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The Great Ace Attorney Chronicles | Recensione

Nel nostro primo approccio a The Great Ace Attorney Chronicles non potevamo che confermare quanto di buono ci fosse nella trasposizione dei prequel di tutta la serie targata Capcom. Certo, prequel è una parola grossa considerando che parliamo di decenni di distanza, ma per quanto possa sembrare uno stretch è vero che questa duologia a cavallo tra Giappone feudale e Inghilterra non è altro che il racconto dell’evoluzione del sistema giudiziario, di come e cosa voglia dire rappresentare la giustizia in se e per sé. Procuratori, avvocati, investigatori: tutto ha un punto di inizio e delle grandi imprese che ne scolpiscono la memoria nelle generazioni a venire.

The Great Ace Attorney Chronicles è un racconto tra i secoli e i valori, un punto politico tanto quanto sociale. Amicizia, accordi e desideri si fondono in una narrazione che fin dai primi titoli del marchio Capcom è sempre stata equilibrata sulle virtù piuttosto che sui cavilli della legge. Nelle aule di Ace Attorney vale il codice penale ma anche quello morale ed etico, tanto che sono i legami tra le parti coinvolte nei casi a fare la differenza. Quindi, dato che parliamo di una serie comunque molto vecchia e non tutti hanno avuto modo di averne a che fare (nonostante ci sia una raccolta già pubblicata su attuale generazione), The Great Ace Attorney Chronicles rappresenta un ottimo punto da cui partire per apprezzare Ace Attorney nel suo complesso, anzi forse lo si potrebbe apprezzare ancora di più visto come la “Volontà degli Avvocati” si potrà collegare tra tutti i protagonisti consecutivi per un bellissimo effetto da eredità che trascende il tempo.

Ace Attorney Chronicles

L’Inghilterra in trasferta

Al centro delle vicende passate c’è Ryunosuke Naruhodo, un nome che magari può dire poco a noi italiani ma che in realtà riprende ben due elementi diversi: il primo, il cognome, è il classico riferimento tipico di Phoenix Wright, dove “Wright” rimandava a “Giusto” o “Ho capito”, la stessa traduzione di Naruhodo che in Giapponese significa letteralmente “Comprendo”. Il secondo riferimento è però il più importante, poiché Ryunosuke è l’unione dei kanji che costituiscono i nomi originali di Apollo Justice e Phoenix Wright, i due futuri discendenti di Ryunosuke. Questo “trivia” sul personaggio può sembrare un semplice elemento di contorno, tuttavia è molto significativo se consideriamo quanto Ryunosuke incarni perfettamente quelli che poi saranno i pregi dei suoi futuri eredi: sincerità, forte senso di giustizia, credere nel proprio protetto e dare valore a coloro che si stimano. Più di tutto, The Great Ace Attorney è la storia di come la personalità di Ryunosuke venga a scontrarsi con un mondo che lascerebbe indietro i tipi onesti come lui, dove la corruzione che dilaga tra le strade e la politica è molto più importante di un giovanotto uscito fuori dal lontano Giappone.

Un percorso, davvero impervio quello per lo studente di legge mandato all’estero, tanto che alle volte vi ritroverete in prima persona a sentirvi colpiti dagli ostacoli che si pareranno davanti a Ryunosuke. E i due giochi in questa collezione non ci vanno neanche troppo leggeri: i primi due casi del titolo iniziale sono vitali, tosti e con conseguenze così serie che potremo accostare ai casi chiave degli ultimi due titoli della carriera di Wright. Il che è un buon inizio per un titolo che offre tutta una serie di belle situazioni da giallo tradizionale con una punta di differenza tra oriente e occidente, non a caso invitando il giocatore a prendere parte al duello d’intelletto con Herlock Sholmes e il suo fidato assistente.

Certo magari i nomi non saranno fedeli alla figura che tutti conosciamo, ma la scrittura e la caratterizzazione del personaggio di Capcom sono da manuale, anche grazie agli sforzi creativi da parte dell’iconico Kazuya Nuri che già citavamo nell’anteprima. Una delle attrattive maggiori, e i veterani dei tribunali virtuali lo sanno, è sempre stata quella di vedere che tipo di persone sarebbero potute comparire sul banco dei testimoni, e anche qui The Great Ace Attorney Chronicles non delude mai. Ogni volta vi ritroverete davanti dei tizi così assurdi e divertenti da farvi strappare sicuramente qualche risata nei momenti più tranquilli, e alle volte qualche maledizione quando dovrete stare a rendere conto della loro stranezza e allo stesso tempo trovare un filo logico nelle loro azioni. Compito non sempre facile, come intuibile, anche perché alle volte vi ritroverete dei tizi così folli da essere indecifrabili se non ascoltando molto attentamente i loro dialoghi sia in tribunale che durante l’investigazione. La soddisfazione arriva però quando il vostro pressing si farà talmente forte da farli disperare: momento clou dei processi di Ace Attorney e dove è possibile ammirare come Kazuya Nuri sfrutti il character design non solo in termini estetici, ma anche nel fondere vestiario, animazioni e storytelling visivo. In parole povere, un piacere per gli occhi a ogni caso.

