PlayStation

Final Fantasy 7 Remake, cosa aspettarci dal futuro?


Final Fantasy VIII Remastered
Genere
Gioco di ruolo
Piattaforma
PS4, Xbox One, Nintendo Switch, PC (Steam)
Sviluppatore
Square Enix
Editore
Square Enix
Data di Uscita
03/09/19

Abbiamo già avuto modo di scrivere – e di far capire – che il finale di Final Fantasy VII Remake va a inficiare molto sull’esperienza complessiva. Le scelte narrative di Tetsuya Nomura, rese realtà da Kazushige Nojima, sono già state bersaglio di numerose critiche e di contestazioni, a testimonianza del fatto che una gran parte, ma non la totalità, dei fan si è rivoltata contro le scelte compiute da Square-Enix. Yoshinori Kitase, non uno dei producer della domenica mattina, ma una persona che ha sulle spalle tra i titoli di maggior successo della cultura giapponese, dall’alto della sua furbizia ha già dichiarato che non vede l’ora di continuare a leggere tutte le speculazioni che i fan stanno facendo sul futuro del Remake e prima di chiarire quali sono le intenzioni dell’intero team di Square-Enix è indubbio che rimarrà a godersi il tutto, come un novello Cincinnato, pronto però a tornare al momento giusto. Le nostre analisi che seguiranno contengono numerosi spoiler, quindi non procedere oltre nel caso in cui non abbiate già finito Final Fantasy VII Remake.

 

Cosa accadrà ad Aerith?

Questa è la prima grande domanda che ci siamo posti. Durante l’ultimo incontro con Kitase gli ho fatto questa identica domanda, cercando una risposta che potesse fugare ogni dubbio, di qualsiasi genere. Sebbene il producer stesse per rispondermi, è stato prontamente bloccato da chi controlla la comunicazione di Square-Enix a livello internazionale, specificando che non era ancora argomento di discussione, proprio perché successivo al Remake che abbiamo giocato – e che stiamo giocando. Il dubbio, però, adesso è plausibile, perché Cloud e compagni hanno sconfitto il destino, hanno annullato il ciclo dei Numen e potrebbero ritrovarsi dinanzi a una nuova storia, tutta da riscrivere. Questo potrebbe significare che Aerith, una volta arrivata al tempo degli Antichi, non sarà costretta a farsi infilzare da Sephiroth. D’altronde, il destino è stato cambiato. Bisogna solo capire fino a che punto.

La sua morte nella storia dei videogiochi rappresenta uno dei momenti di maggior intensità e pathos, consegnando la ragazza a una condizione di eterna gratitudine, oltre che di pesantissima eredità, per tutto il prosieguo della storia: quel rapporto nato con Cloud, d’altronde, era unico, raro, soprattutto per l’ex-SOLDIER, spogliato di qualsivoglia sentimento e votato interamente all’atarassia. Vederla morire dinanzi ai propri occhi e riconsegnarla al lifestream aveva ulteriormente affossato l’umore di Cloud, che ora sembra avere dinanzi a sé anche un altro elemento di disturbo in questa storia sentimentale che, sia chiaro, resta comunque in secondo piano rispetto all’aspra lotta con Sephiroth e per la salvezza di tutto il mondo.

Il ritorno di Zack

Il secondo elemento di cui tener conto è quello mostratoci sul finale di Final Fantasy VII Remake. Durante la battaglia con i Numen, fuori Midgar avviene un altro importante scontro: quello di Zack con i soldati della Shinra. Zack Fair è il protagonista di Crisis Core: Final Fantasy VII, in grado di diventare fondamentale nell’intera economia del settimo capitolo nonostante inizialmente avesse un peso marginale e noto solo per l’essere stato il primo amore di Aerith. Zack, così come Cloud, è un SOLDIER, ma di seconda classe, desideroso di diventare quanto prima come il suo idolo, Sephiroth. Insieme al suo mentore e  amico Angeal, Zack dà il meglio di sé in tutte le missioni arrivando a ottenere il tanto agognato obiettivo di essere il migliore, al pari dei più forti. In questa sua scalata, aiutato anche dal suo carattere benevolo, riesce a instaurare un rapporto di amicizia con Cloud, all’epoca solo un fante della Shirna, quindi appartenente al rango più inferiore. Tra i due si sviluppa un saldo legame anche sui campi di battaglia, tanto da spingere Zack a sacrificarsi per la vita del ragazzo, per poi consegnargli, in punto di morte, la sua Buster Sword, spada che in origine apparteneva ad Angeal.

