PlayStation 4

GRID | Recensione


GRID – PS4
Genere
Simulatore di guida
Piattaforma
PS4, Xbox One, PC
Sviluppatore
Codemasters
Editore
Codemasters
Data di Uscita
11/10/2019

Nel 2008, ben più di dieci anni fa, faceva capolino sulle nostre console e PC Race Driver: GRID. Un simulatore di guida che si approcciava all’automobilismo sportivo puntando sulla spettacolarità delle corse grazie all’ottima rappresentazione dei danni, un gameplay arcade ma non troppo e l’inedita meccanica dei flashback che permetteva di “riavvolgere” la partita agli istanti precedenti. Il titolo sviluppato da Codemasters è stato quindi un successo, dando inizio a una serie che conta anche due seguiti.

Si torna a correre con GRID

A cinque anni di distanza dall’ultimo capitolo è finalmente il momento di scaldare nuovamente i motori e giocare a GRID sulla nostra fidata PlayStation 4. Il nome non è un refuso ma segna appunto il ritorno della saga alle origini. È quindi bastato il download relativamente rapido di 10GB di dati per poter avviare il gioco e, nonostante una lunghissima installazione, provare pad alla mano questo reboot.

Come prevedibile, la modalità Carriera è in realtà un susseguirsi di 104 eventi divisi in più categorie basate sul tipo di auto da guidare. Nulla di paragonabile al “cugino” F1 2019, sempre pubblicato da Codemasters, ma in tutta onestà non si sente la necessità di una progressione simile. Anzi, i crediti che si guadagnano dopo ogni corsa e che servono per poter acquistare nuovi veicoli da aggiungere al proprio garage in parte limitano l’avanzamento. A volte si vorrebbe semplicemente partecipare a un evento ma prima bisogna racimolare il denaro necessario per compare un’automobile di quella categoria.

Abbiamo comunque a disposizione più di 70 quattro ruote divise principalmente in Touring, Stock, Tuner e GT. A ciò si aggiunge un’ulteriore suddivisione basata sulla potenza e il periodo storico. Per farla breve, il comportamento di una Dodge Charger elaborata è completamente diverso da quella di una Golf GTI. Per comprendere al meglio la fisica del gioco abbiamo perciò disattivato totalmente i tre aiuti fondamentali: il controllo di trazione, di stabilità e l’ABS. Il loro impatto non è indifferente, siamo infatti passati dal guidare un “docile pony” a un “puledro impazzito”, tuttavia il solo uso dello stick analogico e dei grilletti del controller è stato più che sufficiente per riuscire a controllare qualsiasi tipo di macchina.

GRID

GRID ha infatti un ottimo gameplay che richiede impegno nel dosare con attenzione acceleratore e freno e nell’evitare sterzate brusche. Inchiodare all’improvviso porta l’auto a perdere trazione e a curvare a destra o a sinistra mentre dare troppo gas all’uscita di una curva conduce irrimediabilmente al testacoda. Ogni automobile, in base poi al tipo di trazione, peso e potenza, accentua o diminuisce questi comportamenti. Non siamo però davanti a gioco totalmente simulativo ma, al contrario, GRID permette di andare un po’ più veloce dove non si potrebbe e di non rallentare troppo con una derapata, dandoci inoltre la possibilità di tornare indietro nel tempo di qualche secondo per correggere i nostri errori.

È però impegnativo e questo è il punto forte dell’intera esperienza. Alla massima difficoltà e senza aiuti la pressione degli avversari quando si è in testa si fa sentire, mentre se si è nelle retrovie non è sempre facile sorpassare. In realtà è comunque abbastanza semplice abusare della logica da autoscontro di GRID: il gioco ci spinge infatti a essere aggressivi, dato che il sistema di danneggiamento del veicolo è molto permissivo. Sbattere su un muro, senza esagerare, porta a deformazioni estetiche della carrozzeria – ben riprodotte a onor del vero – ma nessun danno meccanico in grado di influire sulla stabilità e la velocità del veicolo. Ciò diventa particolarmente evidente quando si guida un auto da Formula 1, nella fattispecie la Renault R26, e nonostante i gravi urti la corsa continua tranquillamente.

GRID

Non si tratta però di un difetto, anche se, ovviamente, c’è chi avrebbe preferito guasti e avarie più impattanti sul gameplay. La natura di GRID è proprio questa, concentrare la teatralità di una gara in pochi giri, piuttosto che rappresentarla nelle sue sfaccettature più tecniche. Per questo, l’intelligenza artificiale che guida gli avversari e anche il nostro compagno di squadra si basa su centinaia di possibili combinazioni dei parametri che rendono ogni pilota più aggressivo oppure maggiormente cauto. Comportamento che è applicato dinamicamente ogni volta che si corre e rende ogni gara diversa dalle altre. Infatti, l’effetto “trenino”, tipico dei giochi di guida, in GRID è molto ridotto: non mancano le occasioni in cui si riesce a superare più rivali in un sol colpo ma in linea generale si nota come combattono anche fra loro per ottenere una posizione migliore. Inoltre andare a sbattere contro un’altra auto violentemente, in modo volontario o meno, può rendere quel guidatore la nostra nemesi che dovrebbe renderlo più irruento nei nostri confronti. Dovrebbe perché, a conti fatti, quando ciò avviene ci è parso abbastanza semplice tenerlo sotto controllo, nonostante qualche volta cercasse di colpirci per farci sbandare.

