PlayStation 4

Horizon Zero Dawn, il team di Killzone sfida gli action RPG

Una manciata di giorni fa, a circa due settimane dall'uscita di Horizon: Zero Dawn sul mercato mondiale, Sony ci ha invitati a prendere parte ad un evento legato alla prossima nuova IP di Guerrilla. Lo studio olandese, ormai famoso da più di una decade grazie alla serie Killzone, sorprese tutta l'industria videoludica quando un paio di anni fa, durante la conferenza Sony all'E3 2015, presentò la sua nuova opera.

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Horizon: Zero Dawn rappresenta un cambio di marcia inimmaginabile per uno studio abituato a sfornare FPS frenetici. Abbiamo avuto modo di parlare con Patrick Munnick, senior producer di Guerrilla, per scoprire qualche retroscena sullo sviluppo.

Prima di addentrarci nell'intervista, grazie alla possibilità offertaci di giocare al codice finale di Horizon per qualche ora, è il caso di fare l'ultimo punto della situazione sul titolo, in attesa del giudizio definitivo.

Il nuovo titolo in esclusiva per Playstation 4, che sta inanellando un colpaccio dopo l'altro negli ultimi mesi, risponde all'appello della definizione più classica di action-rpg. Questo si traduce, in termini di gameplay, in un mix di elementi che ricordano molto da vicino esponenti del genere come il recente The Witcher 3.

Non è un caso se la stessa Guerriglia ha scelto di affiancare ai membri storici del team, alcuni esponenti che annoverano nel proprio curriculum collaborazioni con Bethesda e CD Projekt Red. Ciò che infatti è possibile notare già dal prologo è la minuziosissima ricerca in termini narrativi.

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Non ci è chiaramente permesso – e mai lo avremmo fatto – darvi dettagli approfonditi su ciò che riguarda gli avvenimenti della storia di Aloy. Certo è dopo alcune ore passate in compagnia della rossa protagonista di Horizon, che ci sentiamo di poter affermare che, al netto di problemi di sviluppo narrativo nel proseguo dell'avventura, ciò che salta subito all'occhio e all'orecchio è un'incredibile ricerca dal punto di vista della trama.

Dimenticate tutto quel poco che si è visto nel corso degli scorsi mesi. Il mondo di Horizon è incredibilmente più articolato e governato da forze che vanno ben al di là delle semplici macchine che hanno preso il sopravvento sull'uomo.

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La lunga introduzione, suddivisa in due grandi quest principali, serve a lanciare nel calderone una serie di misteri che difficilmente verranno dipanati prima delle battute finali, ma che ci hanno lasciati con una fervente voglia di andare a fondo nella questione.

Parlando in termini puramente videoludici, l'esperienza è ciò che già avevamo assaporato in altre occasioni e che risponde ai dettami classici del genere.

Abbiamo una protagonista in grado di crescere di livello accumulando esperienza e, a fronte di questa crescita, aumenteranno le sue statistiche base ed acquisiremo una serie di punti esperienza da poter spendere su uno dei tre rami di abilità disponibili. Ognuna di queste risponde a diverse esigenze, che siano di natura combattiva, di esplorazione o capacità particolari.

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A fianco a questi elementi standard, troviamo un sistema di crafting più particolareggiato di quanto non si potesse credere. Durante l'esplorazione, e dopo l'uccisione di ogni macchina, sarà possibile raccogliere una serie di risorse che si accumuleranno nel nostro inventario. Aprendolo sarà possibile scegliere, nella sezione del crafting, come spendere le suddette risorse per creare una moltitudine di ricette, come munizioni e altri consumabili.

Restando sempre all'interno delle possibilità dateci dal menù di gioco, troviamo quella di navigare nella mappa – assurdamente più grande di quanto non si potesse imma3 ginare. Vi è inoltre un esaustivo bestiario con specifiche relative a punti deboli e risorse rilasciate da ogni singolo nemico.

