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I migliori FPS competitivi da acquistare | Luglio 2020

Quali sono i migliori FPS competitivi? Negli scorsi articoli abbiamo esplorato svariati generi, da titoli fortemente incentrati sul racconto a produzioni contraddistinte da mappe enormi tutte da esplorare. Oggi vogliamo concentrarci su un genere molto caro ai videogiocatori più hardcore, ossia quello degli FPS competitivi, come dicevamo. Per cui senza ulteriori indugi, iniziamo subito.

I migliori FPS competitivi

Rainbow: Six Siege

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Come non cominciare da Rainbow Six Siege, sparatutto storico che è tornato alla ribalta a fine 2015, dopo varie sessioni di prova che hanno permesso all’utenza di farsi un’idea chiara. Analizzare l’intero percorso di questa produzione, dagli albori fino agli ultimi mesi, è un’impresa difficile ma allo stesso tempo affascinante. Il titolo firmato Ubisoft ha cambiato più volte faccia: si è espanso notevolmente aggiungendo mappe e operatori e, cosa più importante, ha letteralmete sfondato la scena Esport grazie a competizioni sparse nel mondo e ambientate in location incredibilmente sfarzose.

Dietro al successo di Siege, tuttavia, si nasconde anche un gameplay eccelso, non solo l’incredibile costanza della software sempre intenta a supportare il gioco dopo quasi 5 anni di esistenza. Il vero fiore all’occhiello della produzione lo si apprezza quindi proprio pad alla mano: il feeling è molto pesante, il gunplay trasmette ottime sensazioni e vi è anche una notevole distruttibilità ambientale capace di stravolgere le sorti dei match con assedi improvvisi. Certo, chiaramente vi sono dei limiti, ad esempio non è assolutamente possibile radere al suolo una mappa. Molte superfici sono però completamente abbattibili e non a caso vi sono numerosi operatori, molti dei quali da acquistare, con abilità incentrate proprio su tale caratteristica. Il gioco di squadra è poi fondamentale: insieme ad altri 4 amici sarà doveroso comunicare in cuffia, guardarsi alle spalle e coprire eventuali angoli scoperti. È un titolo che richiede nervi saldi, tanta pazienza e capacità con il controller, altrimenti non ne uscirete vittoriosi. A differenza di altri esponenti del genere, infatti, su tutti Call of Duty e Battlefield, o ci si concentra oppure è meglio lasciar perdere. Non è un titolo che sentirete l’urgenza di giocare a piccoli bocconi e magari in solitaria.

Altro motivo che ha permesso alla produzione di conquistare la scena, è la filosofia dietro il supporto e il rilascio di nuovi contenuti: Rainbow Six Siege, così come tanti altri FPS, annualmente vi mette a disposizione un season pass nuovo di zecca con l’aggiunta di nuovi operatori, accesso esclusivo alle nuove mappe e via discorrendo. Non vi è però nessun vantaggio reale che possa svantaggiare notevolmente gli altri: l’acquisto del season pass potrebbe farvi sentire dei giocatori vip, utenti dediti alla produzione e sempre in prima linea, ma anche gli altri potranno senza alcun problema comprare gli operatori e fruire dei nuovi contenuti. Nessun escluso, quindi, dal primo giorno fino all’ultimo. Un modello di businesses, questo, talmente funzionale che ha portato il team a fare lo stesso con altre produzioni, su tutte Tom Clancy’s The Division 2, fatta eccezione per l’enorme espansione ambientata a New York.

Inoltre, e qui concludo, oggi trovate Rainbow Six Siege a pochisssimi spicci, per cui vi consiglio caldamente di dargli un’occhiata.

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Call of Duty: Modern Warfare

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Dopo un paio d’anni trascorsi a brancolare nel buio con continui cambi di setting e timidi tentavi di abbracciare nuovamente il pubblico di un tempo, Activision si è decisa a far tornare in pista quel colosso stratosferico che risponde al nome di Modern Warfare, e l’ha fatto con un soft reboot eccezionale e contraddistinto da un gunplay finalmente capace di fronteggiare il rivale Battlefield.

A differenza di Rainbow Six Siege, Modern Warfare presenta anche una campagna in single-player decisamente spettacolare, seppur incapace di rivaleggiare quella del primissimo capitolo e di Black Ops. Cionostante il plot è interessante e inscena dall’inizio alla fine situazioni al cardiopalma uscite direttamente da hollywood; è l’equivalente di un Uncharted ma in prima persona. Storia a parte, comunque, convince tantissimo il lavoro di svecchiamento operato sul comparto grafico, sonoro e gunplay. Tre aspetti molto fermi e da troppi anni. Per quanto mi riguarda, quindi, Modern Warfare è il primo della classe, superando tutti gli altri capitoli rilasciati in precedenza.

