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Electronic Arts potrebbe realizzare videogiochi per Linux

L’arrivo di Steam su Linux e di conseguenza di un numero via via sempre più nutrito di videogiochi, sembra ormai una certezza. Dopo aver scoperto grazie al sito Phoronix che Valve è attivamente impegnata nel porting dello store e dei propri giochi su Linux, sono emerse altre due notizie che danno una maggiore solidità a un’informazione che ancora incontra qualche scetticismo. Se non vedo non credo, giusto?

La prima è che Canonical, a capo dello sviluppo di Ubuntu, lavorerà gomito a gomito con Valve per far sì che tutto giri alla perfezione sulla propria distribuzione. Una collaborazione che sembra dare una quasi-ufficialità al tutto, in attesa che Valve esca allo scoperto nei prossimi mesi spiegando nei dettagli tempi e modalità di approdo su Linux.

La seconda notizia è che Electronic Arts farà una breve presentazione durante l’Ubuntu Developer Summit, che aprirà i battenti il 7 maggio e terminerà quattro giorni più tardi. Michael Larabel di Phoronix, già autore dello scoop su Valve, sembra sapere qualcosa, infatti su Twitter ha scritto che a parte Valve, “Ubuntu ha alcune altre notizie sul gaming Linux, che arriveranno presto da un grande publisher”. E che Electronic Arts sia tra i principali editori di videogiochi al mondo non è un mistero.

Un altro indizio Larabel l’aveva dato a gennaio sempre su Twitter, pubblicando la foto della sede di Los Angeles di EA, in cui era evidentemente stato per chiacchierare con sviluppatori e dirigenti. Insomma Larabel qualcosa sa, ma evidentemente non può parlarne apertamente. 

Si possono però fare delle speculazioni, e tra queste troviamo l’arrivo dei giochi EA su Linux, magari già entro il 2012, distribuiti in esclusiva tramite l’Ubuntu Software Center. In futuro è possibile che EA realizzi anche una versione open del client Origin, compatibile con più distribuzioni, così da vendere direttamente i giochi attraverso il proprio negozio, ma questo è tutto da vedere.

Se saranno davvero EA e Valve ad aprire le danze (e chissà, magari anche Crytek), la crescita di Linux come piattaforma da gioco potrebbe essere abbastanza rapida. Un giocatore non potrebbe chiedere di meglio, perché la scelta non è mai un problema: poter decidere se giocare su Windows o Linux, cosa finora raramente possibile, è la benvenuta a priori.

Un ecosistema completo non può prescindere dai videogiochi, che sono sempre più parte integrante di ciò che facciamo quotidianamente con il PC. Se queste due presunte iniziative non rimarranno episodi isolati, si aprirà uno spiraglio per far schiodare il mondo Linux da quella base d’installato dell’uno percento che da anni lo accompagna in ambito desktop. Il cammino sarà lungo, certo, ma bisognerà pur muovere i primi passi, no?