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In ultimo una sezione totalmente dedicata alle quest: queste sono divise in una serie di categorie che vanno dalle principali – estremamente corpose e a loro volta suddivise in sotto quest – secondarie, e tutta una serie di incarichi di diverso genere, utili ad accumulare esperienza e sbloccare punti abilità.

Entrando nel merito delle quest – e attenendoci alle informazioni che siamo in grado di condividere con voi – crediamo sia possibile affermare che tutta la gestione dell'avanzamento sia nettamente ispirata a quello che è ormai il punto di riferimento del genere: The Witcher 3.

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Come detto prima, sia le quest principali, che quelle secondarie, non si riducono ad un semplice obiettivo o una richiesta. Spesso, almeno durante le prime ore ma non c'è motivo di credere sia diverso in seguito, ogni missione richiede la risoluzione di una serie di compiti che vanno dal raggiungimento di un luogo, fino all'abbattimento di uno specifico avversario.

Ogni quest è introdotta da una cutscene (non mancano scelte multiple e relative al karma), che sia essa principale o secondaria e, proprio questa cura per gli incarichi secondari, fa comprendere la voglia di narrare in qualsiasi situazione; Horizon è il tripudio della narrazione.

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Ogni gesto, ogni azione viene fatto secondo uno scopo utile alla trama e all'obiettivo di Aloy. Anche lì dove non ci sono filmati a spezzare l'azione c'è sempre un commento della protagonista, un aneddoto o una spiegazione di ciò che ci troviamo di fronte. Se insomma amate le storie, sappiate che Horizon ne ha sicuramente una da raccontare.

Per ciò che concerne i comandi ed il combat system, non ci distanziamo certo dai dettami ormai classici. Aloy cammina e corre tramite la pressione dell'analogico sinistro. Con i tasti frontali è possibile saltare e rotolare, mentre con i dorsali si gestiscono attacco leggero e pesante o si apre la ruota delle armi e si prende la mira per scoccare frecce.

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Non manca un pizzico di sezione platform, con mura da scalare o grotte da scoprire e una più che approfondita sezione stealth, gestita grazie all'aiuto di un marchingegno risalente al "tempo del metallo" (ricordiamo che Horizon è ambientato migliaia di anni dopo la nostra era, con gli essere umani ormai tornati alla vita nomade e basata su caccia e agricoltura).

Grazie a questo gadget è possibile analizzare l'ambiente e scoprire punti deboli e ronde delle macchine, così da pianificare aggiramenti e trappole utili a rendere innocui avversari altrimenti imbattibili. Tutto sembra girare bene, almeno nelle prime ore, con varietà e ricerca estremamente minuziosa.

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La speranza è che questa voglia di stupire resti prepotente per l'intera durata della campagna, scongiurando qualsiasi tipologia di ripetitività. Insidia sempre dietro l'angolo quando si tratta di un action-rpg.

Guerrilla sembra aver fatto tutto con l'obiettivo di entrare a forza nella storia del genere, magari non stabilendo dei nuovi standard, ma perfezionando e rendendo memorabile un'esperienza di questo tipo.

L'impressione che si ha giocando Horizon, è che tutto serva al fine di prendere l'ambiente profondo e iper immersivo di un'avventura alla Uncharted, ed instaurarlo all'interno di un genere storicamente destinato a non colpire per la ricerca del dettaglio, ma più per l'essere mastodontico.

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Laddove spesso si ricerca la longevità estrema e un numero spropositato di cose da fare, Horizon cerca la perfezione in quello che ha e sembra andarci pazzescamente vicino; senza rinunciare ad una campagna corposa e agli elementi storici dell'action-rpg.

Proprio quest'ultima osservazione si ritrova con prepotenza nell'aspetto tecnico. Horizon, sotto questo punto di vista, è semplicemente meraviglioso. Che giochiate su Playstation 4 o sulla sua sorella potenziata PRO, il titolo di Guerrilla rappresenta il culmine dell'esperienza tecnica maturata con Killzone.