Ciò che infatti ci è piaciuto di meno di GRID è che anche a difficile non è complesso ottenere la pole position o raggiungere la testa della corsa e mantenerla, in parte vanificando le discrete capacità dell’intelligenza artificiale, perfino partendo dall’ultima posizione – 16 è il numero massimo di piloti per gara. Si può quindi considerare l’intero lato single player come un enorme tutorial per imparare a guidare e sbloccare varie tipologie di auto prima di buttarsi nella modalità multigiocatore, che consente sempre fino a 16 giocatori di correre online nel proprio evento personalizzato. La personalizzazione dell’alter ego o dei veicoli – che devono accontentarsi “solo” di molte livree a cui è possibile variare la colorazione – lascia però spazio al proprio biglietto da visita virtuale da decorare con skin, trofei e colori da sbloccare avanzando negli eventi della Carriera.

Difetti a parte, GRID è comunque un gioco davvero corposo ricco non solo di veicoli ma anche di circuiti su cui correre. Abbiamo 12 differenti ambientazioni che vanno dall’Europa all’America fino all’Asia, per un totale di più di 80 percorsi disponibili. Grande assente il Nürburgring Nordschleife, l’iconico tracciato tedesco, ma al suo posto abbiamo un’ampia scelta come il circuito malese di Sepang, le tortuose strade giapponesi ricche di tornanti, i circuiti cittadini di San Francisco e Barcellona e altre luoghi in Cina, Gran Bretagna, Cuba e Australia. Inoltre, è possibile impostare l’orario della corsa e il meteo, aggiungendo ancora più varietà.

GRID

Il problema più grave di tutto il gioco riguarda però l’estetica del gioco. È fondamentale sottolineare che ci abbiamo giocato su PlayStation 4, quindi tali considerazioni valgono solo per questa console. GRID ha una resa grafica veramente deficitaria e non a livello di effetti visivi e framerate, ma anzi si è puntato soprattutto su quest’ultimo aspetto riducendo drasticamente la risoluzione di rendering. Il singolo fotogramma è infatti generato a risoluzione relativamente bassa, dando un aspetto sgranato all’intera immagine, che tanti effetti di sfocatura cercano di nascondere. Bisogna però ammettere che la cura riposta nei modelli dei veicoli è alta, sia all’esterno che all’interno, e la deformazione della carrozzeria, con eventuali spaccature delle parti in plastica o dei vetri e raschi vari, è abbastanza credibile.

Buone nonostante tutto anche le ombre, che diventano sempre più sgranate all’aumentare della distanza della telecamera, i riflessi sulle carrozzerie, seppur non manchi qualche piccolo artefatto grafico, e la pioggia. Molto meno convincenti invece le texture di ciò che sta attorno alla nostra auto, che risultano poco definite per non impattare sul carico di lavoro della PS4. Per fortuna gli scenari risultano ricchi di dettagli e l’illuminazione, specialmente quella notturna, riescono a dare una leggera spinta in avanti all’intero comparto grafico.

Nel complesso GRID è quindi un titolo di corse automobilistiche abbastanza simulativo che però non disdegna un po’ di sana spettacolarità e sportellate che lo rendono caciarone e divertente da giocare pur richiedendo una certa abilità nell’usare i pochi tasti richiesti. Purtroppo, la versione console da noi provata non rende giustizia alla gran mole di contenuti e alla versatilità dell’IA che muove gli altri piloti.

Iniziate a scalare i motori, GRID per PlayStation 4 è già disponibile su Amazon.

GRID – PS4

GRID è l’ultimo capitolo della omonima e ormai storica saga di videogiochi automobilistici ideata da Codemasters che unisce un gameplay “facile da imparare ma difficile da padroneggiare”, tipico dei giochi di guida simulativi, alla vena altamente arcade del gioco che ci spinge a osare sempre di più a ogni curva.

7.5
7.5

Verdetto

GRID è un gioco ricco di contenuti in grado di accontentare sia chi vuole un'esperienza di gioco più facilitata dagli aiuti di guida sia chi vuole un po' di pepe nel mantenere il controllo della propria vettura con il controller non dimenticandosi però che fare a sportellate è la norma e anche l'intelligenza artificiale lo sa. I piloti avversari sono infatti combattivi e hanno un comportamento diverso fra loro, rendendo ogni corsa differente. La difficoltà non è però generalmente alta ed è piuttosto facile arrivare primi a ogni gara. Inoltre, almeno su PS4, la resa grafica è davvero carente a causa di un forte aliasing malamente nascosto da una forte sfocatura dell'immagine.

Pro

- Molti contenuti fra veicoli e circuiti.
- Il modello di guida richiede pratica per padroneggiarlo.
- La vena arcade fatta di sportellate e derapate è ben inserita.
- Ogni pilota si comporta in modo abbastanza diverso.

Contro

- Anche alle difficoltà maggiori è molto semplice vincere.
- Qualche glitch grafico ogni tanto.
- Su PS4 la grafica è scarsa.