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Harley Quinn: dal Joker a quarto pilastro della DC Comics

Pagina 5: Harley Quinn: dal Joker a quarto pilastro della DC Comics

Harley Quinn è un personaggio che in oltre 25 anni di ruoli e storie è sempre stata al centro di un tira e molla tra spinte che la volevano indipendente e artefice delle proprie scelte e spinte contrarie che la vedevano profondamente assorbita nei giochi manipolatori del Joker.

La figura di Harley Quinn del resto non è facile da trattare, si parla di uno dei personaggi DC Comics più apprezzato dai fan fin dalla sua prima fortunata apparizione nella serie animata di Batman in cui la sua carriera come spalla comica e aiutante del Joker sarebbe dovuta essere passeggera. È un bel traguardo passare da personaggio nato quasi per caso – mentre Paul Dini malato a casa prendeva ispirazione guardando Arleen Sorkin in tv nella soap Il tempo della nostra vita – a quarto pilastro della linea editoriale dopo la Trinità – come sostiene anche Jim Lee si tratta del quarto pilastro.

Mad love

La storia di Harley Quinn per come la conosciamo nei fumetti ha origine nel 1994 dalle pagine di Batman: Amore Folle dagli autori Paul Dini e Bruce Timm che appena due anni prima avevano dato vita al personaggio per la serie animata, tuttavia debutta in maniera ufficiale nella continuity canonica fumettistica solo nel 1999 in Batman: Terra di Nessuno.

Harleen Quinzel, nella sua storia di origine, viene descritta da Batman e Alfred come una ragazza che non è mai stata moralmente integra, arrivando a prendere una laurea in psichiatria sfruttando le sue doti sensuali piuttosto che studiando. La folle infatuazione col Joker che non la degna di attenzioni e la maltratta fisicamente è stata spesso associata alla sindrome di Stoccolma, tuttavia Harley sembra più soffrire di un disturbo istrionico di personalità, ossia un disturbo di personalità caratterizzato da un'accentuata emotività, fatta trasparire esternamente con teatralità, e dal costante tentativo di catturare l'attenzione altrui agendo in modi seducenti.

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Affascinata dalle personalità estreme racchiuse nel manicomio di Arkham – e dalla possibilità anche di guadagnare con la scrittura di libri su casi così importanti -, dopo la laurea decide di entrare nella struttura come psichiatra e qui, dopo tre lunghi mesi, ottiene il lasciapassare per fare una sessione di analisi con il Joker. La scaltra nemesi di Batman inizia a ricostruire una storia di abusi e maltrattamenti infantili convincendo la giovane di essere di fronte a una povera anima torturata, una persona in cerca solo di amore e considerazione. Finisce così per innamorarsi del paziente e infrange le regole alla base del rapporto psicoterapeutico, quello che lo psichiatra Glen Gabbard ha definito violazione del setting.

HarleyQuinn

Nei videogiochi il personaggio di Harley Quinn passa per alcune interpretazioni che ricalcano in un certo senso il percorso a fumetti, ma in un caso particolare provano a invertire la sua storia d'origine. Nella serie di successo Batman: Arkham creata da Rocksteady il rapporto tra il Principe del crimine e Harley segue il processo di innamoramento della dottoressa fino a incarnare il caos e successivamente ad assumere toni dark.

Il capovolgimento è invece quello operato da Telltale Games in Batman: The Enemy Within dove né il Joker né Harley sono i personaggi che siamo abituati a vedere e dove i rapporti di forza sono invertiti.  Nella serie picchiaduro Injustice creata da NetherRealm Studios la caratterizzazione di Harley suggerisce che ha voltato pagina guadagnando anche un certo grado di eroismo che l'avvicina alla bat-famiglia.

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Il ruolo da antieroina se lo è guadagnato soprattutto negli ultimi anni grazie alle iniziative editoriali New 52 e Rinascita, in particolare con la lunga e proficua run degli sceneggiatori Amanda Conner e Jimmy Palmiotti. La testata mantiene sempre il suo carattere sopra le righe, senza risparmiarsi colpi brutali e fiumi di sangue, ma con un tocco di leggerezza rispetto a Suicide Squad.

Harley Rebirth

La sua evoluzione probabilmente non si sarebbe potuta realizzare se fosse rimasta a Gotham City, inghiottita dai soliti cliché e dal tormentato amore col Joker. La rinnovata vita di Harley a Coney Island beneficia non solo del distacco dal Joker e dall'intensificarsi dei rapporti con Poison Ivy, ma anche di tutta una serie di personaggi di supporto che le permettono da un certo punto di vista di compiere atti eroici che migliorano la vita nel quartiere.

Questa evoluzione che ha mandato alle stelle gli indici di gradimento sul personaggio è qualcosa che il film Suicide Squad di David Ayer non è riuscito a catturare in pieno, nonostante l'interpretazione di Margot Robbie sia stata fenomenale, è stata la scrittura del personaggio a trascinarla nuovamente in un passato che sembrava ormai superato. Una Harley Quinn sempre più protagonista è attesa però in Birds of Prey, film tutto al femminile che è previsto per il 2020. Sempre per il 2020 è previsto Suicide Squad 2.