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Destruction AllStars | Recensione


Tra i titoli disponibili gratuitamente con il PlayStation Plus di febbraio compare Destruction AllStars, titolo sviluppato da Lucid Games e annunciato nel giugno del 2020 durante l’evento di presentazione di PlayStation 5. Sebbene inizialmente non avesse riscontrato grandissimo entusiasmo da parte della critica e del pubblico, quella che è la riproposizione videoludica di Destruction Derby, tra distruzioni e combattimenti di veicoli, grazie al suo essersi presentato come un free to play ha saputo rendersi appetibile e subito meritevole di terminare sotto l’occhio di bue del mercato videoludico.

All’urlo di mahyem

Destruction AllStars è una competizione dalla valenza mondiale, alla quale partecipare è un obbligo morale: non nascere con il desiderio di creare caos e confusione, infatti, non è concesso. All’urlo di quel “mayhem” che ha già condizionato un altro titolo dedito alla terzietà del caos, ci troviamo dinanzi a un classico gioco di corse arcade, che ci permette di fare a sportellate e far esplodere le auto dei nostri avversari. Siamo nei pressi di un concetto che Vin Diesel in Wheelman aveva già esaltato, nel 2009, più di dieci anni fa: se però lì avevamo un open world che pretendeva il nostro dover speronare gli avversari per fini narrativi, in Destruction AllStars l’obiettivo è quello di farlo in un’arena e scalare le classifiche per arrivare in cima.

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A differenza, però, di quanto possa sembrare da questa prima introduttiva presentazione, Destruction richiede che l’azione si svolga anche al di fuori dei veicoli: questo perché l’intera attività all’interno dell’arena può svolgersi sia a bordo di un veicolo che con i piedi poggiati a terra. Appiedati, infatti, il nostro avatar può usufruire di una serie di poteri e di capacità che lo renderanno unico nella scelta dal roster che avremo a disposizione, inoltre grazie a due barre di accumulo sarà anche possibile evocare, nemmeno fosse un Eone, il proprio veicolo speciale. Nel caso in cui, invece, vogliate semplicemente esplorare l’arena, le possibilità che avrete saranno diverse: potrete sia iniziare a schiantarvi contro gli avversari, in un corpo a corpo non proprio precisissimo ma che vi darà almeno un punto, sia andare a recuperare un altro veicolo.

Indubbiamente l’aspetto più interessante del recupero diventa quello di rubarlo a un altro giocatore, che magari è lanciato proprio contro di voi, con l’intento di investirvi e mandarvi KO: questo è sicuramente il pericolo maggiore dell’andare a piedi, come potete immaginare, ma in quel QTE messo in piedi per provare a rubare il veicolo a qualcun altro c’è sicuramente più soddisfazione di quanto possiate pensare. Basta non farsi scrollare dall’auto, perché altrimenti avrete solo perso tempo. E nel caos l’unica unità da non perdere è proprio il tempo.

Demolizione e distruzione

L’obiettivo, in ogni caso, è quello di distruggere il più alto numero di veicoli possibile e di contribuire al caos che si va a creare nell’arena. Per farlo dovrete accelerare il più possibile, dopo aver recuperato uno dei veicoli che spawna nell’arena, e lanciarvi contro un avversario qualsiasi: a meno che non siate divisi in squadra, secondo le modalità che andremo a vedere a breve, il caos pretenderà che la prendiate contro una qualsiasi altra vettura. Con la possibilità sia di colpire dritti dinanzi a voi che di lato, avrete un cooldown da tenere in considerazione per tutte le azioni che vorrete portare a termine: dosare bene ogni intervento diventa fondamentale per non perdere l’attimo fuggente e per arrivare a distruggere l’avversario nel miglior modo possibile.

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Oltre a dover tenere in considerazione che quello che voi cercherete di fare agli altri potrà essere fatto anche a voi, in alcune arene sarà possibile anche finire distrutti e lacerati da alcuni aspetti ambientali: d’altronde Destruction AllStars vi porterà in giro per il mondo alla scoperta delle tante capitali scelte e tra queste non mancheranno anche delle trappole mortali, pronte a mandarvi KO sul colpo. L’idea è sicuramente originale, così da aumentare la difficoltà delle vostre partite e condizionare anche la vostra attenzione: non potrete, così, lanciarvi alla “viva il parroco” nel tentativo di colpire la qualunque, perché rischiereste di essere dilaniati dalle lame che si attiveranno all’improvviso. Certo è che, dall’altro lato, la pochezza delle trappole offerte, dal punto di vista contenutistico, non ci ha fatto impazzire e l’originalità si è fermata all’idea teorica.

Le modalità del caos

La distruzione totale prenderà vita in quattro diverse modalità, che vi permetteranno di scegliere in che modo approcciare il caos di Destruction AllStars: potrete scegliere se gareggiare in solitaria o se divisi in due diversi team, quello arancione e quello azzurro. Nel caso in cui vogliate giocare in un matchmaking tutti-contro-tutti dovrete andare su “Caos”, incentrata proprio sul tamponare e distruggere qualunque cosa vi capiti a tiro: ovviamente chi fa più punti vince e a vincere sarà soltanto il primo in classifica. Il conteggio ovviamente fa riferimento ad aspetti ben precisi, come ad esempio quanto forte era il colpo, se la vettura avversaria è stata distrutta o solo danneggiata e così via. I punti possono essere conteggiati anche a fronte di schivate, attivare dei dissuasori contro i quali far sbattere gli avversari e così via, oltre ovviamente al già citato calcio in faccia all’avversario, quando siete a piedi.

