Nintendo Switch

Hyrule Warriors L’era Della Calamità | Anteprima

Fin dal momento in cui Hyrule Warriors L’era della Calamità è stato presentato da Nintendo, una pletora di quesiti si è fatta largo nelle nostre menti. Il primo capitolo, di questo peculiare ibrido fra Musou e action game, non era stato un esperimento fallimentare ma mai avremmo immaginato di vederlo riproposto in una veste così importante. Questo sequel, difatti, non si propone come un disimpegnato spin-off ma come una produzione che si innesti nell’universo creato attorno a The Legend Of Zelda Breath Of The Wild. Un obiettivo, indubbiamente, importante e per il quale ogni minimo errore potrebbe risultare fatale per la buona riuscita del gioco. Proprio per questo motivo, Nintendo ha voluto affiancare Eiji Aonuma ai ragazzi di Omega Force, per poter supervisionare l’operato e generare un prodotto che, seppur diametralmente opposto al genere originale, si riveli convincente. Noi, negli ultimi giorni, abbiamo speso un po’ di tempo assieme al titolo e vi possiamo dire che quanto visto fino a ora ci ha decisamente convinti.

Molti di voi avranno già visto i trailer rilasciati da Nintendo, così come avranno già provato la corposa demo rilasciata qualche settimana fa sull’eShop, e nel bene, o nel male, si saranno fatti un’idea di cosa sia Hyrule Warriors L’era della Calamità. Una produzione, apparentemente imprescindibile, per chiunque abbia giocato, o giocherà, a Breath Of The Wild, atta a smuovere fortissime emozioni a chiunque abbia amato quell’universo e ne vuole conoscere la triste genesi. Il titolo infatti, a differenza di quanto visto con il capitolo principale, fa della narrazione uno dei suoi punti di forza. Un fattore che, siamo sicuri, farà storcere il naso dei fan di vecchia data del genere, in quanto va a compiere un’opera di approfondimento che mai, prima d’ora, era stata fatta con la saga.  

Hyrule Warriors L’era della Calamità, infatti, inizia proprio durante l’apice dello scontro con la Calamità Ganon e vede un piccolo, e misterioso, guardiano viaggiare attraverso un portale temporale fino a giungere nel passato, quando ancora il regno di Hyrule si ergeva maestoso e verdeggiante. Qua incontrerà casualmente Link, Impa e Zelda che, una volta portatolo da Pruna, scopriranno il loro futuro… e il tragico destino che li attende. Questo avvenimento darà il via alla storia che vedrà i nostri eroi imbarcarsi in un viaggio alla ricerca dei quattro campioni e della, iconica, spada suprema. Non è questo il momento di rivelarvi se l’espediente del viaggio temporale si sia rivelata una scelta vincente o meno ma possiamo rassicurarvi che, nella decina di ore spese assieme a Hyrule Warriors L’era della Calamità, non abbiamo mai accusato la forte differenza di genere con il suo predecessore, trovandoci di fronte a un titolo sì diverso ma allo stesso tempo capace di innestarsi perfettamente in un universo narrativo che si apre a generi diversi di esperienze.

Il tema feroce della guerra, infatti, ben si sposa con il genere Musou proposto da Hyrule Warriors L’era della Calamità. Fra avamposti da conquistare e centinaia di nemici da trapassare a filo di spada, la caoticità del conflitto non avrebbe reso nella stessa maniera in un open world votato all’esplorazione. L’importante scommessa fatta da Nintendo e Omega Force, però, non può sorreggersi solo sulle meccaniche di gioco ridondanti del genere ed è per questo che la varietà viene offerta non solamente dal peculiare universo di gioco ma, soprattutto, dall’apporto di Eiji Aonuma e del suo team. Ecco quindi che nella confusione generale dell’azione di gioco iniziano a comparire missioni secondarie, segreti da scoprire e Kokiri nascosti in posti impensabili. 

L’esplorazione fa capolino, seppur in forma ridotta, in un genere che non ne ha mai fatto una delle sue peculiarità e, alla fine, le orde di nemici da falciare diventano una delle tessere, seppur predominante, di un mosaico molto più stratificato e appagante. In Hyrule Warriors L’era della Calamità, infatti, si raccolgono materiali, si consegnano ingredienti e si potenziano i personaggi. Compiendo attività secondarie si finisce per sbloccare dei servigi per gestire il nostro equipaggiamento o cucinare, seppur in versione molto più basilare rispetto al capitolo originale. 

