PlayStation 4

Destiny 2 Ombre dal Profondo, impressioni prima della recensione

Ombre dal Profondo è la nuova espansione di Destiny 2, la prima affidata interamente a Bungie dopo la separazione da Activision. Un banco di prova importante, affiancato anche dal lancio della versione free to play Una Nuova Luce. Quanto segue è una raccolta di prime impressioni in vista della recensione che arriverà, come fatto anche per I Rinnegati, dopo aver valutato anche l’Incursione “Giardino della Salvezza” e aver messo alla prova i nuovi sottosistemi di gioco che differenziano Ombre dal Profondo dalle precedenti espansioni. Al momento della stesura abbiamo superato abbondantemente il soft cap di 900, svolto le principali quest di Eris, esplorato la Luna alla ricerca di segreti e Spettri, dato la caccia agli Incubi e iniziato ad affrontare alcune delle attività più impegnative.

Il primo ottobre potremmo dire che Destiny 2 si è sdoppiato: Una Nuova Luce è un richiamo per nuovi giocatori e giocatori di ritorno, mentre Ombre dal Profondo è un titolo che suona quasi celebrativo di un passato ormai intriso di nostalgia che colpisce soprattutto se siete giocatori di lungo corso. A volte indugia forse troppo nell’imitazione di sé stesso, e ne emerge una natura divisiva: o vi lasciate trasportare completamente dai ricordi, accettando il passato come punto di partenza per un nuovo inizio, o finite per combattere contro un senso di déjà vu costante che vi bracca come i tormenti che colpiscono Eris Morn in questa avventura.

Il ritorno sulla Luna è segnato subito da qualcosa di familiare: siamo sui campi di battaglia lunari, in un complesso che ricorda Prima Luce – arena del Crogiolo del primo Destiny – dove telai e Guardiani stanno combattendo per respingere l’Alveare. Come una grande pattuglia, non c’è scollamento tra noi e gli altri giocatori impegnati a combattere. La prima missione serve a ricordarci che siamo Guardiani, che il nostro lavoro è stare sul campo, presidiare e respingere le forze nemiche, essere l’ultima linea di difesa dell’umanità. Siamo i portatori di Luce, l’arma che fende l’oscurità. L’avanzata ci porta al cospetto dell’imponente Fortezza Scarlatta, una struttura torreggiante minacciosa che svetta e ci rende piccoli al suo cospetto.

“Guardare la Luna un tempo ci riempiva di speranza. Ora vediamo solo il potere dell’Oscurità.” Luna – Grimorio, Destiny 1

Il vivace rosso che spicca in contrapposizione ai toni lugubri fissa l’attenzione sui particolari, su quelle cromie che rimandano al conflitto e al sangue, il quale è sgorgato a fiumi durante il grande disastro e nelle disfatte più clamorose dei Guardiani contro l’Alveare. La logica perfetta brandita dall’Alveare, come una lama cremisi, vede nell’annientamento e nella lotta imperitura l’unica via di sopravvivenza. Ogni “soldato” di questo terribile esercito deve sfamare il verme che vi dimora dentro, saziandolo solo divorando carne, ossa e spirito dei combattenti che vi si sono opposti. Qualcosa però di diverso dal solito aleggia nei cunicoli scavati nelle profondità o nelle tronfie sale campite a tinte violente: è una presenza destabilizzante, ombre impalpabili che ci perseguitano riportando alla memoria gli errori, le grida strazianti e il ricordo doloroso di chi è caduto per mano di un uragano che non conosce pietà.

Eriana-3, Sai Mota, Toland l’Infranto, Omar Agah e Vell Tarlowe sono i 5 compagni di Eris Morn caduti nel tentativo di fermare Crota nell’abisso della Bocca dell’Inferno che in Ombre dal Profondo sono riemersi come fantasmi che affliggono Eris. Le immani sofferenze sono affidate alle parole ripetute come cantilene, agli stralci di lore, che acquisiscono un valore simbolico solo grazie alla nostra immaginazione. Un artificio potente ma che al tempo stesso viene privato di sostanza vista l’assenza di cutscene o ricordi vividi come ne I Signori del Ferro, il cui sacrificio di Lady Jolder e compagni acquista forza proprio in virtù delle immagini strazianti. Non vi diremo il come e il perché di queste manifestazioni, è un aspetto che vi invitiamo a scoprire da soli. Tutto il fulcro della campagna si regge su quest’unico elemento misterioso che possiamo solo dirvi era atteso da tanto tempo e solo in Ombre dal Profondo si è rivelato. Un vero colpo di scena, che Bungie ha orchestrato e sollecitato fin dal finale di Destiny 2.

La critica che possiamo muovere alla campagna è però quella di sembrare quasi un prologo a una narrazione completa e soddisfacente. Sia la Guerra Rossa che I Rinnegati avevano una storia che in un certo senso si concludeva e dava modo di mettere insieme sufficienti pezzi prima di cedere il testimone a nuove diramazioni narrative. Non vorremmo quindi che la nuova direzione intrapresa – che espande di stagione in stagione le conseguenze causate – sia in realtà un modo per diluire ancor di più la storia. Ci aspettiamo, tuttavia, che alcune delle domande che sono emerse trovino almeno una prima risposta già a partire dalle prossime settimana. Destiny 2 dovrà costruire quanto gettato in queste prime fasi nel corso del prossimo anno, è comprensibile quindi se al termine delle missioni principali vi sentiate come se tutto fosse finito troppo in fretta. È stato intenso posare di nuovo i piedi in luoghi dannati, rivederli sotto una nuova lente a distanza di anni, quando ormai le emozioni e ricordi hanno avuto il tempo di distendersi, ma il momento di Destiny 2 per stupire chi vi si è riavvicinato è ora, non tra altri lunghissimi mesi.

