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Diablo II, lo ho rigiocato ed è ancora il migliore dopo 20 anni

Finito The Last of Us Parte II mi sono ritrovato in un limbo senza uscita: e adesso cosa gioco? Capita spesso che una volta finito un capolavoro ci si ritrovi ad avere un vuoto, allontanando qualsiasi volontà e desiderio di tornare a provare giochi, magari lasciati indietro nel backlog. In effetti, quale momento migliore se recuperare titoli acquistati e mai toccati?

Brividi, solo brividi

Tutto cambia, però quando Diablo II, una delle esperienze più immersive che io abbia giocato, compie 20 anni; se ne parla ovunque e per un attimo mi è passato di testa di acquistare persino quel busto da 219 euro dal Blizzard Gear Store, idea che fortunatamente ho rinnegato più tardi.

Negli ultimi due anni sono stato presente al BlizzCon 2018 e 2019, rispettivamente gli eventi che hanno mostrato il punto più bassa della saga made in Blizzard – Diablo Immortal – e probabilmente quello più alto – quel fenomenale trailer di Diablo IV. Non nego che, nonostante la voglia di vedere presto il quarto capitolo sul mio PC, non riesco proprio a togliermi dalla testa il secondo episodio e la sua espansione, Lord of Destruction. Quegli interminabili pomeriggi alla ricerca spasmodica di rune dalla Contessa o le serata passate ad entrare e uscire dai server nella fioca possibilità di trovare Diablo Clone ed accaparrarsi, così, il tanto agognato Annihilus.

Battere Diablo Clone non era assolutamente facile

Così, ieri sera spinto dalla nostalgia – e anche un po’ dalla pazzia – ho reinstallato Diablo II e la sua relativamente espansione, mi sono creato un profilo Battle.Net e ho creato la mia incantatrice ghiaccio-fuoco. Inizialmente volevo solo rivivere i bei momenti vissuti, ma i minuti sono diventati ore e le ore molto probabilmente diventeranno giorni. Tra le tante cose, mai mi sarei aspettato così tante partite e giocatori, ritrovandomi a discutere nel canale Diablo II Italia-1 come 10-11 anni fa, l’ultima volta che toccai il secondo episodio. la sua meravigliosa struttura hardcore è rimasta invariata, certo si è perso un po’ tutta la parte relativa al commercio tra giocatori, ma vedere partite con gli indimenticabili nomi di “Baal Run” o “Diablo-Run” mi ha stretto il cuore.

La forza di Diablo II è sempre stata quella di essere un’esperienza ben delineata, non troppo grande, ma neanche troppo piccola. Sapevi che dovevi raggiungere un determinato livello e sapevi che lo scopo era quello di cominciare a cercare oggetti da boss precisi. Non si passavano giornate a vuoto a uccidere centinaia di demoni a caso, c’era sempre un piano su cosa fare e come farlo. Sapevi di dover ottenere dei precisi oggetti e sapevi come e dove cercarli per aumentare le possibilità di trovarli. Ripetitivo? Forse, ma più sensato e organizzato rispetto al contesto di Diablo III, capitava almeno una volta di riuscire a trovare quella runa dal valore altissimo o quell’oggetto leggendario tanto desiderato e allora si che la soddisfazione arrivava.

La sua atmosfera e tutta la sua struttura ludica era tale, che a volte ti divertiva anche solo stare in chat con gli altri giocatori; dialogare, discutere degli ultimi eventi, oppure provare a fare scambi improbabili. Si giocava, tanto, ma le amicizie nascevano in maniera inaspettata, quasi casuale. È vero, a volte si litigava per un determinato oggetto caduto da un boss, ma forse era proprio quello ad esaltare il gameplay in maniera positiva. Ricordo che una volta trovai una Pietra di Jordan da Baal e una Vex da minion comunque, litigai con diversi conoscenti, ma anche io mi presi delle rosicate tremende, perdendo un’armatura del set di Tal Rasha e rimanendo a bocca asciutta dopo aver visto una Zod – la runa più rara del gioco – cadere proprio davanti ai miei occhi.

In tre ore di gioco mi sono praticamente reso conto che Diablo II è ancora oggi il miglior Action-GDR isometrico di sempre e nonostante, ripeto, attenda Diablo IV, il secondo capitolo è rimasto completo,complesso e profondo come nessun gioco prima. Non so se è stato un colpo di caldo e smetterò fra una settimana o invece continuerò a giocarci per altri mesi, quello che so è che ho reinstallato Diablo II e ci ho giocato, mentre le mie due collector edition di Diablo III sono nei meandri del mio armadio da ormai diversi anni, nell’attesa di lasciare spazio alla nuova avventura demoniaca di Blizzard.