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Con la modalità “Fuori tutti”, invece, potrete dare libero sfogo al vostro feticismo per i battle royale: l’arena, infatti, inizierà lentamente a sgretolarsi, rendendola sempre più piccola. Questo significa non solo dover distruggere gli avversari, ma evitare anche di cadere: magari con l’obiettivo di spingere gli avversari di sotto, soprattutto se senza una vettura. “Deposito” invece è una delle due modalità che vi permetteranno di dividervi in squadre, ma basandosi sulla raccolta di ingranaggi: ogni veicolo che verrà distrutto andrà a generare dei rottami che possono essere recuperati soltanto quando sarete a piedi: quando ne avrete raccolti un bel po’ potrete depositarli in una sorta di banca dati.

Delle modalità offerte sicuramente quest’ultima è la più macchinosa, soprattutto perché nella confusione totale non sarà facile rendersi conto dei rottami da recuperare e quelli recuperati. Chiudiamo, quindi, con “Carnado”, una modalità che continua a basarsi sulla raccolta degli ingranaggi, che però dovranno essere poi depositati lanciando il proprio veicolo nel tornado che viene posto al centro dell’arena. I rottami si baseranno sui danni che verranno inflitti prima di lanciarsi nel tornado, ma sarà fondamentale evitare di farsi distruggere prima del deposito.

L’arena demolita dal casual

L’aspetto che maggiormente crea dissonanza con il caos creato da Destruction è insito nella propria natura: l’approccio è molto casual il che impedisce alla natura competitiva di creare strategie o di approcci specifici. Non c’è spazio per i camper, non ce n’è per chi vuole essere attendista e guardingo: bisogna lanciarsi all’impazzata e provare a distruggere tutto, con l’obiettivo di vincere.

Dall’altro lato, però, l’eccessivo caos rischia di farvi trovare spesati in ogni modalità possibile, soprattutto Deposito, che come detto è quella un po’ più debole dal punto di vista della realizzazione. La suddivisione in squadra diventa totalmente controproducente, dato che non si arriverà mai ad avere una vera e propria cooperazione tra i giocatori, votati al più sfrenato caos possibile ed è per questo che Destruction esprime il proprio potenziale al meglio nel momento in cui si gioca in solitaria.

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Chiudiamo sottolineando un aspetto che in ambito multiplayer è sempre preponderante e che riguarda il roster che viene messo a nostra disposizione per scegliere il personaggio adatto alle nostre sfide. Lucid Games ha sviluppato dei personaggi variopinti, in grado di accontentare le richieste di tutti i giocatori, sia dal punto di vista estetico che da quello contenutistico: avrete la possibilità di scoprire una rosa di piloti molto varia, con numerosi poteri a disposizione, dal diventare invisibili fino al lanciare scatole di cartone che esplodono.

Tra l’altro ogni parte del vostro pilota può essere personalizzata, ma non solo dal punto di vista cosmetico: ogni aspetto, infatti, potrà andare a essere modificato anche con le abilità disponibili. Abbiamo già citato poc’anzi la possibilità di attivare un’abilità specifica grazie a una barra di completamento, una sorta di breaker che vi permetterà di eseguire non solo il doppio salto, ma anche un potere unico legato al vostro pilota. Ne avrete sedici a disposizione e tutti avranno la possibilità di fare la differenza nel vostro modo di giocare, così da rendere unica la vostra esperienza grazie al roster stesso.

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Chiudiamo con l’analisi di un comparto tecnico che offre un frame-rate assolutamente stabile a 60fps, rendendo appaganti tutti gli scontri che vi troverete a compiere, soprattutto quando avverranno quei danneggiamenti tali da impattare in maniera forte e distruttiva. Infine da segnalare anche la natura di game-as-a-service, che ci mette dinanzi a dei pacchetti a pagamento del gioco a partire da 4,99 euro. L’aspetto che sorprende è che il titolo sia stato reso disponibile adesso con il pacchetto titoli di PlayStation Plus e lo sarà fino ad aprile, ma resta la curiosità di capire cosa accadrà dopo il periodo di Pasqua, quando Sony sarà chiamata a suggerire un ribasso di prezzo per quello che non può essere più di un free to play. Perché a conti fatti, se andiamo oltre i contenuti offerti e snocciolati in questa recensione, Destruction AllStars non ha nient’altro da offrire e venduto separatamente, al di fuori dell’abbonamento del Plus, perde molto del proprio fascino.

7.5

Destruction AllStars – PlayStation 5


Destruction AllStars arriva tra le nostre mani come un free to play, ma il business model al quale si affida è chiaramente quello delle microtransazioni e della vendita stand alone: sono questi due aspetti che penalizzano l'esperienza, che se fosse nata per essere gratuitamente avrebbe acquisito tutto un altro peso. D'altronde il caos che domina le arene a nostra disposizione si presta abbastanza bene per una sfida saltuaria, con un multiplayer che non dà spazio a strategie e che pretende solo grande frenesia: tra le proposte dell'ultimo anno free to play di PlayStation, sicuramente Destruction AllStars si presenta come una delle più deboli, ben lontana dal divertimento leggermente più ragionato e platform di Fall Guys. Indubbiamente, però, dedicarci un po' di ore non farà altro che bene e porterà un divertimento fugace, effimero, ma funzionale. 

Pro

  • Immediato e senza troppi fronzoli
  • Buone caratterizzazioni dei personaggi

Contro

  • Un'offerta di lancio davvero troppo risicata
  • Metà delle modalità sono confusionarie
  • A lungo andare troppo casual
7.5