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15 curiosi easter egg e segreti scoperti nei videogiochi

Il fascino di un videogioco spesso non è racchiuso soltanto in una storia ben raccontata o nella scarica di adrenalina costante che un gioco competitivo può dare, a volte sono i piccoli segreti che gli sviluppatori nascondono nelle loro opere a rendere un titolo particolare e molto chiacchierato. È nei misteri nascosti nel codice, nelle […]

Il fascino di un videogioco spesso non è racchiuso soltanto in una storia ben raccontata o nella scarica di adrenalina costante che un gioco competitivo può dare, a volte sono i piccoli segreti che gli sviluppatori nascondono nelle loro opere a rendere un titolo particolare e molto chiacchierato. È nei misteri nascosti nel codice, nelle aree accessibili con qualche ingegno, negli easter egg che omaggiano altri titoli o eventi scaturiti da leggende metropolitane, che nascono episodi indimenticabili, momenti che le community di giocatori amano condividere.

Nell’era di Internet dove le informazioni viaggiano a una velocità impressionante è molto difficile che i segreti rimangano non scoperti a lungo, a volte però servono circa 24 anni per capire come superare l’ultimo enigma in DOOM 2. Non sempre i misteri da svelare sono limitati ai giochi, possono accompagnarsi ad annunci o anticiparli come metodo di engagement. Abbiamo selezionato alcuni enigmi che i giocatori si sono divertiti a decifrare, easter egg e misteri divenuti poi realtà.

Adventure il primo Easter egg della storia

Adventure è un videogioco realizzato da Warren Robinett e pubblicato nel 1979 per console Atari 2600, noto per essere considerato il primo gioco di avventura/azione e per essere il primo a contenere un easter egg di cui Atari non era a conoscenza. In Ready Player One, James Halliday, il fittizio creatore di OASIS, dichiara di essersi ispirato all’easter egg di Warren Robinett per creare la sua “caccia al tesoro”, un omaggio che sottolinea quanto importante fu quel piccolo gesto.

Il titolo è stato ispirato da un’avventura testuale per computer, Colossal Cave Adventure, creata da Will Crowther ed espansa da Don Woods. Durante lo sviluppo Atari scoraggiò il suo creatore a realizzare un gioco ispirato a Colossal Cave Adventure, ma Robinett proseguì e a causa delle politiche dei tempi che non prevedevano riconoscimenti per gli sviluppatori all’interno dei propri giochi, creò una stanza segreta contente il messaggio: “Creato da Warren Robinett”.

Batman Arkham e i sequel

Arkham Asylum è uno dei titoli che hanno cambiato per sempre la rappresentazione dei supereroi fumettistici all’interno dei videogiochi. Nella Gotham City di Rocksteady si nascondono temibili antagonisti ma anche tanti easter egg tra cui un accesso alla stanza segreta di Quincy Sharp, direttore del manicomio. La stanza non era segnata su nessuna delle mappe e l’ingresso non era visibile utilizzando le abilità da Detective di Batman. Il Cavaliere Oscuro può però piazzare tre cariche di gel esplosivo per far saltare il muro e trovare nella stanza di Quincy Sharp i progetti per Arkham City, futuro sequel della serie.

Arkham City a sua volta contiene riferimenti al capitolo successivo: Arkham Knight. Facendo visita alla cella dell’Uomo Calendario nell’esatta data del 13 dicembre 2004 – data di fondazione dello studio da impostare cambiando l’orologio del sistema – si può ascoltare un messaggio che fa riferimento ai primi anni dello studio e allude alla conclusione della saga di Batman. In particolare l’Uomo Calendario ribadisce che c’è sempre stato fin dagli inizi e che ci sarà anche alla fine. Ottenere il vero finale in Arkham Knight confermerebbe la presenza di Calendar Man.

