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GreedFall Anteprima, il barocco RPG di Spiders

In occasione del What's Next di Focus Home Interactive tenutosi a Parigi, scopriamo Greedfall, un particolare RPG artisticamente al XVII secolo.

GreedFall, nella sua interezza, è un’ambientazione e una storia giustapposte tra il furore dell’esplorazione e del colonialismo, lasciando i giocatori liberi di esplorare un mondo fantasy artisticamente ispirato al nostro XVII secolo dove la reputazione, la diplomazia, l’acciaio delle lame e la stregoneria sono utilizzati in egual misura. Nel corso del What’s Next di Focus Home Interactive a Parigi ho avuto modo di vedere più da vicino questo curioso action-RPG grazie a una sessione hands off e farmi un’idea delle sue potenzialità.

Lo studio di sviluppo Spiders non è certo nuovo nell’ambiente, avendo già pubblicato Bound by Flame e The Technomancer: in particolare con quest’ultimo ho notato alcune cose in comune non tanto nell’ambientazione – ovviamente agli antipodi – quanto piuttosto nelle premesse contenutistiche. Sveliamo subito l’elefante nella stanza, GreedFall non è all’ultimo grido in fatto di grafica ma non c’è alcuna regola scritta a dirci che un gioco debba essere un flop se non ci permette di contare le faccette dentali del protagonista ogni volta che apre bocca. Potrebbe avere molto altro per cui merita attenzione e, di fatto, sembra essere così: rispetto allo scorso anno quando l’impressione non era stata fra le migliori, questa volta Spiders ha mostrato le sue carte migliori promettendo una generosa dose di contenuti che spazia da aspetti più sottili come la diplomazia e le relazioni fra le diverse fazioni che abitano Teer Fradee (l’isola dove trascorreremo buona parte del nostro tempo) e possono influenzare l’andamento della partita tanto quanto esserne influenzate, fino a un sistema di combattimento piuttosto approfondito e una personalizzazione altrettanto ricca grazie a diversi rami di abilità.

Questo e molto altro ci aspetta in GreedFall ma il mio timore è che rischi di seguire lo stesso percorso di The Technomancer, implementando così tanti aspetti da rischiare di preferite la quantità alla qualità. Se un comparto grafico un po’ datato può essere giustificato da un budget più ridotto rispetto a sviluppatori più grandi e con publisher altisonanti alle spalle, lo stesso non si potrebbe dire nel caso in cui il nuovo gioco di Spiders rischiasse di fare il passo più lungo della gamba. Per ora sono soltanto dubbi basati sulla precedente esperienza con The Technomancer, che si era dimostrato un buon gioco sebbene minato proprio dalla natura grezza di molte sue caratteristiche, e certamente una prova hands off non aiuta a farsi un’idea molto precisa, ma GreedFall ha dalla sua un’ispirazione barocca unica e molto interessante che potrebbe giocare a favore. Lo stesso Outward di recente pubblicazione, pur dimostrando di poter fare molto di più sotto il profilo grafico, si è rivelato un RPG piacevole da giocare grazie alla sua struttura solida e una longevità assicurata.

Riguardo alla trama, il giocatore veste i panni di De Sardet, un nobile (o una nobile, in quanto sarà possibile scegliere il sesso del personaggio) facente parte della Congregation of Merchants e chiamato a investigare sulla recente diffusione di un morbo noto come Malichor che sta mettendo in ginocchio il sovraffollato Vecchio Mondo. Nel tentativo di trovare una cura, salpa verso Teer Fradee assieme al cugino Constantin e al maestro d’armi Kurt, sua fedele guardia del corpo. L’isola, ricca di magia naturale, è divisa dalla lotta per il potere combattuta tra le diverse fazioni che ho menzionato in precedenza.

Nello specifico contiamo tre nazioni, due gilde e i nativi di Teer Fradee: la Congregation of Merchants è una nazione basata sullo scambio commerciale e controllata da principi mercanti (uno di questi è il padre di Constantin), che sfruttano le proprie ricchezze per aumentare il loro potere e benessere; la Bridge Alliance è una fazione dedicata principalmente alla scienza, cerca sempre di comprendere il mondo, chi lo vive e le dinamiche che lo muovono, convinti che la conoscenza sia alla base del potere; la Coin Guard è la principale gilda di mercenari del vecchio continente. Soldati, guardie del corpo, assassini prezzolati, maestri d’armi, sono tutti ingaggiati da nazioni e persone altolocate per le loro capacità guerriere; Thélème è invece una nazione dove chi utilizza la magia rappresenta tanto il potere religioso quanto quello politico e la loro missione è diffondere il verbo convertendo con la forza gli isolani alla loro religione monoteista; i Nauts rappresentano l’unica gilda di navigatori in grado di attraversare il mare aperto e su questo prosperano, aiutando le altre fazioni a sfidare le onde; infine vengono gli isolani, altresì detti Yecht Fradí nella lingua nativa (fortemente ispirata al gaelico), originali abitanti dell’isola di Teer Fradee che pur non essendo considerati una fazione di per sé vivono tutti in armonia con la natura, che considerano sacra – alcuni a un livello tanto profondo da poter evocare creature. Con la crescente colonizzazione dal Vecchio Mondo devono decidere se considerare gli stranieri nemici o alleati.

