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Game copier e mod chip per Nintendo: non c’è dibattito, è pirateria

Game copier e mod chip per console sono illegali se impiegati per far girare giochi pirata. Inutile girarci intorno e appellarsi al diritto alla "libertà d'uso". Il Tribunale di Milano ieri ha dato ragione a Nintendo nella ormai storica battaglia legale con PC Box, un noto importatore specializzato in accessori e componenti per console Wii e DS.

mod chip
Mod chip

È dal 2013 che si dibatte su una questione di lana caprina: ovvero se la vendita di game copier e mod chip sia illegale a causa del potenziale uso per scopi pirata. Nintendo ai tempi denunciò il negozio toscano presso il Tribunale di Milano, sezione specializzata in materia di proprietà intellettuale. Il Giudice chiese un parere alla Corte di giustizia UE.

L'obiettivo era "chiarire la portata della protezione giuridica di cui si può avvalere Nintendo ai sensi della direttiva sull'armonizzazione del diritto d'autore al fine di lottare contro l'elusione delle misure tecnologiche predisposte".

La questione di fondo è che i cosiddetti Mod chip possono essere usati correttamente, per far girare software indipendente, oppure scorrettamente per il gioco pirata. Nintendo sostiene che i dispositivi di PC Box siano diretti principalmente ad eludere le misure tecnologiche di protezione dei suoi giochi.

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I giudici europei nel 2014 riconobbero la legittimità dell'impiego di misure tecnologiche di protezione "destinate ad impedire o ad eliminare gli atti non autorizzati di riproduzione, di comunicazione, di messa a disposizione del pubblico o di distribuzione delle opere per i quali è richiesta l'autorizzazione del titolare di un diritto d'autore".

E invitò i giudici di Milano a "verificare se altre efficaci misure di protezione possano causare minori interferenze con le attività dei terzi o minori limitazioni di tali attività, pur fornendo una protezione analoga per i diritti del titolare".

Ieri il giudice ha stabilito che game copier e mod chip permettono l'elusione delle misure di protezione e che queste ultime sono adeguate e tutelate dalla legge italiana sul copyright.

"Importare e rivendere dispositivi illegali per l'elusione di misure tecnologiche è illegale ai sensi della legge italiana e i rivenditori possono dover affrontare condanne penali, sanzioni e pesanti risarcimenti. Nintendo consiglia ai suoi clienti di 'non sovvenzionare la pirateria acquistando o rivendendo tali dispositivi', conclude la nota ufficiale Nintendo.