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The Elder Scrolls Online: Greymoor | Recensione


The Elder Scrolls Online: Greymoor – PC
Genere
MMORPG
Piattaforma
PC - PlayStation 4 - Xbox One
Sviluppatore
Zenimax Online Studios
Editore
Bethesda Softworks
Data di Uscita
26/05/2020

L’attesa è finita e finalmente ci siamo svegliati sul tanto amato carretto di legno al limitare del confine: The Elder Scrolls Greymoor ci ha riportato a Skyrim. La nuova espansione dell’MMORPG di Zenimax Online Studios è stata rilasciata su PC e noi ne abbiamo seguito il cammino in diverse occasioni, come sicuramente ricorderete dalla nostra anteprima o dall’esplorazione dei dungeon di Harrowstorm. Parte dell’esperienza Il Cuore Oscuro di Skyrim che andrà avanti tutto l’anno, Greymoor è il piatto più succoso di questa stagione e come ogni capitolo sbarcato su ESO porta con sé una nuova regione da esplorare e una grande storia da vivere.

Ora che abbiamo avuto modo di calcare le fredde terre di Skyrim dell’Ovest, è giunto il momento di capire come Greymoor si piazzi nell’economia di gioco e di quanto arricchisca l’esperienza del titolo, le cui spalle sorreggono già tanti anni di contenuti.

La pira sotto terra

Giocando la quest prologo gratuita a Greymoor e avendo avuto modo di godervi i dungeon di Harrowstorm, avrete già più o meno un’idea di quello che vi aspetterà alla chiamata di Lyris Titanborn nelle terre di Solitude. I vampiri e altre forze oscure stanno ordendo un antico complotto nel freddo di rituali sanguinolenti, evocando delle tempeste di magia nera che serpeggiano su una Skyrim scossa da tumulti interni. I popoli del Nord, proprio come lo saranno in futuro, sono orgogliosi e dannatamente testardi, pronti a pugnalarsi le spalle e mai ad ascoltare ragione anche quando gli arriva dritta in faccia.

Un nemico che sappia sfruttare bene queste debolezze storiche potrebbe risultare fatale per le gelide lande di quella zona e perciò, dato quello a cui abbiamo assistito, non potevamo di certo ignorare una minaccia così organizzata. La nostra storia con Greymoor ci porterà nel Palazzo Blu, nelle paludi di Morthar o nelle profondità di Blackreach, a caccia di un culto di vampiri che ha aspirazioni ben più alte del semplice sangue umano. Non vogliamo dirvi troppo della trama, lasciandovi alla macabra scoperta che vi attende nelle caverne della regione.

Quello su cui però possiamo soffermarci è l’ennesima conferma di quanto il team di sviluppo ci tenga a prendere le tradizioni e storie del marchio Elder Scrolls per narrarle all’interno della cornice di ESO e dei suoi campioni, tra cui figura naturalmente il vostro personaggio. La campagna di Greymoor è un altro testamento a tale filosofia, mischiando però il folklore della zona di Skyrim in una narrazione dalle tinte molto, ma molto gotiche. Un distacco deciso dalle storie del deserto vissute con la precedente Elsweyr, che per paragone diretto è esattamente l’opposto di quanto vivrete intorno a Solitude.

La furbizia in questo caso è stata data dall’ottima gestione tra le due mappe di gioco, quella di Skyrim e la grande area nel sottosuolo di Blackreach, ampia ben più della zona sotto il sole. Purtroppo però, la longevità delle vicende di Greymoor non è tra quelle più lunghe del gioco e si appoggia forse troppo al “capitolo successivo” nella prossima batch di contenuti (similmente a Dragonhold), cosa che pesa più che in altre occasioni data l’assenza di novità significative in termini di puro gameplay (esempi come il Negromante o le skill line di Summerset).

