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G-Sync contro V-sync attivo

Pagina 6: G-Sync contro V-sync attivo

G-Sync contro V-sync attivo

Passiamo ora al test di G-Sync. Bastano una scheda di cattura video, un insieme di SSD e dei benchmark, vero? Sbagliato.

Qui non stiamo parlando di prestazioni, bensì di qualità. In questo caso, i benchmark ci dicono solo una cosa: dove si trova il frame rate in ogni dato momento. Ciò che non ci dice è quanto sia buona l'esperienza con e senza il G-Sync. Per questo dobbiamo affidarci alle parole.

Perché non registrare semplicemente un video così che possiate anche voi vedere l'esperienza con il G-Sync? Una videocamera registra a 60 Hz fissi. E il vostro monitor riproduce a 60 Hz costanti. Poiché G-Sync è variabile, il risultato è che non vedrete la tecnologia in azione.

C'è un numero apparentemente infinito di combinazioni che potremmo provare. V-sync attivo, V-sync disabilitato, G-Sync attivo, G-Sync disabilitato, 60 Hz, 120 Hz, 144 Hz … la lista potrebbe continuare all'infinito. Inizieremo impostando il nostro prototipo a una frequenza di aggiornamento di 60 Hz e il gioco con V-sync attivato.

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La cosa migliore da fare è iniziare dalla demo di Nvidia, un pendolo che oscilla avanti e indietro. Può essere impostata per simulare 60, 50 o 40 FPS. In alternativa, si può oscillare tra 40 e 60. Con l'immagine in una qualsiasi di queste impostazioni, si può passare da nessun V-sync, V-sync abilitato e G-Sync. Per quanto "scarno" questo test possa essere, è probabilmente l'esempio più evidente possibile della tecnologia. È possibile guardare la scena a 50 FPS con V-sync attivo e pensare: "Sì, non è male, c'è dello stuttering ma ci posso convivere". Poi si attiva G-Sync e ci si sente decisamente poco ferrati. "A cosa stavo pensando? Questa è una differenza enorme. Come ho fatto sinora senza?".

Poi però vi ricordate che è una demo tecnologica. È chiaro che ciò che conta davvero è vedere l'impatto reale nei giochi. Siamo partiti da Arma III.

Abbiamo impostato Arma III a dettagli Ultra sulla nostra configurazione con GeForce GTX 770. Con il V-sync disattivato, abbiamo avuto un frame rate nell'ordine dei 40 o 50 FPS. Con V-sync abilitato, però, si è costretti a scendere a 30 FPS. Le prestazioni non sono abbastanza buone da vedere molte fluttuazioni tra 30 e 60 FPS. Invece, il frame rate della scheda viene solo castrato.

Dato che in passato non c'è mai stata una reale soluzione allo stuttering, ciò che vedete a schermo con G-Sync abilitato non è molto diverso, eccetto per le prestazioni effettive salgono tra 10 e 20 FPS in più. Il lag in ingresso dovrebbe scendere allo stesso modo, poiché non avete gli stessi frame visualizzati per scansioni multiple. Arma è molto meno frenetico di un sacco di altri giochi, perciò non abbiamo percepito molta latenza.

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Metro: Last Light, invece, rende l'influenza del G-Sync più chiara. Usando una GeForce GTX 770, il gioco può essere impostato a 1920×1080 con dettagli Very High e AF 16x, tessellation e motion blur "normali". Da qui è possibile modificare l'impostazione SSAA da 1x a 2x e a 3x per intaccare incrementalmente il frame rate. Abbiamo impostato il V-sync a 60 Hz e Fraps ci ha mostrato un frame rate sotto i 30 FPS con SSAA a 3x, mentre con SSAA disabilitato ci siamo avvicinati ai 60 FPS. In entrambi gli scenari lo stuttering e il lag erano evidenti. Disabilitando l'SSAA avrete un'ottima fluidità a 60 FPS fissi. Passando a SSAA 2x però, la variazione da 60 a 30 FPS rende un problema ogni fotogramma duplicato.

Questo è uno di quei giochi in cui avremmo disabilitato il V-sync, e semplicemente ignorato il tearing. Il G-Sync però fa svanire ogni problema. Non vi ritroverete ad attivare Fraps per trovare tracce di un calo sotto i 60 FPS che vi costringano a disattivare un altro dettaglio. Piuttosto, potete attivarne una ulteriore perché anche se scendete a 50 o persino 40 FPS, non avrete alcun tipo di stuttering.