Trials e il senso della vita

Qual è la “risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto?” Per farla trovare ai giocatori gli sviluppatori di Trials HD hanno inserito alcuni indizi nei livelli del loro gioco, un’attività che ha tenuto impegnati i più dedicati per anni. In un video su YouTube è stata fornita l’analisi delle tre categorie principali di indizi: persone, misteri e matematica. Dall’analisi emerge una vera e propria storia che porta a scoprire note pop, personaggi storici e definizioni di cui forse alcuni avranno dei ricordi dalle scuole superiori: dal De Divina Proportione e Rombicubottaedro di Leonardo alle scatole misteriose di JJ Abrams e Stanley Kubrick.

Questo viaggio tra passato e possibilità future ha portato alla vera grande rivelazione, la risposta alla domanda è… altre domande! L’uomo è di natura curiosa, portato a porsi sempre domande. Con Trials Evolution, RedLynx si è voluta spingere oltre creando un indovinello che è iniziato all’interno del videogioco con la scoperta di un trick segreto che ha sbloccato una canzone nascosta, è passato poi attraverso un sito web ed è uscito dai limiti del digitale per portare i giocatori in luoghi reali sparsi per il mondo. Sono state recuperate quattro chiavi e una di queste sbloccherà qualcosa di misterioso alla base della Torre Eiffel nell’anno 2113.

Destiny 2 La Mente Bellica

Destiny è sempre stato un gioco che ha sfruttato molto misteri ed enigmi, uno di questi si è trasformato in una caccia al tesoro nello stato di New York. Poco dopo il lancio dell’espansione La Mente Bellica, i giocatori hanno individuato un simbolo misterioso nel bunker di Rasputin e ne hanno discusso nel sub-reddit Raid Secrets prima di riuscire a decifrare le componenti del puzzle. Ciò che ne hanno ricavato è stato un messaggio con le seguenti coordinate: 43.549573, -73.544868.

Le coordinate portano a Sleeping Beauty Mountain nello stato di New York, dove si trova anche lo sviluppatore principale del DLC post Maledizione di Osiride, Vicarious Visions. Lì, uno dei Redditor ha trovato un tesoro dalle fattezze del giavellotto Valchiria, un’arma che è possibile impugnare temporaneamente durante alcune missioni e nelle fasi del Protocollo inserito proprio nell’espansione La Mente Bellica. Insieme alla Valchiria completano il pacchetto di sorprese delle monete da collezione, una lettera di congratulazioni con delle istruzioni su cosa fare dopo il ritrovamento e un diario per registrare i visitatori.

Just Cause 4 Take On Me

Gli Open World si rivelano sempre una grande fonte di misteri ed easter egg: Just Cause 4 non è da meno. Andando al terzo piano di un edificio in costruzione nella parte ovest di Vista Futura, nella regione di Abundancia, la canzone Take On Me della band norvegese A-ha inizierà a suonare.  A sorprendere non sarà solo il suono, ma le immagini sullo schermo inizieranno a ricalcare lo stile tratteggiato a mano del video del brano.

Si tratta di un omaggio a uno dei pezzi più di successo nella metà degli anni ’80, il cui video fu realizzato dal regista Steve Barron che aveva lavorato già a Billie Jean di Michael Jackson e Africa dei Toto. Ci vollero qualcosa come 4 mesi soltanto per i circa 3000 disegni realizzati a mano dall’illustratore Michael Patterson. Il video, realizzato con la tecnica del rotoscoping, ottenne tanti riconoscimenti ed è oggi un’icona di quegli anni.

Cyberpunk 2077

Per promuovere Cyberpunk 2077 è in corso un alternate reality game che ha avuto inizio durante l’E3 2018. La conferenza stampa di Microsoft sarà ricordata anche per il presunto hacker che prese il controllo della presentazione rivelando il trailer di Cyberpunk. Tra codici GOG per riscattare The Witcher 3 era anche incluso un messaggio nascosto dagli sviluppatori che offriva una spiegazione per il lungo tempo di sviluppo e un indirizzo IP che conduceva a una sezione sul sito ufficiale. Il nome utente era già incluso, ma la password è stata associata a una targa del trailer E3: NC20 CP77.