Tuttavia, se la storia non vi bastasse, come sempre la nuova area è piena zeppa di trame secondarie da scoprire, alcune delle quali anche piuttosto intriganti e che dimostrano l’eccellenza di Zenimax Online Studios nella costruzione del mondo. Tra tutte le novità “accessorie” dell’espansione spiccano però due elementi importanti: il primo è il sistema Antiquities di cui avevamo già saggiato la particolarità nella nostra anteprima, mentre il secondo sono le tempeste di magia chiamate Harrowstorm. I manufatti delle Antiquities aggiungono un gradito spessore alle attività di gioco, creando alcune linee di abilità dedite esclusivamente al ritrovamento di antichi manufatti che vanno dal cosmetico agli utilissimi oggetti mitici in grado di conferirci bonus importanti.

Più si scoprono tesori più è possibile migliorare le proprie abilità e trovare i bottini più ambiti, rivivendo nel mentre le tante mappe di gioco e le antiche leggende dietro la storia di Tamriel, anche se – come ovvio – alcune zone DLC avranno manufatti accessibili solo se si potrà andare in esse. Zenimax ha però trovato la formula perfetta per fondere la bellezza della scoperta con delle degne ricompense in-game, dimostrando come un sistema dalla filosofia molto semplice possa ridare vita a tutti i contenuti geografici pregressi. L’unica pecca, se così vogliamo definirla, è la scelta di ispirarsi a meccaniche da gioco per mobile, le quali alla lunga rendono un po’ ripetitivo e macchinoso il lavoro dell’antiquario almeno fino allo sblocco di vantaggi o potenziamenti mirati a risparmiare tempo.

Oltre ai manufatti, la novità più caratteristica sono le Harrowstorm: gli eventi pubblici di Skyrim, proprio come lo erano i Draghi nei deserti o le Ancore nella campagna. Come sempre sono ottime attività per coinvolgere i giocatori nella mappa di gioco, appoggiandosi a missioni particolari o ricompense valevoli per attirare verso di esse masse di combattenti. È chiaro che, ovviamente, la vera meta per i giocatori di lungo corso è il nuovo Trial Kyne’s Aegis, che in questo caso possiamo garantirvi promette una sfida di tutto rispetto e con una struttura più boss-centrica nello stesso spirito dei due Trial più recenti, dimostrandosi come il contenuto più appetitoso dell’espansione. Anche nella sua versione normale, ci sono alcuni passaggi che richiedono un numero abbastanza alto di DPS inflitto, richiedendo un minimo di organizzazione anche nei gruppi più rilassati.

Nonostante tutto, l’assenza di una nuova classe o di innovative modifiche al gameplay un po’ pesa su Greymoor, rendendola un’espansione dall’impatto meno diretto. Detto questo però, come già detto nei test, The Elder Scrolls: Greymoor è un contenuto che punta tutto sulla sua atmosfera, cercando di tessere una linea di narrazioni che si espande ben più che nel semplice contenuto. Questo purtroppo può ramificare eccessivamente il cuore della storia, dando l’impressione di rimanere appesi nell’attesa di nuovi aggiornamenti (gratuiti o a pagamento) alla conclusione momentanea. Dall’altro lato rimangono le numerose storie che popolano la zona del Nord e il grande sforzo nel caratterizzare la tradizione di Skyrim, ancora pulsante nei suoi dettagli dalle tinte scure.

Tamriel al gelo

Il compito di dare vita alla Skyrim di tanto tempo fa è stato affidato alla direzione artistica del gioco, come sempre di alta qualità e fedele al materiale originale della lore o delle tradizioni estetiche delle popolazioni locali. Greymoor, nel caso specifico, punta tutto alla goticità del ferro e del sangue, traducendo tali elementi in set d’armatura e ambientazioni che hanno una brutalità tutta loro. Se Summerset prediligeva le linee curve e la chiarezza del bianco, Greymoor è esattamente l’opposto di quella visione, prediligendo l’acciaio e pellicce in pieno stile nordico.

