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Google Stadia, nuova prova in attesa della recensione

Siamo ormai vicinissimi al lancio di Google Stadia, la piattaforma streaming dell’azienda di Mountain View che si pone l’ambizioso obbiettivo di inaugurare un nuovo tipo di mercato, quello legato completamente al digitale, eliminando di fatto tutte le tracce di hardware dai nostri salotti. Stadia è infatti un software che si appoggia alla potenza di calcolo dei server Google, i quali permetteranno agli utenti di riprodurre i loro giochi preferiti alla massima risoluzione possibile comodamente dal divano di caso – a patto di avere una connessione di un certo tipo, ma ne parliamo fra poco.

In questi mesi Stadia è stato uno degli argomenti sui quali abbiamo insistito di più: in primis per la potenziale importanta del servizio, e in secondo luogo perché le notizie sono state e saranno moltissime. Il prodotto uscirà domani per coloro i quali hanno preordinato al Founders Edition, ma sappiamo bene che l’esperienza sarà in continua evoluzione, sia per quanto concerne i giochi disponibili sia per le funzionalità che verranno aggiunte nei mesi a venire.

Proprio in vista del lancio siamo stati invitati da Google nei suoi uffici per milanesi per toccare con mano la versione “definitiva” di Stadia: abbiamo potuto esplorare la libreria, apprezzarne grafica e layout e siamo finalmente riusciti a mettere un po’ sotto stress il sistema, “saltando” da un dispositivo all’altro. L’occasione si è rivelata perfetta anche per impugnare nuovamente il Pad esclusivo di Google e giocare finalmente a Gylt, ad oggi l’unica esclusiva di Stadia sviluppata dai ragazzi di Tequila Works.

Insomma se nelle settimane a venire vi racconteremo davvero tutto su Google Stadia, questa è l’occasione giusta per approfondire qualche dettaglio in più e farsi un’idea quanto più precisa in vista del lancio del servizio. Ecco dunque il nostro racconto dell’ora passata in compagnia di Google Stadia.

Il futuro secondo Stadia

Nella stanzetta a nostra disposizione avevamo in dotazione tutto il necessario: una TV di ultima generazione, uno smartphone, un laptop, il controller di Stadia e una connessione estremamente performante, una wi-fi dalla velocità di 1gb. Se per quanto riguarda la velocità della banda c’è ben poco da dire, è invece stato molto interessante verificare stabilità e dinamicità del servizio, cercando di capire se le ottime premesse verranno poi effettivamente confermate dalla versione finale di Stadia.

Per questo motivo, dopo aver fatto un breve giro nella libreria – layout molto semplice: slide di box nella parte basse e gioco selezionato sulla sfondo – ecco che entriamo nel vivo dell’azione. Scegliamo Gylt, l’esclusiva di Tequila Work, e iniziamo una sessione di gioco che interromperemo però diverse volte. La prima cosa che ci teniamo a sottolineare è come Stadia, usufruendo di una connessione come quella sopracitata, sia veramente granitica nelle prestazioni. Mai un’incertezza o una sbavatura, il frame rate è stabile e la risoluzione non perde mai colpi. A questo punto, decidiamo di fare sul serio: posiamo il controller collegato al televisore e impugnamo quello connesso allo smartphone; in una frazione di secondo la sessione di gioco si sposta sul dispositivo portatile, facendoci riprendere esattamente dal punto in cui avevamo interrotto. Proviamo allora a fare la stessa cosa con il laptop, e il risultato è lo stesso. Siamo rimasti molto sorpresi di come Stadia effettivamente renda possibili transizioni immediate di questo tipo, senza compromettere la qualità dell’esperienza. L’unica scocciatura per ora è rappresentata dal fatto che i controller andranno connessi tramite cavo a PC e smartphone, ma Google dichiara di essere già al lavoro per risolvere il problema – che non è da poco, se consideriamo che uno dei mantra di Stadia è l’accessibilità.

Google Stadia

Ad ogni modo, non potendo sperimentare la resa su diverse connessioni, ciò che abbiamo visto in termini di performance è sbalorditivo. Anche Destiny 2, per esempio, si è mostrato in grande forma, con caricamenti praticamente inesistenti e imput lag tendente allo zero. C’è molta curiosità per capire se Stadia si comporterà così anche fra le mure domestiche, e se il risultato dovesse confermarsi, allora si potrebbe veramente parlare d’ingresso nel futuro. Peccato solo per la libreria, ad oggi abbastanza risicata, ma che è destinata comunque ad ampliarsi a dismisura.

Dal punto di vista tecnico quindi Stadia sembrerebbe essere una certezza; a questa solidità di prestazione si aggiunge anche un aspetto della libreria molto intuitivo e per nulla articolato, anche se siamo curiosi di scoprire come si evolverà con l’aumentare dei contenuti. Chiudiamo infine con un accenno alla qualità del controller, di cui vi avevamo già parlato nel corso della Gamescom 2019. I materiali utilizzati di Google sono sicuramente di buon livello e il feedback al tatto è molto positivo. Anche in questo caso il layout è semplice, quasi minimale, e molto familiare per i giocatori abituati ad utilizzare periferiche simili. Siamo sicuri che Stadia voglia intercettare un pubblico molto ampio, e un controller semplice e d’impatto può aiutare ad abbattere alcune delle barriere d’ingresso al servizio.

Google Stadia Pure White+ Night Blue Controller

Gylt, l’esclusiva che non ti aspetti

Piacevole sorpresa è stata la possibilità di toccare con mano per la prima volta Gylt, l’esclusiva di Google Stadia sviluppata da Tequila Works, la quale si è rivelata essere un prodotto di tutto rispetto, capace di regalare qualche spunto interessante. Gylt è di fatto un “Hide and seek game”, ovvero un gioco in cui la dinamica del “nascondino” è quella principale. Nascondersi dai nemici, esplorare l’ambiente e scoprire nuovi elementi di trama saranno le azioni principali compiute dalla protagonista: il setting è quello di un’esperienza tenebrosa dal look cartoonesco, arricchita però da tematiche molto attuali e importanti, come per esempio il bullismo. Nella breve demo che abbiamo provato lo scopo era quello di esplorare una scuola abbandonata, popolata da mostri ripugnanti prodotti dall’oscurità. Per sfuggire dalle loro grinfie potevamo nasconderci, oppure eliminarli usando un fascio di luce molto potente.

Non abbiamo avuto molto tempo per approfondire il gameplay e la componente narrativa, ma questo “first look” ci ha dato l’impressione di avere a che fare con una produzione di tutto rispetto, in grado di ritagliarsi spazio nella sua nicchia di riferimento. Siamo infatti curiosi di capire quali altri elementi di gameplay verranno messi a disposizione del giocatore e come la storia si evolverà con lo scorrere degli eventi.

GYLT  Google Stadia

Nell’attesa di poterci quindi dedicare al 100% a Google Stadia, questo “faccia a faccia” con il servizio poco prima della sua uscita è stato assai gradito. Abbiamo, di fatto, visto tutto quello che Stadia avrà da offrire al day one, dalle prestazione al controller, passando per l’utilizzo su più dispositivi. Rimane, lo ripetiamo, da snodare il dubbio legato a prestazione/connessione, ma questa è una tematica che approfondiremo molto nelle prossime settimane.

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