Il Decima Engine esplode in un turbinio di colori, texture e modelli che lasciano veramente a bocca aperta. Su console non esiste nulla di talmente grande e bello come Horizon e, questo, fa ben capire perché lo stesso Hideo Kojima abbia scelto il team olandese per collaborare al motore dedicato al suo prossimo Death Stranding.

Concludiamo questo corposissimo provato riportandovi le domande e risposte scambiate con Patrick Munnick, senior producer di Guerriglia Games, che ci ha gentilmente risposto a domande anche un tantino scomode:

Come mai la scelta di avere un personaggio femminile come protagonista e a chi vi siete ispirati per Aloy?

aloyNon ci siamo realmente mai posti il problemi del sesso del protagonista. Sapevamo che Aloy era la nostra eroina fin da subito. Horizon doveva essere la sua storia ed è per questo che non esistono delle vere e proprie ispirazioni per il personaggio. Aloy è semplicemente Aloy ed è incredibilmente riuscita proprio per questo!

Quali altri media vi piacerebbe utilizzare in futuro per espandere il mondo di Horizon?

aloyIn realtà non abbiamo ancora pensato a questo aspetto. Abbiamo lavorato duramente per anni al fine di produrre un bellissimo videogioco, senza porci limiti, ma anche senza pensare a cos'altro ne sarebbe potuto scaturire. Ora siamo elettrizzati e nel pieno della promozione per l'uscita. Ciò che verrà in futuro è tutto da vedere. Al momento Horizon è un videogioco e intende restare tale.

Horizon rappresenta il raggiungimento di un processo di crescita passato anche tramite Killzone, o si tratta di un totale cambio di rotta per il team dopo più di un decennio di FPS?

aloyLa realizzazione di Horizon ha richiesto parecchi anni, durante i quali ci siamo trovati nella condizione di dover espandere il team. Trovare persone con dell'esperienza riguardo al genere action-rpg e cambiare totalmente il nostro modo di vedere lo sviluppo. Killzone è stato importantissimo per la nostra crescita, ma Horizon è senza dubbio una nuova sfida, un punto di arrivo e una maturazione del nostro processo di sviluppo. Credo che in Horizon potrete vedere quello che Guerrilla ha imparato sui videogiochi dalla sua apertura fino ad oggi!

Riguardo le velate critiche ricevute rispetto alla presunta mancata longevità del titolo in quanto RPG, c'è qualcosa che vorresti che l'utenza avesse "più chiara" riguardo al gioco? Sarebbe sbagliato definirlo più action che gioco di ruolo?

aloyHorizon è a tutti gli effetti un action-rpg. Quello che vorremmo fosse chiaro a tutti è che la nostra intenzione non era quella di creare solo un bellissimo gioco di ruolo. Avevamo una storia da raccontare e tutto nel gioco è al servizio di quella storia. Non credo che Horizon peccherà di longevità, ma soprattutto quello che resterà al giocatore è la sensazione di aver vissuto un incredibile viaggio. Era questa la nostra intenzione e credo che l'obiettivo sia stato centrato in pieno.

Collaborare con Hideo Kojima durante le fasi finali dello sviluppo, vi ha portati ad ascoltare qualche feedback ed eventualmente modificare o implementare qualche feature in Horizon?

aloyLa collaborazione con Kojima-san è un grande onore per Guerriglia e non potevamo chiedere di meglio. Questa però non ha intaccato in nessun modo lo sviluppo di Horizon. Nulla è stato aggiunto, tolto o modificato sotto suo consiglio.

Il gioco è in terza persona e su questo non ci sono dubbi. C'è la possibilità, in futuro, di vedere qualcosa relativo a Playstation VR all'interno del franchise?

aloyAl momento pensiamo all'uscita del gioco e a alla sua promozione. Non possiamo e non abbiamo intenzione di parlare di nulla di ciò che potrebbe arrivare in futuro.

Grazie mille della disponibilità e di aver risposto anche a qualche domanda spinosa. In bocca al lupo per il lancio.

aloy
(ride) Grazie a te!

 

Vi ricordiamo che Horizon arriverà nei negozio di tutta la penisola il primo di marzo in esclusiva su Playstation 4.

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