È quando affrontando l’Incubo di Crota che senti nelle cuffie “è giù, l’avete portato il Gjalla?”, che capisci che qualcosa di speciale Destiny l’ha già scritto, e gli incubi che ritornano in vita per tormentarti si fanno metafora di tutte le difficoltà per Bungie di replicare un vincente passato con nuovi entusiasmanti contenuti. Quando hai combattuto la progenie di un Re, sconfitto un dio stesso nel suo mondo trono, solo qualcosa di più grande, più evocativo e appassionante può reggere il confronto. L’espansione mette in moto una potenziale storia densa di significati a lungo evasi, ma al momento ci lascia con più interrogativi che risposte. Il leitmotiv dominante in Destiny sembra sempre essere “non ho tempo di spiegare, perché non ho tempo di spiegare”. Ombre dal Profondo pone ancora una volta delle nuove basi da cui ripartire, complice l’ennesimo cambio di rotta intrapreso. Questa volta la speranza è che avvenga senza azzerare quanto fatto in precedenza ma che da esso si possa ripartire per coglierne i frutti.

Manufatto Stagionale e Armature 2.0

Le novità più sostanziali introdotte con l’ultimo aggiornamento di Ombre dal Profondo ruotano tutte intorno alla nuova componente di personalizzazione garantita dalle mod e dal sistema di armature 2.0, sulle quali si innesta anche un sistema di crescita del personaggio rivisto e accompagnato dal Manufatto Stagionale e dal Pass stagionale che ricompensa l’esperienza guadagnata con Engrammi, armi, mosse finali, materiali e molto altro. Mentre prima salire di livello dopo aver raggiunto il cap rimaneva un’attività fine a sé stessa per ottenere giusto un engramma luminoso, oggi ci sono stimoli maggiori per completare attività ripetitive. Certo, pattuglie, eventi pubblici e settori perduti rimangono attività che a lungo andare possono stancare, ma praticamente quasi ogni vostra azione di Destiny 2 vi permette di guadagnare esperienza.

Uno degli aspetti interessanti del Manufatto Stagionale, è che per l’appunto avrà validità una stagione al termine della quale verrà sostituito da un nuovo manufatto. Idealmente ciò mantiene la corsa al grinding sempre diversa con ricompense sotto forma di mod che cambiano a seconda delle potenziali nuove minacce. Non abbiamo ancora potuto sfruttare tutto il potenziale del nuovo sistema di armature che ingloba le statistiche di Destiny – Intelletto, Disciplina e Forza – con le statistiche di Destiny 2 – Mobilità, Resilienza e Recupero. Soprattutto vogliamo valutare se e come alcune mod possono migliorare il gioco di squadra sacrificando ad esempio parte delle super per fare uccisioni con mosse finali e far ottenere munizioni ai compagni.

Ci restano da trovare gli equipaggiamenti giusti incentrati su intelletto e provare il nuovo sistema con tutti i personaggi. Al momento la nostra super si ricarica molto lentamente rispetto a prima. Discorso diverso quando possiamo contare su un cacciatore con Trappola mortale o sulle sfere di luce generate dalle armi con prodigio che accelerano il processo di ricarica. Abbiamo provato anche a fare un esperimento: arrivare al soft cap e completare storia e assalti senza attivare mod di nessun tipo. Dobbiamo dire che la sfida non è stata così impegnativa e solo attività come il Cala la Notte ad eroe in poi, Incursione e le future attività che arriveranno nel corso delle prossime settimane, saranno un buon test per ritoccare le statistiche e avere una significativa differenza.

Conclusioni

È difficile valutare Ombre dal Profondo allo stato attuale: mancano ancora molti contenuti che arriveranno solo nelle prossime settimane e nel corso dei prossimi mesi. Per questi primi giorni in compagnia del titolo del titolo Bungie ci sono aspetti sicuramente più riusciti come l’atmosfera generale della Luna, rivisitata nelle estetiche e con alcune nuove zone da visitare rispetto alle vecchie presenti in Destiny. I nuovi sistemi di gioco sembrano offrire incentivi maggiori a giocare, dando uno scopo multiforme alla lunghe sessioni di grinding. Ciò che invece continua ad essere sotto tono da dopo I Rinnegati è il modo in cui viene raccontata in Destiny la storia. Ombre dal Profondo inserisce un particolare che veramente potrebbe cambiare la nostra comprensione del titolo dopo 5 anni, ma questa sua formula di gioco in divenire che si sviluppa nel tempo, fa sembrare la conclusione della campagna principale molto affrettata, quasi interrotta sul più bello solo per essere ripresa più avanti. Speriamo che le prossime attività possano quindi fornire anche il giusto supporto narrativo a un gioco che perde molto del suo fascino quando si concentra solo sulle meccaniche e le modalità di gioco.

Per unirti ad altri Guardiani avrai bisogno di una copia di Ombre dal Profondo. L’edizione Digital Deluxe include già tutte le stagioni.