La caccia agli indizi è ripresa durante la Gamescom 2018 e ha condotto fino al sito web di Trauma Team International. I giocatori che sono riusciti a inserire i loro indirizzi e-mail nel sito, prima che la quota massima fosse raggiunta, sono stati premiati con un’email contenente una “fattura” e delle immagini. Lunedì 27 agosto 2018, un codice ha iniziato a scorrere all’interno del canale Twitch di CD Projekt Red che ha poi mostrato al pubblico il trailer indirizzato in precedenza alla stampa e i fan hanno trovato una nuova lettera come avvenuto durante la presentazione Microsoft.

Più recentemente la pagina di preordine di CP2077 includeva un codice in alfabeto Morse che decodificato indicava le coordinate di una casa di fronte l’ufficio di CDPR a Los Angeles. Lì si poteva ottenere un QR Code che portava a una nuova pagina sul sito Cyberpunk.net intitolata Auramis, un anagramma di Samurai. La pagina indirizzava a un nuovo indirizzo IP, 212.91.11.21, conteneva un file RAR protetto da password – Johnny Silverhand – e nuovi messaggi criptici. Qualcosa si è messo in moto.

Mew il 151esimo Pokémon

Le origini di Mew risalgono a un fatto curioso: Game Freak non ha mai concepito Mew come un Pokémon destinato ad essere accessibile a tutti i giocatori nella versione finale del gioco. La cartuccia era veramente piena e non c’era spazio per molto altro lì dentro, quando furono rimosse le funzionalità di debug non necessarie ai fini del gioco completo, si venne a creare un minuscolo spazio di 300 byte. Lì, ha raccontato Shigeki Morimoto in uno degli Iwata Asks, fu inserito Mew.

Mew però poteva essere ottenuto sfruttando un bug che permetteva di aprire il menu di gioco poco prima di alcuni incontri ed evitarli utilizzando la mossa Volo o Teletrasporto. Per catturarlo era necessario recarsi a Celestopoli per sfidare e sconfiggere il Bullo del Percorso 25. Sconfitto, il menu sarà nuovamente accessibile e pronto per permettere lo spostamento a Lavandonia in direzione del Percorso 8 e ritrovarsi poi con l’apparizione di Mew.

Zelda Breath of the Wild e il fascino di tempi antichi

Le rune e le scritte in linguaggio Hylian possono essere tradotte in inglese e contengono indizi e messaggi nascosti. Nei sacrari o segnando un luogo sulla mappa, ci si può imbattere in sequenze di lettere: Molte di queste traduzioni sono semplici istruzioni, ma alcune celano degli easter egg: “MASTER USING IT AND YOU CAN HAVE THIS” è la frase legata all’acquisizione della “spada bianca” in The Legend of Zelda, così come “IT’S DANGEROUS TO GO ALONE” è parte di una delle frasi divenute tra le più memorabili dei videogiochi.

Zelda Breath of the Wild è stato il miglior open world del 2017: imponente e sontuoso ha catturato il vero spirito di un gioco d’avventura ed esplorazione a tal punto che ancora oggi c’è chi si imbatte in particolari interessati dai quali emergono teorie come quella che vede nel villaggio di Lurelin delle somiglianze con l’Isola Primula di Wind Waker.

La cura per i dettagli è infinita e i riferimenti e gli omaggi al mondo reale non mancano: nel viaggio potreste aver incontrato l’NPC Botrick, dalle fattezze del compianto Satoru Iwata, con occhiali e taglio di capelli molto simile. Parlandogli, vi condurrà al Monte Satori. Fermandovi a scattare una foto e a registrare i dati sul luogo nel vostro compendio vi imbatterete in una descrizione che lascia ben poco spazio a interpretazioni diverse dall’omaggio a Iwata, la cui eredità vive nell’opera stessa che il giocatore sta giocando.

