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Diablo III sarà aggiornato, pochissimi gli account violati

Blizzard sta lavorando a una patch per Diablo III, mentre l’apertura della Casa d’Aste in cui spendere denaro reale, ritardata dal 22 al 29 maggio, dovrebbe ulteriormente slittare e arrivare solo a giugno. In un lungo post sul forum del gioco la software house ha parlato a tutto tondo dei problemi che stanno affliggendo l’action RPG, che ha avuto un enorme successo tanto raggiungere il record di vendita su PC.

“Dalla presentazione del gioco abbiamo applicato numerosi hotfix (qui la lista) per risolvere i problemi con il gameplay, implementato accorgimenti per migliorare la stabilità del nostro servizio e svolto manutenzione occasionale dei server per assicurare che i videogiocatori abbiano sul lungo periodo la migliore esperienza possibile”.

Saranno necessarie nuove manutenzioni dei server e nel corso della prossima settimana abbiamo intenzione di rendere disponibile un aggiornamento sottoforma di patch che risolverà diversi problemi del client e applicherà nuovi bugfix”.

“Vogliamo inoltre farvi sapere che stiamo ancora ricercando il modo migliore per ripristinare i risultati persi da alcuni giocatori nelle ore successive al debutto del gioco. Non abbiamo ancora dettagli concreti da condividere, ma li avremo nelle prossime settimane. Apprezziamo la pazienza di tutti mentre lavoriamo per migliorare la stabilità e l’usabilità per tutti i giocatori”.

Per quanto concerne la violazione degli account emersa pochi giorni fa, grazie alla quale qualche “furbone” ha sottratto oro e inventario a ignari appassionati, Blizzard è torna sull’argomento affermando che “i server di Battle.net e Diablo III non sono stati compromessi“.

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L’azienda ha anche dichiarato che il numero di utenti che ha contattato il servizio clienti per riportare una potenza violazione dell’account è esiguo. “In tutti i singoli casi che abbiamo esaminato, nessuno si è verificato dopo che il Battle.net Authenticator fisico e l’applicazione Battle.net Mobile Authenticator sono state collegati al profilo del giocatore, e dobbiamo ancora trovare situazioni in cui l’account di un giocatore di Diablo III è stato accessibile dall’esterno tramite i metodi “tradizionali” di violazione (ad esempio qualcuno che si è collegato tramite e-mail e password di un account)”.

In Blizzard stanno quindi discutendo sulla possibilità che gli account siano stati violati in modo non tradizionale, ad esempio tramite il cosiddetto spoofing della sessione di un giocatore dopo che questo si è collegato a una partita pubblica. Per ora non ci sono prove che sia avvenuto qualcosa di questo genere e i tecnici hanno “determinato che i metodi che sono stati suggeriti per farlo sono tecnicamente impossibili”. L’azienda continuerà a indagare.