eSports

eSport: i giochi violenti dovrebbero essere illegali, nuova proposta di legge in Brasile

I videogiochi, sopratutto quelli con contenuti violenti, finiscono spesso sotto i riflettori e ottengono l’attenzione di persone estranee al mondo videoludico, che ne denunciano i (presunti) effetti negativi sui più giovani. In particolar modo, sono i giochi al centro degli eSport a venire spesso criticati. È accaduto ancora una volta, in Brasile: un senatore, Eduardo Girao, vuole infatti eliminare giochi come CS:GO e Rainbow Six Siege dalla categoria degli “sport”, a causa dei loro contenuti violenti.

Secondo quanto riportato dal sito brasiliano MaisEsports, Girao ha presentato un emendamento alla legge che determina cosa è sport e cosa no: attualmente, infatti, gli eSport sono considerati sport in Brasile. Ciò che bisogna capire è che non si tratterebbe solo di una modifica di nomenclatura, ma ci sarebbe un enorme effetto anche a livello burocratico e fiscale per tutti gli eSporter, attualmente considerati come un qualunque atleta di un qualunque sport classico. Il Brasile e, in generale, tutta la regione LATAM sono uno dei bacini d’utenza più grande al mondo per gli eSport.

Girao ha deciso di promuovere questo emendamento perché, a suoi dire, i contenuti violenti di questi giochi tendono a diffondere messaggi di odio, pregiudizio e discriminazione. Per questo motivo i giochi violenti non possono essere considerati sport: eSport e sport hanno valori completamente opposti secondo Girao. A tutto questo, viene aggiunto che i videogiochi spingono anche all’uso di droghe: non è chiaro quale ragionamento abbia portato a questa conclusione, in ogni caso.

L’emendamento, comunque, non andrebbe a toccare tutti quei titoli che non hanno contenuti violenti, come FIFA e altri titoli sportivi. Per ora si tratta solo di una proposta e non ancora stato ufficializzato nulla: vedremo nel prossimo periodo se ci saranno evoluzioni sulla questione.

Rainbow Six Siege è acquistabile a questo indirizzo.