Il tutto, però, sempre all’interno di uno scheletro da Musou, dove un combat system rapido e minimale si amalgama con una pletora di sfaccettature derivate da Breath Of the Wild, che lo colorano quanto basta per allontanarlo dalla ridondanza del genere. Oltre agli attacchi di base di ogni personaggio, che si compongono dei canonici leggero, pesante e speciale, si aggiunge la tavoletta Sheikah che cambierà i suoi poteri, e le sue peculiarità, in base al personaggio che la utilizza. 

Identificata con delle rune, infatti, la tavoletta permetterà ai vari personaggi di utilizzare delle varianti, maggiormente offensive, dei suoi poteri visti in Breath Of the Wild. Il risultato, unito alle peculiarità dei vari personaggi, permette di variare decorosamente il combat system portando il giocatore a effettuare dei minimi ragionamenti strategici in merito a cosa utilizzare per eliminare i vari boss, e mini boss, che si paleseranno sui vari campi di battaglia.

Se questo non bastasse, Hyrule Warriors L’era della Calamità riprende anche le mutazioni del terreno di gioco viste in Breath Of the Wild, oltre che la possibilità di utilizzare le armi perse dai nostri avversari. Ecco quindi che lanciare frecce di fuoco nell’erba alta, genera incendi che si riveleranno ottimi per controllare il campo di battaglia, così come le bacchette magiche fulmineranno gli avversari, stordendoli per qualche secondo. Se a tutto questo aggiungiamo, infine, piccoli dettagli come il ritorno della celebre paravela, che in questo particolare contesto caotico si adopera nel farci guadagnare qualche secondo di tranquillità sospesi dal suolo, capirete bene che Hyrule Warriors L’era della Calamità prova in tutti i modi a variare la formula dei Musou rendendola più affine alla storia che vuole raccontare. 

Eh già, perché come accennavamo in apertura, Hyrule Warriors L’era della Calamità punta davvero tantissimo sulla narrazione. Sono moltissime le cinematiche presenti nel titolo e tutte si prodigano nel colmare le mancanze, in termini di trama, del suo predecessore. Viene da sé, quindi, che si riveli pressoché indispensabile conoscere le vicende di Breath Of The Wild per godere appieno di tutti i dettagli, celati o meno, presenti nel titolo. Resta però molto apprezzabile lo sforzo fatto dal team di sviluppo di proporre una storia che, fino a ora, riesce a reggersi da sola, offrendo costanti spunti all’utente atti a incuriosirlo sullo scoprire il proseguo della storia. 

Tecnicamente parlando, infine, è ancora presto per lanciarsi in analisi dettagliate ma possiamo dirvi che quello che abbiamo visto finora ci ha completamente rapiti dal versante artistico, mentre ci ha lasciato parecchie perplessità da quello, meramente, tecnico. Proprio in merito a quest’ultimo non possiamo nascondere che i limiti tecnici di Nintendo Switch si palesano sovente tramite costanti pop-up di nemici e vistosi cali di frame rate quando le animazioni a schermo diventano troppo numerose. Imperfezioni che, però, non si mostrano in versione handheld dove un dettaglio grafico minore riesce a stabilizzare maggiormente l’intero comparto tecnico.

Sul versante artistico, però, Hyrule Warriors L’era della Calamità è una costante celebrazione a Breath Of The Wild. Hyrule, ancora viva e verdeggiante, è dannatamente evocativa e il poter conoscere le storie di personaggi quali i Campioni vale da solo il prezzo del biglietto. Senza contare la moltitudine di easter-egg, citazioni e riferimenti al gioco originale, sparpagliati qua e la dagli sviluppatori. Non resta altro che aspettare qualche giorno per darvi il nostro parere completo su un titolo che, molto probabilmente, si rivelerà l’ennesimo centro da parte di Nintendo.

Se non aspettate altro che il 20 Novembre per tornare a Hyrule, potete prenotare Hyrule Warriors L’era Della Calamità, qui.