Nintendo Switch

Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light | Recensione


Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light – Nintendo Switch
Genere
Gioco di ruolo strategico
Piattaforma
Nintendo Switch
Sviluppatore
Intellignt System
Editore
Nintendo
Data di Uscita
04 Dicembre 2020

Eh già… è inutile che ricarichiate la pagina, in fondo a questa recensione manca il voto e la motivazione dietro a questa scelta è molto semplice: Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light è un’operazione così peculiare, e mirata a uno specifico bacino di utenza, che ogni numero atto a donarle, o rimuoverle, dei meriti sarebbe completamente inutile. Siamo parlando, infatti, dell’uscita ufficiale, sul suolo occidentale, di un titolo per NES rilasciato in Giappone ben trent’anni fa. Un’operazione realizzata, specificatamente, per i fan della serie di Fire Emblem e per tutti gli amanti della “storia del videogioco”.

Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light ieri…

Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light è stato il primo titolo della celebre serie strategica di Nintendo e narra le vicende del principe Marth, intento a recuperare la spada sacra Falchion e il Fire Emblem necessario per poterla maneggiare. La spada, infatti, è l’unica arma con la quale il giovane principe potrà sconfiggere il temibile Gharnef e riportare la pace nel regno di Altea. Su questo apparentemente semplice canovaccio, si dirameranno una serie di accadimenti di varia natura che stratificheranno la storia nei venticinque capitoli che la compongono, mostrando tutti quegli intrecci che divennero, in seguito, un segno distintivo delle trame dei vari titoli della serie di Fire Emblem.

Pur trattandosi del primo capitolo della serie, Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light, proponeva già una serie di elementi chiave della serie. Ogni livello proponeva il classico combattimento basato su un preliminare posizionamento delle truppe e una conseguente azione difensiva. A differenza dei titoli più recenti, però, in questa prima iterazione non erano presenti indicatori di posizionamento, obbligando il giocatore a muovere il cursore sul campo di battaglia per comprendere fin dove poteva spostare i propri soldati. Ogni mappa mostrava terreni diversi, con annessi bonus e malus per le truppe che li calpestavano, così come erano presenti nuovi personaggi che potevano venire reclutati nelle proprie fila, aggiungendo differenti classi al proprio esercito.

I combattimenti venivano gestiti autonomamente dalla CPU, lasciando il giocatore passivamente a osservare se la sua strategia si rivelava vincente o meno. La permadeath era già un tassello importante delle meccaniche di gioco, la quale eliminava, definitivamente, ogni eroe che periva in uno scontro portando, in alcune circostanze, a “gettare alle ortiche” ogni miglioria apportata a quel dato personaggio. Le battaglie si basavano su una rudimentale alchimia fra: caratteristiche delle armi, debolezze delle varie classi e terreni su cui si combatteva. Questi tre elementi obbligavano il giocatore a studiare ogni mossa in maniera certosina, onde evitare che un minimo errore di calcolo portasse a una inevitabile riduzione della propria armata.

A queste dinamiche di gioco ricorrenti, Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light, aggiungeva tutta una serie di meccaniche da JRPG: quali la possibilità di potenziare alcune classi di soldati, l’ottenimento di armi più performanti e una caratterizzazione profonda dei vari personaggi, al punto da portare il giocatore a empatizzare con alcuni di essi e temere, quindi, per una loro dipartita. Tutti questi elementi diedero vita a una commistione di generi che gettò le basi per il futuro di Fire Emblem, creando una delle proprietà intellettuali più famose di Nintendo.

… e oggi

Giocare oggi a Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light, genera sensazioni discordanti. Sul versante puramente ludico, stupisce come una produzione di trent’anni fa riesca ancora a rivelarsi attuale nelle tematiche e divertente nelle sue meccaniche di gioco. Pur trovandosi di fronte a pochissimi dei molteplici elementi che compongono un titolo recente di Fire Emblem, è sorprendente come il gameplay sia ancora oggi immediato e capace di intrattenere senza mostrare, eccessivamente, il fianco all’età. Le aggiunte implementate da Nintendo per questa riedizione, sono interessanti e si rivelano utili per “ammorbidire” le spigolosità che una produzione del genere si porta, inevitabilmente, con se.

