Nintendo Switch

Grimvalor | Recensione, da mobile a Nintendo Switch


Grimvalor – Nintendo Switch
Genere
Metroidvania
Piattaforma
Nintendo Switch
Sviluppatore
Direlight Games
Data di Uscita
07/04/2020

Sono sempre di più i titoli a passare dalle console tradizionali al mobile, un lungo ed incessante emigrare di videogiochi che ha segnato profondamente il panorama videoludico negli ultimi anni. Tra questi possiamo trovare sia opere di primissimo piano ma appartenenti al passato, come ad esempio Castlevania Symphony of the Night, che titoli decisamente più recenti come XCOM 2. Se il viale che porta a smartphone e tablet è quindi decisamente florido, lo stesso non si può purtroppo dire del percorso inverso, con le opere che hanno fatto il grande salto da mobile a console che si possono quasi contare sulle dita di una mano. A provare a invertire questa tendenza e a tentare di imporsi anche sul completamente diverso mercato delle piattaforme di gioco tradizionali è questa volta Grimvalor, metroidvania che si è assestato senza troppi problemi nel 2018 come uno dei più interessanti titoli per mobile. Sarà riuscito però il titolo di Direlight a mantenere intatta la magia che gli ha permesso di essere una delle migliori esperienze su mobile anche su Nintendo Switch o il passaggio alla piccola ibrida di casa Nintendo si sarà rivelato fallimentare?

Grimvalor

Nihil sub sole novum

Grimvalor è un metroidvania dalle tinte dark fantasy estremamente classico: nei panni del solito potente ed anonimo eroe saremo infatti chiamati nell’arco di cinque differenti atti a salvare un mondo tenuto sotto ostaggio da un’oscura e altamente inflazionata presenza malvagia. A completare la sinossi alla base del titolo sono poi tutta una serie di altri cliché, vedi ad esempio i draghi sull’orlo dell’estinzione o il potente incantesimo spezzabile solo con un determinato oggetto. Aspettarsi una trama sensazionale da un titolo proveniente da mobile, dove le sessioni di gioco sono spesso e volentieri mordi e fuggi, sarebbe però stato decisamente sbagliato e, alla fine dei conti, Grimvalor riesce nella sua parvente anonimità narrativa a non deludere particolarmente. Il fatto che le informazioni siano poi spesso centellinate, seppur in confronto a opere come i Dark Souls Grimvalor sia fin troppo prolisso, aumenta poi l’alone di mistero, riuscendo ad intrigare il giocatore nella sua missione di salvataggio del mondo.

Grimvalor

Un parallelo, quello con le opere di From Software, decisamente doveroso, visti i numerosi richiami che il titolo di Direlight lancia alla celebre trilogia di action-gdr. Grimvalor si basa infatti su un sistema di gioco che prende veramente tanto dai più illustri titoli dello studio giapponese. Al posto dei falò abbiamo non a caso degli altari, che ricoprono la stessa funzione, mentre le fiaschette per la cura sono riproposte proprio pari passo con quelle dei Dark Souls. Anche il sistema di upgrade del personaggio è decisamente simile, con i giocatori che per far salire di livello il loro alter-ego digitale dovranno spendere presso gli altari sopracitati una valuta rilasciata dai nemici morenti. Unica variante rispetto ai Dark Souls è un sistema di morti decisamente meno punitivo, con le anime – qua conosciute come soul shards – che non vengono perse in caso di sconfitta. Una piccola divergenza, che non cambia però eccessivamente una natura sotto questo punto di vista profondamente derivativa.

Grimvalor: da mobile a Nintendo Switch

Anche per quanto riguarda la struttura di gioco Grimvalor è un metroidvania molto classico, sebbene la componente riesplorativa non sia eccessivamente legata all’acquisizione di nuovi poteri. Tolta la capacità di fare attacchi dall’alto, con la conseguente possibilità di aprirsi nuovi varchi nella mappa, il giocatore ha praticamente fin dall’inizio tutte le carte in regola per farsi strada tra i vari cunicoli architettati da Direlight e mettere così le mani sui tesori ghermiti nell’oscurità dei vari dungeon. Da esplorare in Grimvalor ce n’è comunque parecchio e gli amanti del genere non rimarranno quindi delusi: l’unica differenza rispetto ai canoni classici risiede infatti semplicemente nella possibilità, nella maggior parte dei casi, di addentrarsi praticamente ovunque già dai primi passi, limitando così di conseguenza la successiva necessità di back-tracking per raggiungere l’agognato 100%.