Come non citare, inoltre, le modalità che più di tutte stanno a cuore alla community, ossia quelle multiplayer. Anche in questo caso il team di sviluppo ha dato una bella svecchiata ai canoni classici, presentando un level design dal respiro più ampio che, unito al discorso legato al rinnovato gunplay, rende questo multiplayer irrinunciabile. Ci sono poi svariate modalità online, sia cooperative che competitive, oltre che la neo introdotta modalità Battle Royale, disponibile tra altro anche separatamente e senza alcun costo aggiuntivo.

Insomma, Call of Duty: Modern Warfare è un titolo irrinunciabile per gli appassionati. Sta inoltre andando talmente bene da spingere la compagnia a rimandare l’annuncio del nuovo capitolo per paura di spezzare questo costante flusso di giocatori ed introiti. Prima o poi in ogni caso succederà: dovrà per forza esserci un nuovo Call of Duty ad attenderci al lancio delle nuove piattaforme.

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Battlefield V

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Sbagliando s’impara, ma talvolta non basta “semplicemente” rilasciare un buon prodotto per cancellare gli errori commessi. Dice, in particolare Electronic Arts, ne ha commesse anche troppe, per cui l’eccellenza visiva e ludica di Battlefield V non è bastata. Cionostante l’esperienza rientra di diritto in questo elenco, poiché capace di inscenare scontri bellici davvero meravigliosi, a partire dalla curiosa campagna. Battlefield V, infatti, contiene anche una modalità storia che vi mette nei panni di diversi soldati, facendovi sviscerare a fondo parte delle armi e dei velivoli, così da non farvi arrivare impreparati al comparto online del gioco, ancora una volta vero marchio di fabbrica della produzione. Una volta finita la campagna, quindi, ad attendervi troverete svariate modalità competitive, dal classico TDM, a conquista e Firestorm, il Battle-Royale di Battlefield V.

Se amate gli FPS e soprattutto vi piace immergervi in un bel contesto storico e bellico, non dovete andare oltre.

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Destiny 2

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Lo so, lo so, vi state chiedendo cosa ci faccia all’interno di questo elenco un gioco come Destiny 2. Beh, se da una parte è vero che il progetto è principalmente incentrato sulla cooperazione tra giocatori, dando il meglio di sé negli assalti e nelle incursioni, dall’altra il titolo risulta molto godibile anche in PVP, e questo perché il gunplay è stratosferico. Del resto, da uno studio – Bungie – che ha sempre lavorato FPS riuscitissimi, è difficile potesse accadere il contrario. E quindi, oggi disponibile anche gratuitamente seppur privo di espansioni, Destiny 2 è un FPS estremamente completo e sfaccettato, a partire da una campagna finalmente più gustosa e complessa, finendo per un comparto PVE e PVP appagante. Tenete a mente che, per fruire al meglio dell’esperienza, è consigliabile avere una cerchia di amici e appassionati, altrimenti le attività più soddisfacenti e riuscite del gioco non le potrete vivere al meglio, anche perché alcune sono sprovviste di matchmaking.

Inoltre, come vi raccontavamo anche all’interno di questo articolo, Destiny 2 sta per subire un rilancio grazie all’espansione Oltre la Luce, la quale dovrebbe farlo approdare anche su console di prossima generazione.

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Overwatch

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Concludo questa breve carrellata con una grandissima produzione sviluppata da Blizzard Entertainment: Overwatch. Rilasciato il 24 maggio 2016 e recentemente approdato anche su Nintendo Switch, questo curioso sparatutto in prima persona, pur essendo ormai scivolato addosso all’utenza – almeno in parte – ha ancora molto da dire. Se siete appassionati di FPS, infatti, troverete pane per i vostri denti, ma non aspettatevi un contesto realistico e quindi un gunplay pesante e veritiero. A livello stilistico, il gioco ricorda molto da vicino Team Fortress 2 di Valve, similitudine che ha portato, almeno in passato, alcuni giocatori a lamentarsene, accusando il titolo di avere una scarsa personalità. Critiche a parte, come FPS ve lo consiglio caldamente, considerando anche il prezzo al quale viene venduto oggigiorno.

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