Diablo e le mucche

Il “Cow Level” di Diablo è diventato uno dei più famosi livelli segreti di tutti i tempi nonostante nell’originale gioco Blizzard questo livello non è mai esistito, ma i giocatori erano così convinti di questa falsa voce che gli sviluppatori iniziarono a inserire riferimenti in altri giochi e a creare un vero e proprio livello bovino in Diablo II. L’occorrente? Aver finito il gioco alla difficoltà a cui si vuole aprire il portale, recarsi all’accampamento nell’atto I, combinare nel Cubo Horadrim la Gamba di Wirt e il Tomo del portale cittadino, trasmutare ed entrare nel portale che si sarà aperto.

Gli easter egg sono proliferati da StarCraft a WoW, fino a includere Warcraft 3. “There is no cow level” era diventato un mantra che alimentava il sospetto sull’esistenza di un livello con mucche magiche e assassine. Gli Elite Tauren Chieftain, la band creata dai dipendenti Blizzard, ha dedicato al famoso livello una frase nella canzone “Raise some Hell” scritta per celebrare l’annuncio di Diablo III. Anche nel terzo capitolo è presente un livello segreto e questa volta è stato tratto dai peggiori incubi di un Orsetto del Cuore: arcobaleni, unicorni, fiori, orsacchiotti di pezza.

Halo Reach e il tributo definitivo

Bungie ha sempre avuto un occhio di riguardo per omaggiare i suoi giochi all’interno di altri titoli sviluppati dalla compagnia. Da Marathon fino a Destiny c’è sempre stato spazio per qualche gradevole easter egg anche ricorrente. Uno dei più significativi però è il tributo alla saga di Halo e alla community che si può trovare in Halo: Reach, l’ultimo dei capitoli sviluppati da Bungie, che si appresta a fare il suo debutto su PC.

Nella missione “Il Pacchetto” a difficoltà Leggendaria si può accedere al laboratorio della dottoressa Catherine Halsey nel quale sono racchiusi foto e terminali contenenti riferimenti al passato di Halo e ad attività legate alla community come i progetti di beneficenza “Fight the Flood” dopo l’uragano Katrina e il “Be a Hero” per il terremoto di Haiti del 2010. Il tutto è accompagnato da una musica di sottofondo che contiene, oltre a Siege of Madrigal, anche mix di vari brani. Il video allegato può aiutarvi a vedere tutti i particolari nel dettaglio.

Metal Gear Solid 3 e lo scorrere del tempo

Metal Gear è una delle saghe in cui il genio di Kojima brilla nella creazione di situazioni che si possono portare a compimento pensando fuori dagli schemi. Metal Gear Solid 3: Snake Eater era un gioco pieno di eccellenti combattimenti contro i boss, i quali potevano anche essere battuti in modi non letali per ottenere delle mimetiche. Tra questi incontri con i boss ce n’era uno in particolare, quello con il vecchio tiratore scelto The End, riconosciuto dalla maggioranza dei giocatori e dei critici come uno tra i migliori combattimenti della storia dei videogiochi.

Piuttosto che essere coinvolti in un intenso e logorante combattimento a Sokrovenno, lo scontro si può evitare spostando in avanti di una settimana la data interna del sistema, o ricaricando il file di salvataggio dopo almeno 7  giorni per scoprire che The End è morto di vecchiaia. Originariamente Hideo Kojima voleva che il boss combattesse per una o due settimane, ma gli venne sconsigliato perché impossibile. La saga di Metal Gear aveva già abituato a scontri tutt’altro che convenzionali, memorabile è il modo in cui Psycho Mantis legge nella mente del giocatore arrivando fino a conoscere i dati salvati sulla sua Memory Card. Durante la battaglia, costringe il giocatore a collegare il controller di gioco in un’altra porta.

