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GRID, abbiamo provato il reboot della saga automobilistica firmata Codemasters

Abbiamo provato per circa un'oretta, il reboot di Grid, celebre saga automobilistica targata Codemasters. Ecco le nostre impressioni!

Se c’è una serie automobilistica arcade che ha lasciato bellissimi ricordi durante la passata generazione, riuscendo a coniugare divertimento e sfide all’ultima curva, quella è sicuramente GRID di Codemasters. Dopo l’ultimo capitolo della serie uscito nel 2014, GRID Autosport, l’azienda britannica torna con GRID, un simil-reboot che punta a mescolare una serie di meccaniche dei capitoli precedenti, amalgamandole per cercare di realizzare il GRID definitivo. Sarà davvero così?

Abbiamo avuto la possibilità di provare per un’ora intera una build in sviluppo del gioco, testando diverse modalità e spulciando i vari menu offerti dalla corposa demo che oltre ad averci divertito, ha anche evidenziato tanti aspetti positivi di quello che si prospetta essere il gioco di corse dell’autunno, anche se, chiaramente, c’è ancora qualcosa da sistemare.

Gare senza freni

GRID offre tre modalità classiche ben distinte: il gioco libero, la carriera e l’immancabile multigiocatore. Per ovvie ragioni, l’online non lo abbiamo potuto provare, ma almeno ci ha dato l’opportunità di testare in maniera decisamente approfondita qualche aspetto della carriera, che offre decine di gare, tutte diverse tra loro e con diversi obiettivi da raggiungere.

Si perché esattamente come nei precedenti GRID, ogni gara e ogni campionato offre la possibilità di superare e completare delle sfide e degli obiettivi che possono essere di arrivare semplicemente sul podio, piuttosto che riuscire a completare la gara in un determinato tempo. Completare ognuna di esse consente di ottenere punti esperienza per salire di livello e ottenere stemmi, crediti per acquistare le vetture e altre ricompense legate alla personalizzazione del proprio profilo pilota.

Per darvi un’idea concreta di quante gare ci siano nella carriera, vi diciamo che la stessa è suddivisa in sette categorie: Touring, Stock, Tuner, GT, Fernando Alonso, Invitational e Grid World Series. Ciascuna di esse ha più di venti eventi, tra campionati e gare, da completare. Le categorie si differenziano per tipologia e classe di veicolo, oltre che per una difficoltà sempre più elevata che si adatta a quella già altamente personalizzabile delle impostazioni.

Tra i numerosi eventi che abbiamo provato, ci è capitato di testare principalmente due modalità, la semplice gara e l’attacco al tempo, più conosciuto come Time Attack. Nel primo caso è semplice, per vincere basta arrivare primi, mentre nella seconda tipologia occorre ottenere il miglior tempo sul giro rispetto agli altri concorrenti.

Le piste dove si svolgono queste manifestazioni spaziano tra circuiti popolari come Silverstone, Sepang o Indianapolis fino a circuiti cittadini dal calibro di Barcellona, Havana e San Francisco, ognuno con varianti da utilizzare per mutare le gare che si affrontano. Anche le auto sono numerose, tra Ferrari come la F430, l’Aston Martin Vintage GTE, l’Alfa Romeo 155 TS, l’Audi RS 1:1 e la BMW E30, c’è solo l’imbarazzo della scelta, soprattutto se si considera che qualunque auto può essere personalizzata con le livree e con l’assetto preferito.

Vi diciamo subito che non è presente il meteo dinamico, ma è possibile affrontare alcune sfide con un meteo pre-impostato. Aspettatevi quindi gare a cielo terso, in notturna o sotto la pioggia e relative differenze legate alla fisica e alle condizioni del tracciato. Sia chiaro, non parliamo di un titolo simulativo, anzi, GRID è un arcade, ma ciò non ha impedito a Codemasters di lavorare comunque sul comportamento delle vetture.

Non pensate, quindi, di affrontare le curve a massima velocità credendo di rimbalzare sui guardrail, ma al contrario, occorre dosare con pazienza acceleratore e freno in maniera intelligente e senza osare troppo nei sorpassi. Questo perché l’intelligenza artificiale è abbastanza aggressiva e non ci pensa due volte a buttarvi fuori strada, anche se abbiamo constatato qualche piccolo errore in alcune curve, dove si generavano ingorghi improvvisi da parte degli altri concorrenti gestiti dalla I.A. Questo è dovuto molto probabilmente a un codice di gioco piuttosto arretrato e non ancora ottimizzato, testimonianza del fatto che la situazione si è creata solo un paio di volte e in determinate condizioni, soprattutto se si considera che la stessa è stata studiata in maniera tale da essere imperfetta e non estremamente precisa in ogni tracciato, come è giusto che sia.

Quando l’estetica conta

Il titolo automobilistico di Codemasters non vuole rimanere indietro nemmeno sulla parte puramente tecnica. GRID ama farsi vedere e ascoltare, grazie a un campionamento dei suoni davvero ben fatto che riprende, in parte, il già ottimo lavoro effettuato su Dirt Rally 2.0 e Formula 1 2019.

Dal punto di vista grafico parliamo sicuramente di un prodotto di qualità, anche grazie all’ottimo EGO Engine che vuole essere godibile senza essere necessariamente strabiliante nell’impatto visivo. Possiamo sicuramente dirvi che sia le ambientazioni che le vetture sono ben riprodotte e l’attenzione nei particolari sicuramente non manca, a partire dai riflessi sul vetro, fino ad arrivare alle scintille delle collisioni e gli interni delle singole auto.

Verdetto preliminare

GRID da l’impressione di essere un gioco di corse assolutamente solido sia tecnicamente che a livello di gameplay. Codemasters promette di regalarci decine di ore di gioco di quello che sembra essere un graditissimo ritorno di una delle serie racing più varie del panorama videoludico. Occorre però sistemare alcune piccole problematiche legate alle collisioni e all’intelligenza articiale, realisticamente imperfetta ma con alcuni deficit sulle curve, ma confidiamo che per ottobre il titolo possa essere sistemato e pronto a presentarsi al pubblico come l’esperienza racing arcade più soddisfacente e divertente dell’anno.