A subire una trasformazione visiva (e pratica) è anche il ramo di abilità del vampirismo, dotato di nuove skill e animazioni a corredo. Per quanto i cambiamenti abbiano un impatto più deciso in termini di gameplay, i giocatori di lungo corso potranno notare un certo riciclo nelle animazioni d’attacco della classe, ben lontane da quelle che gli stessi vampiri nemici eseguono di quando in quando. L’unica miglioria davvero evidente è nell’animazione del “morso”, mentre il resto arranca un po’ in quella spettacolarità che ci si sarebbe aspettata da un rework completo, prendendo magari spunto da quella del Negromante.

Parte dell’esperienza di Greymoor, e già disponibile da un bel po’ a titolo gratuito per tutti i giocatori, è anche il grande lavoro dietro il client di gioco, che adesso appare più stabile e dallo spazio meno ingente sulla memoria. Nella nostra prova abbiamo avvertito la modifica del cambiamento, potendo giocare su un portatile di fascia medio-alta che ha giovato della maggiore attenzione alla performance. Il lancio dell’espansione, come è comprensibile, non è stato privo di problemi ma parliamo pur sempre di un MMORPG con tanti anni alle spalle e non è mai facile riuscire a gestire mondi così grandi fin dalla loro partenza, specialmente in una condizione di emergenza che non ha influito più di tanto sulla data di lancio.

Infatti, Greymoor e i suoi ambienti rurali ci ricordano quanto ancora The Elder Scrolls Online non voglia cedere sotto il peso dei suoi lunghi anni di carriera, mantenendo standard grafici abbastanza alti in ogni suo contenuto. Il lavoro in tal senso è supportato anche dal doppiaggio completo di ogni dialogo, numerosissimi testi da scoprire, musiche create ad hoc e sempre più attenzione ai piccoli dettagli di gioco. L’unica pecca è vedere i territori intorno a Solitude un po’ spogli di vegetazione, con alberi sporadici che si allontanano molto dal feeling che avevano le foreste su The Elder Scrolls V o in altre aree dello stesso ESO. Per fortuna rimangono le vedute a cui eravamo tanto abituati, come quando ci fermavamo ad osservare il sole sorgere sotto il ponte di roccia su cui sorgeva la città imperiale.

The Elder Scrolls Online: Greymoor – PC

The Elder Scrolls Online: Greymoor è la nuova espansione dell’MMORPG di Zenimax Online Studios edito da Bethesda Softworks. Ambientata nelle terre ovest di Skyrim, intorno a Solitude, Morthal e Blackreach, la storia del nuovo capitolo porta il giocatore a combattere un antico culto di vampiri e streghe desiderosi di dominare tutta Tamriel.

8
8

Verdetto

The Elder Scrolls Online: Greymoor è un’espansione dal contenuto meno diretto nel gameplay o nelle funzioni storiche. Non c’è una nuova classe o modifiche sensibili al gameplay oltre alcuni rework a alberi di abilità “accessorie”, ma l’esperienza che si ottiene godendosi la storia di Skyrim vale il prezzo del biglietto. La narrazione, seppur priva di una conclusione decisa, procede bene ed è in grado di calare il giocatore nel contesto gotico su cui si poggia, caratterizzando le fazioni in gioco e i protagonisti già conosciuti. Ci sono ben due grandi mappe da esplorare, numerose quest secondarie da svolgere e un’intera nuova “professione” che vi permetterà di andare a caccia di antichi manufatti per tutta Tamriel. In un modo o nell’altro, le terre del nord costruite da Zenimax Online Studios colpiscono dritte al cuore con la loro atmosfera, tanto ben realizzata da meritare un riconoscimento nonostante qualche inciampo.

Pro

- Numerose storie da scoprire grazie a tante quest secondarie
- Ottima atmosfera gotica, personaggi principali ben caratterizzati
- Due nuove aree da esplorare, ricche di segreti da scoprire
- Il sistema Antiquities rivitalizza l'esplorazione del gioco
- Il nuovo Trial è una bella sfida

Contro

- Quasi nessuna modifica diretta al gameplay puro
- Il restyling delle abilità Vampiro, seppur gradito, poteva essere gestito meglio
- La trama principale pecca un po' di longevità