Grimvalor

La natura mobile di Grimvalor emerge in senso buono nel gameplay alla base dell’opera. I giocatori immessi nell’action-GDR di Direlight avranno a disposizione due differenti attacchi, leggero e pesante, con il primo che può essere utilizzato senza limitazioni di sorta, mentre il secondo necessita dell’utilizzo di una barra di energia.  Niente combo particolari o virtuosismi vari quindi: in Grimvalor la regola d’oro per aver la meglio degli avversari è spammare malamente loro contro attacchi leggeri a ripetizione, intervallati talvolta da qualche mazzata pesante per stordirli. Il che potrebbe sembrare fin troppo semplicistico, ma ad arricchire il panorama e a rendere il tutto più dinamico ed intrigante è il dash, qua presente in una forma praticamente illimitata. Grazie a questa particolare sinergia tra fughe improvvise e raffiche di colpi, Grimvalor si dota quindi di un gameplay decisamente veloce e adrenalinico che, nonostante una evidente semplicità di fondo, funziona dannatamente bene e riesce senza troppi problemi ad assuefare anche su Nintendo Switch. Tale dinamismo è riscontrabile anche nella fase esplorativa, con il nostro anonimo personaggio che tra dash, corse sui muri e doppio salto si sposterà come una scheggia impazzita tra i vari livelli di gioco, riuscendo a regalare anche sotto tale punto di vista un’esperienza decisamente gradevole.

Grimvalor

Degni di nota sono poi anche i vari scontri coi boss, che si dividono in Grimvalor in due categorie principali. La prima, costituita dai più tradizionali avversari di fine dungeon, e la seconda composta da tutta una serie di cacciatori che appariranno durante l’esplorazione, così come gli invasori di Dark Souls. I boss tradizionali non deludono fortunatamente in quanto a varietà e dinamismo degli scontri, riuscendo talvolta a rappresentare anche delle ardue sfide che non ricadono però mai nella frustrazione. L’unico neo di queste battaglie è riscontrabile nella natura eccessivamente tank dei nostri avversari, con alcuni boss che richiederanno di essere incessantemente mazzolati per diversi minuti prima di essere sconfitti. I cacciatori, invece, altro non sono che delle versioni più grosse e potenziate dei nemici base, che aumentano esponenzialmente l’imprevedibilità del nostro peregrinare nelle lande del titolo.

Qualche problema di troppo

Grimvalor non è però assolutamente esente da problemi e, anzi, alcuni di essi provengono proprio dalla iniziale natura mobile del titolo. L’opera di Direlight spesso non presenta infatti delle animazioni fluide e capita anzi di vedere il proprio personaggio fermo come un tronco di legno in qualche particolare sequenza. In alcuni sporadici frangenti il nostro eroi non si è poi rivelato in grado di colpire i nemici, il tutto probabilmente a causa della natura 2.5D del titolo. I modelli dei vari personaggi non sono poi il massimo e purtroppo anche il design delle varie ambientazioni non stupisce in positivo. Tolta qualche piccola eccezione è infatti veramente arduo per il giocatore distinguere le varie zone e sembrerà quindi di trovarsi praticamente sempre nei soliti due-tre scenari dall’inizio alla fine del gioco. Il level design, sebbene non sia il migliore mai visto prima, riesce invece fortunatamente ad assestarsi su un livello più che discreto e a non annoiare durante la decina scarsa di ore necessaria per portare a termine il titolo.

Grimvalor

Nel caso in cui vogliate poi scovare tutti i vari tesori e collezionabili nascosti all’interno del gioco, la longevità di Grimvalor aumenterà poi anche di diverse ore. A rendere l’offerta ancor più allettante sul piano contenutistico è infine la presenza sulla versione per Nintendo Switch dell’opera di una modalità New Game+, che permette di riaffrontare il titolo con il personaggio della precedente partita e con tutta una serie di nuovi ed agguerriti avversari.

Grimvalor – Nintendo Switch

Grimvalor è un metroidvania dark fantasy decisamente tradizionale in cui saremo chiamati a salvare il mondo da un’oscura presenza malvagia.

7.3
7.3

Verdetto

Grimvalor è un metroidvania dalle tematiche profondamente tradizionali, che riesce a divertire ed intrattenere grazie ad un sistema di gioco semplice ma estremamente dinamico. Il passaggio da mobile a Nintendo Switch non è però stato certamente indolore, ma alla fine dei conti l’opera di Direlight ha più di un motivo d’essere anche sulla piccola console nipponica. Un’ottima alternativa per gli amanti dei metroidvania quindi, seppur lungi dall’essere uno dei migliori esponenti del genere.

Pro

- Regala una decina d'ore senza stancare
- Gameplay dinamico e divertente

Contro

- La provenienza mobile si nota
- Un po' troppo anonimo