Cambia la legge, cambia l’uomo

Nulla di tutto questo potrebbe succedere se non ci fosse un accurato sistema giudiziario che permetta al nostro Naruhodo di esercitare la propria bravura e teatralità. In generale Ace Attorney non ha mai difettato sotto questo punto di vista, tanto è vero che da molti è ritenuto come uno dei titoli che hanno rivoluzionato la forma base delle visual novel. Il fascino testuale rimane intatto e al cuore dell’operazione, tuttavia col passare dei capitoli si è sempre cercato di aggiungere dove si poteva alcuni elementi d’interazione sempre più presenti. Come ultimo arrivato, The Great Ace Attorney Chronicles è quello con più cose da fare durante la lettura, tra esame delle dichiarazioni dei testimoni, analisi delle prove in 3D e investigazione in prima persona in stile punta e clicca, stavolta ancora più ricca e dettagliata grazie alla potenza delle console attuali. Più di tutto però è nel tribunale che arrivano le grosse novità, partendo dalla possibilità di interrogare più testimoni insieme e sfruttarne le aperture al volo fino a doversi confrontare con la giuria della legislatura inglese.

Ace Attorney Chronicles

I processi diventano via via sempre più complessi e con fasi moderatamente lunghe, richiedendo però sempre più ingegno e l’accettazione che alcuni collegamenti logici che potrete fare nell’immediato richiedano invece dei passaggi aggiuntivi per arrivare a una conclusione. Gioie e dolori del dover cercare nuovi casi da far risolvere ai giocatori dopo una decina di titoli e spin-off, ma venendo a patti con qualche frustrazione qui e lì avrete generalmente un’esperienza positiva (tenete sempre i salvataggi sotto mano). E poi, se proprio volete mettere il pilota automatico, passate alla Modalità Storia e non pensate più a nulla.

A nostro giudizio, in qualsiasi modo vogliate vivere Ace Attorney, è importante che percepiate la difficoltà di dover vincere un processo contro ogni probabilità, non tanto da intendere nel senso di “sfida da videogioco” quanto come sfida concreta di una persona totalmente estranea (Ryunosuke e voi) che si ritrova a dover lottare contro il modo di vedere determinate cose di un paese. Lottare contro la corruzione e la criminalità, alle volte evidente e alle volte ancora più nascosta di quanto ci si possa aspettare. I processi di The Great Ace Attorney Chronicles, come quelli di tutta la serie, sono da vivere sul filo di un rasoio che continua ad affilarsi, tanto è vero che le scelte sbagliate potrebbero costarvi il caso. Ma è rimanendo risoluti anche quando la logica viene ostacolata dall’inganno che si riesce a raggiungere la verità dietro ogni accusa, una verità che dovrete sudarvi azionando il cervello e tenendolo in moto fino a raggiungere la soddisfazione di dire “Obiezione!” e sentire la stupenda colonna sonora cambiare totalmente tono a vostro favore. Scriverlo a parole fa sembrare tutto questo fin troppo schematico, quasi vacuo, ma è proprio quel momento in cui rivoltate il caso a essere la scintilla che tiene in vita la bellissima fiamma di questo franchise.

Ace Attorney

L’unica barriera per la godibilità di questi due giochi, venduti a un prezzo stracciato considerato la loro durata e qualità, è la mancata localizzazione testuale che ci penalizza parecchio, o almeno penalizza il pubblico nostrano poco abituato a questi titoli. In genere ci teniamo a segnalare la presenza o l’assenza della localizzazione senza per forza decretarla come un difetto, come del resto non lo è qui in termini di critica obiettiva, tuttavia non bisogna sottovalutare quanto l’esercizio linguistico richiesto da The Great Ace Attorney sia molto oneroso per qualunque giocatore non sia abbastanza esperto, anche perché in virtù del character design vario alle volte i testi assumono forme che vanno ben oltre il comune parlato moderno.

E se a tutto questo aggiungiamo anche la condizione per cui le parole nei casi in tribunale devono essere comprese alla perfezione per poter rispondere correttamente, chi magari compie un banale errore di traduzione e non riesce a fare i collegamenti logici necessari si sentirà tagliato fuori da tutto il gioco per una barriera fin troppo spessa per essere rotta. Chiaramente chi vi scrive non ha provato quanto descritto, essendo abituato per lavoro a situazioni del genere, ma non nascondiamo che in alcuni momenti specifici abbiamo avuto difficoltà a procedere proprio per via di queste minuzie. Ed è un peccato, perché collezioni come queste dovrebbero essere un buonissimo punto di accesso per un nuovo tipo di pubblico, per accumulare consensi e far vedere quanto bello sia destreggiarsi nelle aule di tribunale. Invece per noi non è ancora arrivata questa occasione – anzi addirittura nella precedente collezione già tradotta la nostra lingua fu tolta – lasciando che The Great Ace Attorney Chronicles rimanga nella nicchia degli appassionati di sempre.

8.5

The Great Ace Attorney Chronicles – PS4


The Great Ace Attorney Chronicles è semplicemente una collezione imperdibile venduta a un prezzo onestissimo per la qualità con cui queste trasposizioni sono state proposte a noi occidentali. Due giochi dall'alto tasso di divertimento, mistero e adrenalina, forse il compendio più accurato di quella che è l'anima processuale e morale di Ace Attorney. Non c'è un singolo elemento fuori posto, il character design è ottimo quanto la colonna sonora e le novità al gameplay (appartenenti alle versioni originali) sono ben piazzate. Oltre qualche occasionale collegamento logico forse fin troppo tirato nella comprensibilità, l'unico peccato di The Great Ace Attorney Chronicles è il non avere la localizzazione testuale per diffondersi a un pubblico che lo amerebbe di certo.

Pro

  • Due titoli a un prezzo conveniente
  • Storia e character design stellari, come sempre
  • Tante novità al gameplay

Contro

  • Qualche caso tira molto la corta sui nessi logici tra le prove
  • L'assenza di localizzazione testuale può rappresentare uno scoglio fin troppo alto
8.5