Cloud diventa così la prova dell’esistenza di Zack, ricordo che però viene completamente distrutto e ribaltato dalle radiazioni Mako e all’intossicazione che subisce l’ex-SOLDIER, che finirà per il credere di essere Zack e di aver combattuto al posto dell’amico tutte le battaglie che non lo hanno realmente visto protagonista, tra cui anche un feroce assalto a Sephiroth per difendere Tifa a Nibelheim. La figura di Zack, la sua morte, il rapporto con Cloud, la distorsione delle idee del protagonista di Final Fantasy VII, rappresentano degli elementi centrali e portanti dell’intera storia, dai quali non si può prescindere, che risultano fondamentali per l’intero arco narrativo originale e attuale del settimo capitolo. Quando, quindi, nel Remake vediamo Zack tenere sottobraccio Cloud e prendere la direzione di Midgar è inevitabilmente domandarci come questa vicenda andrà a inficiare il corso degli eventi: il ritorno di Zack può riportare Aerith a ricordarsi dei sentimenti provati per il suo primo grande amore, che quindi diventerà automaticamente più importante di Cloud, così come quest’ultimo potrebbe subire un’ulteriore complicazione e intorpidimento dei suoi ricordi, visto il ritorno dell’amico di un tempo. Un’alterazione del passato che rischia di spingere Square-Enix in quel gioco non sempre molto sicuro che sfocia in inevitabili problemi di gestione delle linee temporali.

Perché si chiama solo Remake?

Da qui, poi, il terzo quesito più importante. Final Fantasy VII Remake è stato presentato senza alcun suffisso che ci facesse credere che si tratti di una prima parte o che ci possa dare l’idea di una seconda parte. È possibile quindi che Kitase e Nomura abbiano pensato di riproporre la prima parte del settimo capitolo della saga nel più fedele dei modi possibili, ma che stiano pensando di proporci un sequel in grado di staccarsi completamente dalla storia scritta da Nojima nel 1997: niente più Junon, niente Gongaga, Cosmo Canyon, Wutai o altro. O magari solo alcuni di questi luoghi, da Kalm in avanti. Tutte supposizioni mosse dal fatto che il finale del Remake non è quello che conosciamo e quanto accaduto prima di aprirsi all’open world fuori Midgar differisce completamente da quanto abbiamo potuto ammirare adesso.

Un’alternativa potrebbe essere data proprio dalla comparsa a sorpresa di Zack: forse l’intenzione di Nomura è quella di raccontare nuovamente l’intera compilation di Final Fantasy VII, riportandoci anche sui passi di Crisis Core, raccontandoci la genesi di Sephiroth, i giorni trascorsi tra Zack, Aengeal e Genesis (personaggio creato da Nomura ispirandosi al cantante jRock Gackt). Questo significherebbe arrivare anche a Before Crisis, Dirge of Cerberus e inevitabilmente Advent Children, dal quale il team ha già ampiamente attinto nei modelli dei personaggi, a partire da Reno e Rude dei Turks. Final Fantasy VII potrebbe quindi diventare, come sequel, “Another Journey” oppure “Another Story”, se non addirittura “Unknown Story” o “Unknown Journey”. A meno di Remake Parte 2, s’intende, che in quel caso andrebbe a far cadere qualsiasi altra speculazione a riguardo. Ammettiamo che se da un lato poter avere un remake di tutta la compilation ci attira molto, essendo la storia più completa di sempre nella saga di Final Fantasy, più di quella Fabula Nova Crystallis che aveva più buchi di quanti ce ne ricordiamo, e più anche di un Final Fantasy X-2.

Qualunque possa essere la direzione siamo ovviamente curiosi, a questo punto, di capire come si evolverà Final Fantasy VII. Pensare che possa procedere come l’abbiamo già giocato 23 anni fa è utopistico, a questo punto, quindi non potendo cambiare il corso degli eventi e costringere Nomura e altri a proporci la storia così com’era, non possiamo far altro che appassionarci a questo nuovo corso di Final Fantasy VII, alla scoperta di nuove e possibili speculazioni, fino alla verità.