Gli Angeli Piangenti si prendono The Witcher 3

Gli Angeli Piangenti sono tra i più suggestivi antagonisti della longeva serie di fantascienza Doctor Who. Temibili e da non sottovalutare si presentano come statue di pietra, solo che non amano stare fermi come la natura vorrebbe. Si muovono quando non vengono fissati con lo sguardo per questo battere le palpebre può portare a risultati disastrosi.

Nel villaggio di Lindenvale, nel Velen, è possibile prendere dalla bacheca degli annunci un contratto che prevede la caccia di alcuni mostri da un cimitero. Lo stesso luogo è raggiungibile seguendo il contratto Presunto Witcher. All’ingresso dell’unico edificio del cimitero ci sono due statue di pietra che si comportano come gli Angeli Piangenti in Doctor Who: come gli daremo le spalle cambieranno posizione fino poi a scomparire chissà in quale epoca.

Red Dead Redemption 2 e il Messico

Red Dead Redemption 2 (2018)

Red Dead Redemption 2 include parte della mappa visitata nel primo capitolo della serie, pubblicato circa 9 anni fa. La più recente avventura di Arthur Morgan è però ambientata diversi anni prima delle vicende al centro del capitolo precedente, nella quale il Messico non figura perché il protagonista non è portato ad attraversare il confine.

Un giocatore, tuttavia, ha scoperto un glitch che permette ad altri di avventurarsi oltre i confini e mettere piede nel territorio messicano. Su Twitter c’è chi sta documentando le proprie scoperte che non si limitano solo ad aree spoglie e incomplete, ma vengono evidenziati anche paesaggi che, nonostante non siano accessibili, mostrano l’attenzione per i dettagli che Rockstar ha dedicato a Red Dead Redemption 2.

Xbox Scarlett

Per scandire i giorni attesi dell’annuncio dei piani di Microsoft per Xbox durante l’E3,  la società di Redmond ha nascosto dei messaggi segreti nei suoi teaser. Su Twitter un utente ha notato che i video che preannunciavano il conto alla rovescia per l’E3 nascondevano un codice segreto nella parte sinistra del video. Il primo riportava la scritta R 255, il secondo indicava G 36 e l’ultimo faceva riferimento a B 0. I tre codici messi insieme formano l’indicatore RGB (255,36,0) per il colore Rosso scarlatto, Scarlett in inglese.

Microsoft non è nuova a una trovata del genere, già in occasione dell’E3 2017 e del tanto vociferato Xbox Scorpio, ha inserito nei teaser alcuni dettagli sull’hardware di Xbox One X mascherandoli in forma di codice. Il famoso 6>4 che in molti hanno subito associato ai 6 teraflops di potenza in confronto ai 4 teraflops di Sony PlayStation 4 Pro. Microsoft non ha mai disdegnato alcune soluzioni pubblicitarie destinate a rimanere nella mente dei videogiocatori come l’ARG I Love Bees per promuovere Halo 2.

Dead Space e le iniziali

Una piccola curiosità che può essere sfuggita ai giocatori italiani riguarda l’horror Dead Space – se non lo avete mai giocato e non volete rovinarvi la sorpresa non leggete oltre. Nel menu di selezione dei capitoli, le prime lettere di ogni capitolo in inglese vanno a formare la frase “Nicole Is Dead”, ossia Nicole è morta. Non certo uno degli enigmi più difficili da risolvere, ma forse proprio perché così evidente e ben in mostra che i più potrebbero non averci fatto caso.

Capitolo 1: New Arrivals
Capitolo 2: Intensive Care
Capitolo 3: Course Correction
Capitolo 4: Obliteration Imminent
Capitolo 5: Lethal Devotion
Capitolo 6: Environmental Hazard
Capitolo 7: Into the Void
Capitolo 8: Search and Rescue
Capitolo 9: Dead on Arrival
Capitolo 10: End of Days
Capitolo 11: Alternate Solutions
Capitolo 12: Dead Space

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