Innanzitutto la funzione Rewind, introdotta in questa riedizione di Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light, permette al giocatore di riportare indietro la partita di un numero definito di turni. Viene da se che questa implementazione permette ai giocatori meno avvezzi al genere di evitare spiacevoli “morti permanenti” dei personaggi, offrendo la possibilità di rivalutare gli spostamenti sul campo di battaglia. Legato a doppio filo con la modalità Rewind troviamo l’introduzione dei segnalibri, ovvero la possibilità di creare, manualmente, dei punti di salvataggio temporanei, che permettano di sperimentare diverse tattiche per risolvere gli scontri più complessi con il minor dispendio di risorse e soldati.

Per garantire una maggiore “scorrevolezza” alle partite, è stata inserita la possibilità di accelerare la totalità delle attività compiute dalla CPU o, in alternativa, di scegliere di velocizzare solo alcune fasi del turno avversario. Indubbiamente un ottimo sistema per rendere meno tediose le lunghe fasi da spettatore che, specialmente progredendo con il gioco, si presenteranno, sovente, davanti agli occhi del giocatore. A tutti questi elementi va, ovviamente, aggiunta l’inedita localizzazione in inglese di tutti i testi, così come una timida opzione per scegliere la definizione dei pixel. Se tutto questo offre quella che si può, tranquillamente, definire la migliore versione di Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light, ci sono alcune scelte globali, compiute in merito a questa riedizione, che ci restituiscono delle emozioni meno positive.

Innanzitutto Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light è stato riproposto su Nintendo Switch per celebrare i trent’anni della serie, rendendo disponibile, globalmente, il primo capitolo della serie. Viene da se che la sola localizzazione in inglese stoni con questo obiettivo primario, lasciandoci il dubbio di ritrovarci di fronte a un’operazione pensata, principalmente, per il mercato Americano e che, solo di riflesso, comprenda anche gli altri paesi. Se si pensa, inoltre, al rilascio di una lussuosa edizione da collezione, esclusivamente in USA e Canada, questa ipotesi si va largo maggiormente nelle nostre menti.

Proprio in merito a tutti gli elementi celebrativi che compongono l’edizione retail del titolo (che ricordiamo contiene un codice per il download dall’eShop), ci ha lasciato poco impressionati come non sia stato realizzato alcun contenuto aggiuntivo digitale. Guardando alle edizioni “celebrative” realizzate in passato da Nintendo, non ci sembra di parlare di fantascienza pensando a una riedizione di Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light che, anche proposta a un prezzo leggermente superiore, includa al suo interno una manciata di artwork digitali, bozzetti o la manciata di tracce che compongono la colonna sonora originale.

L’elemento che ci lascia maggiormente perplessi, è però la decisione di rendere disponibile Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light, solo per un periodo di tempo limitato. Il titolo infatti si potrà acquistare fino al 31 Marzo, dopodiché verrà rimosso dal Nintendo eShop, rimanendo disponibile solo per chi lo ha acquistato precedentemente. Una scelta peculiare, che replica quanto visto con Super Mario 3D All-Stars e che inizia a mostrare, sempre più chiaramente, la nuova strada che Nintendo vuole percorrere con queste edizioni limitate digitali. Al netto di tutte queste sbavature, Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light rimane un’operazione interessante che, per poco meno di sei euro, offre la possibilità di giocare al primo capitolo di questa storica saga nella sua versione migliore.

Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light – Nintendo Switch


Sarebbe impossibile valutare con un numero un'operazione come quella fatta da Nintendo con Fire Emblem Shadow Dragon & The Blade of Light. Da un lato troviamo il capostipite di un genere, un titolo della stessa importanza di Super Mario Bros o di The Legend Of Zelda. Dall'altro versante, invece, troviamo un'operazione indirizzata, quasi, esclusivamente ai fan di questo storico brand. La versione per Nintendo Switch del primo capitolo di Fire Emblem, difatti, a esclusione della localizzazione nella sola lingua inglese, non offre praticamente nulla di più che una manciata di opzioni prese in prestito dalla celebre serie di titoli Virtual Console. Il nostro consiglio, di fronte a un prodotto di questa tipologia, è molto basilare: se siete fan della serie, o amanti del retro-gaming, non indugiate oltre e, al costo di pochi euro, provate il titolo che ha dato origine a un genere.

Pro

  • Il primo Fire Emblem finalmente localizzato e disponibile per tutti.
  • Implementazione di Rewind, Fast-Forward, Segnalibri e Stand-by.
  • A trent'anni di distanza resta ancora un ottimo gioco di ruolo strategico

Contro

  • Si poteva creare un edizione, contenutisticamente, più ricca per un anniversario così importante.
  • Venderlo per un breve periodo di tempo, risulta una scelta davvero poco comprensibile.