La demo ci ha dato un assaggio di alcune delle caratteristiche del gioco nella cittadina portuale di Sérène, dove De Sardet si reca per trovare il cugino e salpare con lui alla volta di Terr Fradee. Preso “in custodia” da alcuni criminali, al giocatore sarà data la scelta di come approcciare la situazione, se con la diplomazia o la violenza: nel caso in questione il talento del protagonista non era sufficiente per un convincimento, perciò si è dovuti cedere alla loro richiesta di soldi, ma come ci hanno mostrato gli sviluppatori non era necessariamente l’unica soluzione praticabile. Evitando il dialogo avremmo potuto infiltrarci nell’edificio dov’era rinchiuso Constantin e liberarlo, a patto di avere abbastanza abilità nello scassinamento da ovviare alla mancanza della chiave. Insomma le possibilità non mancano ma sono strettamente legate alla crescita del personaggio, distribuita fra tre alberi principali di abilità: combattimento, agli attributi e ai talenti, questi ultimi indispensabili per non ridurre tutta la nostra dialettica a una mazza calata con violenza sulla prima testa che ci capita a tiro.

Proprio quando tutto sembra essere pronto per la partenza, un mostro di dimensioni notevoli sfonda la fiancata della nave dov’era rinchiuso e attacca il gruppo composto da De Sardet, Consantin e Kurt. Perfetta occasione per conoscere un po’ il sistema di combattimento di GreedFall, che affonda le sue radici nello scontro in tempo reale con l’opzione della pausa tattica per eseguire comandi specifici, come in Dragon Age o The Witcher. De Sardet ha la capacità di brandire qualunque arma nel gioco nonché la possibilità di passare tra due set differenti. Nelle tipologie sono incluse mazze a una mano, spade corte, claymore, armi a pietra focaia e altro ancora. Anche la magia è prevista nel pacchetto, permettendoci l’uso di incantesimi di luce e ombra capaci di infliggere danni enormi a più nemici, una cura di gruppo per sé e i compagni, e altre configurazioni che non sono state mostrate durante l’esecuzione della demo. Perché De Sardet abbia tale capacita, o cosa significa il marchio nero sul lato sinistro del volto, è un mistero che gli sviluppatori hanno deciso di lasciare tale nonostante la curiosità.

Visivamente, ogni colpo e sparo nel corso del combattimento mi è parso intenzionale, scandito da pause deliberate che hanno dettato un ritmo distinto per ogni scontro. Pur se non dichiarato esplicitamente, ho assistito ad alterazioni di stato fra il protagonista e i nemici, come ad esempio atterramenti e stordimenti, che suggeriscono una certa complessità di fondo pronta per essere sfruttata a dovere.

La prima parte della demo si è conclusa con l’abbattimento della creatura, ci siamo poi spostati nell’insediamento di New Sérène sull’isola per proseguire con la missione principale e fare la conoscenza, in un’altra cittadina, tanto dei fanatici religiosi quanto dei nativi. Abbiamo assistito in prima persona ai metodi brutali usata da quella che non è nulla di meno di un’inquisizione, il cui capo – o quantomeno una figura di spicco – ha strangolato un nativo davanti ai nostri occhi reo di non aver accettato l’imposizione di un’unica divinità, mentre su un palco allestito per l’esecuzione bruciava una delle creature menzionate in precedenza e il cui sguardo mi è parso da subito incredibilmente umano. Avere con noi una dei nativi in quel momento, una donna di nome Siora, ha acceso subito l’ostilità fra De Sardet e lo sconosciuto, culminato in uno scontro nel momento in cui ha rifiutato a sua volta di piegarsi e accettare l’unico Dio. Questo ha portato a uno scontro senza mezzi termini e a un calo della reputazione all’interno dell’insediamento. È stato quindi confermato da Spiders che la presenza di determinati compagni di squadra potrebbe minare o favorire gli equilibri all’interno di un determinato contesto, aspetto già visto e apprezzato ad esempio in Mass Effect, dando così a GreedFall un’ulteriore sfumatura che spero possa essere sfruttata al meglio.

Arrivati a questo punto, Greedfall ha mostrato di avere un tratto distintivo dei RPG occidentali negli ultimi anni: dialoghi a risposta multipla ed enfasi sulle conseguenze narrative delle scelte sia grandi sia piccole. Al giocatore viene data l’opportunità di risolvere le missioni in vari modi, con opzioni di dialogo bloccate da determinati requisiti statistici. Per quanto ho potuto vedere nella mezz’ora e oltre di demo, ogni linea di dialogo è doppiata e diretta con competenza. Il design dei personaggi risulta molto curato, capace di comunicare le differenze legittime tra le fazioni tanto dal punto di vista audio quanto video.

Nel complesso, il nuovo gioco di Spiders presenta un mondo familiare incentrato sul fantasy, narrativamente che esteticamente ricco e ispirato a pietre miliari della cultura non soltanto videoludica. Spiders ha avuto il tempo di perfezionarsi nel tempo ed è proprio per questo che mi auguro sia stato in grado di cogliere il problema che affliggeva soprattutto The Technomancer, ovvero che quantità spesso non è sinonimo di qualità e anzi, rischia di portare a un risultato dove tutto è sviluppato in modo grezzo pur di farlo rientrare nel gioco finale. Combinando però il suo design barocco con il cuore pulsante di un RPG d’azione, un combattimento ben studiato e le conseguenze narrative, GreedFall allo stato attuale è un titolo interessante da tenere d’occhio nel corso del 2019 – entro cui è prevista la sua uscita su PlayStation 4, Xbox One e PC.

In attesa di GreedFall vi consigliamo di provare Outward.