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Grande varietà di colpi

Pagina 3: Grande varietà di colpi

Grande varietà di colpi

Come nel secondo episodio, anche in questo caso si possono eseguire colpi in back spin, in top spin e piatti, oltre che pallonetti. La differenza è che ora si può fare punto praticamente con ogni tipologia di colpo, il che rende il gioco ancora più realistico. Per chi non conoscesse le differenze tra i vari effetti dei colpi, ecco una breve spiegazione.

Backspin o back

Il "back" si esegue con un movimento dall’alto verso il basso che causa lo scorrimento della palla sull’intero piatto corde. La palla prende quindi un effetto all’indietro che causa un rimbalzo più basso, spesso anche a sinistra o a destra a seconda della mano usata del giocatore, e una traiettoria più lenta, che permette di avere più tempo in caso di un colpo difensivo. È più efficace con il rovescio, a livello professionale il back di dritto si vede rarissimamente e solo per eseguire palle corte.

Uno dei migliori esecutori è Federer che, diversamente da molti altri giocatori, carica molto il colpo spostando in avanti il peso del corpo e trasformandolo da difensivo a offensivo.

Il back si può usare sia come difesa, per avere più tempo per ritrovare una buona posizione in campo, che come attacco. La tattica "chip and charge" si basa solitamente su un rovescio in back molto anticipato, eseguito correndo in avanti e che sia il più lungo e angolato possibile. Il tennista "segue" il colpo a rete cercando poi di chiudere il punto con un colpo al volo.

Colpo piatto e top spin

Il colpo piatto ha una traiettoria con una curva meno esasperata, è veloce, potente ma non imprime grandi rotazioni alla palla, che quindi rimbalza ad altezza media, ovvero dove è più facile rispondere. Per inciso, le palle più dure da colpire e da attaccare sono quelle ad altezza spalla e quelle molto basse. Tra i più terrificanti dritti piatti del circuito ci sono quelli di Gonzales e di Federer.

Il colpo in top spin prevede una particolare impugnatura della racchetta. Per esempio Nadal esegue il suo temuto dritto mancino in topspin partendo con la racchetta "parallela" al suolo e terminando l’esecuzione dietro la schiena, o "spazzolandosi i capelli", come dicono alcuni. Nadal ottiene così una rotazione di circa 5.000 giri al minuto che causa un rimbalzo alto e sporchissimo, letale soprattutto contro i rovesci a una mano – lo sa bene un certo Federer.

Nel tennis vero, normalmente i giocatori non scelgono se tirare in top o piatto a seconda dell’occasione. Scelgono invece l’uno o l’altro stile e colpiscono quasi sempre in quel modo. I commentatori di tennis chiamano i giocatori che tirano sempre in topspin esasperato "arrotini".

Il ritorno del gioco al volo

Il colpo al volo è una specialità sempre meno praticata nel circuito professionistico. Le moderne racchette infatti permettono di tirare cannonate da fondo campo e di chiudere i colpi senza fare un passo avanti, quindi perché stancarsi? I giocatori specializzati in volée normalmente eseguono la strategia del "Serve and volley", ovvero dopo un servizio particolarmente tagliato e insidioso corrono verso la rete e si giocano il punto con colpi al volo, spesso acrobatici. Se volete farvi un’idea di questo tipo di gioco, tra i migliori esecutori c’è il francese Llodra. Tra i migliori esecutori del passato, Edberg e Mc Enroe.

Tornando a Top Spin 3, diversamente dal predecessore in questa versione il gioco a rete è decisamente praticabile e anche vincente. Anzi, a volte fin troppo irreale, con scambi furiosi a pochi centimetri di distanza. Si tratta comunque di una novità piacevole, siccome nel secondo capitolo il gioco da fondo era nettamente superiore di quello di rete.