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I migliori FPS di tutti i tempi per PC e console

Dopo avervi raccontato quali sono i migliori giochi del 2019, abbiamo deciso di racchiudere in un articolo quelli che sono i migliori FPS di tutti i tempi gettando però un occhio vigile soprattutto sulle produzioni degli ultimi anni. Ci sono titoli immortali, che hanno segnato l’industria e fatto da ispirazione per gli sparatutto in prima persona che sarebbero venuti dopo, ma il tempo non è sempre stato clemente con la loro attuale resa.

Non trattandosi interamente di una raccolta degli FPS più influenti della storia, per di più limitata ora a 25 titoli, vi diciamo subito che non ci saranno giochi come Wolfenstein 3D, Red Faction, o Medal of Honor a cui però riconosciamo i giusti meriti: Wolfenstein 3D si può considerare senza troppi giri di parole come il padre degli FPS, Red Faction con la tecnologia Geo-Mod ha mostrato cosa poteva fare la distruttibilità, mentre Medal of Honor, prima di Call of Duty, è stato tra i più fulgidi esempi di storie di guerra dal taglio hollywoodiano e non si può dimenticare la colonna sonora di Michael Giacchino.

I migliori FPS di tutti i tempi – in continuo aggiornamento

Abbiamo dovuto fare una scelta che coniugasse il nuovo con l’intramontabile, ma cercheremo, anche quando aggiorneremo la lista in base alle nuove uscite, di includere una buona rappresentanza di entrambi gli specchi del mercato videoludico e delle piattaforme di gioco. Per i nostri migliori FPS di tutti i tempi abbiamo adottato una definizione di First Person Shooter a maglie un poco più larghe ma non troppo: l’elemento principale è la visuale in prima persona, tuttavia la componente shooter deve essere predominante e significativa per la classificazione del gioco.

Insomma, non aspettatevi di trovare Deus Ex o Metroid: Prime, entrambi giochi assolutamente da provare almeno una volta nella vita, però esclusi dalla nostra lista. Il Deus Ex di Ion Storm potrebbe tranquillamente rientrare nei migliori giochi di ruolo di sempre e Metroid: Prime, capolavoro di Retro Studios, non mancherebbe come esponente di punta dei giochi d’avventura. Dopo avervi detto cosa non troverete, è tempo di iniziare con l’elenco dei migliori FPS di tutti i tempi

DOOM – PC, PS4, XBOX ONE, SWITCH

Il primo Doom risale al 1993, e se abbiamo detto che Wolfenstein 3D è il padre per ordine cronologico degli sparatutto in prima persona, Doom è colui che ne ha definito a lungo i connotati. L’esaltazione pura del gunplay trova nel reboot del 2016 la sua massima espressione, guarda al passato ma si carica di una forza tutta attuale. Non dimentica le origini, le adatta per un risultato eccellente.

L’azione frenetica asservita alla dominazione totale della mappa, l’esaltazione delle proprie capacità che si fanno strada anche a mani nude schiacciando e respingendo la carne dei demoni. DOOM inverte la rotta di quelle che sono le altre produzioni anche guardando al level design, certo la linearità resta, ma le ambientazioni recuperano ampiezza, segreti, elementi platform, verticalità.

Per farvi un’idea su ciò che offre il titolo, vi consigliamo di leggere la nostra recensione, dalla quale abbiamo estrapolato il verdetto finale:

Doom è un prodotto di altissima qualità capace di riportare alla gloria un genere di FPS sepolto e dimenticato da troppi anni. Se siete degli appassionati di sparatutto vi consigliamo vivamente l’acquisto, perché il ritmo frenetico vi terrà incollati allo schermo per ore. Gli unici aspetti negativi riscontrati riguardano il comparto multigiocatore, che risulta privo d’identità.

Call of Duty: Modern Warfare Remastered – PC, PS4, XBOX ONE

Nell’evoluzione di una serie tanto amata quanto punzecchiata come Call of Duty, esiste un prima Modern Warfare e un dopo il titolo di Infinity Ward. Essere un team con alle spalle già Medal of Honor: Allied Assault, CoD 1 e 2 significa aver raccontato a lungo la Seconda Guerra Mondiale, tema che iniziava a perdere interesse.

La rottura col passato per spostare il conflitto al presente è stata solo la prima delle scelte vincenti nel raccontare una storia senza cambi di fronte.

Call of Duty 4 è stato anche il primo gioco di IW in cui un team si è occupato soltanto del multiplayer per l’intera durata del progetto. I risultati? Una modalità multigiocatore con un sistema di crescita persistente, classi meno definite e ampia personalizzazione di armi e perk, tante mappe e diverse modalità per un’alta rigiocabilità.

Ecco cosa ne pensiamo della remastered nella nostra recensione:

Morte dall’alto al comando di un AC-130 per coprire le spalle ai compagni, la missione di infiltrazione guidati dal capitano MacMillan strisciando silenziosi con addosso la nostra ghillie per non farci scoprire e tutta la fase in attesa di recupero con il capitano ferito da portare sulle spalle e la strenua difesa intorno alla ruota panoramica di Pripyat, sono solo alcuni dei momenti significativi. La versione rimasterizzata non può che dare nuova linfa a un titolo che nonostante i quasi 10 anni alle spalle è ancora tra i più validi della serie. Il lavoro svolto da Raven Software è quasi impeccabile, con una cura attenta soprattutto agli effetti luce e atmosferici. Texture e modelli poligonali sono stati notevolmente migliorati e si può perdonare qualche piccola sbavatura. Anche il multiplayer rimane fedele all’originale, forse anche troppo, considerati i classici problemi di netcode, migrazioni di host e degli algoritmi di spawn che avrebbero avuto bisogno di qualche affinamento.

Destiny – PS3, PS4, XBOX 360, XBOX ONE

Mentre oggi spopola la formula dei Games as a Service, quando Destiny uscì nel 2014 il termine non aveva ancora fagocitato un determinato tipo di evoluzione dei contenuti. Lo sparatutto fantascientifico di Bungie rappresentava una novità difficile da catalogare: looter shooter diremmo oggi, se non altro uno sparatutto d’azione con un gunplay e un feeling delle armi invidiabile.

A distanza di anni Destiny rimane un gioco che ha costruito il suo successo anche grazie a modalità cooperative che né Destiny 2: I Rinnegati né altri titoli simili hanno saputo offrire come lui: Incursioni in ambientazioni evocative con boss temibili e meccaniche tra il platform e il puzzle che richiedevano grande concentrazione e lavoro di squadra. La costruzione di un alone mitico, di personaggi e leggende attraverso il Grimorio ne ha cesellato i contorni permettendo a certi immaginari di sopravvivere anche alle storie di un secondo capitolo.

Per saperne di più potete leggere la nostra recensione da cui abbiamo tratto il verdetto:

Un’opera visionaria in cui Bungie ha mescolato molte idee in maniera originale. Destiny è solo il punto di partenza di questo nuovo modo di vivere un esperienza videoludica. Siamo ancora distanti dal capolavoro che si cercava di far intendere prima della sua uscita però le basi ci sono tutte per poter affinare determinate meccaniche di gioco e rendere ancor più interessante questa nuova tipologia di sparatutto a mondo condiviso.

Halo: The Master Chief Collection – XBOX ONE, PC

Quando si tratta di Halo è sempre un compito difficile scegliere un solo titolo rappresentativo e visto che la Halo: The Master Chief Collection contiene sia Halo: Combat Evolved Anniversary che Halo 2 Anniversary – due tra i migliori della serie – ci è sembrata la scelta migliore includere questa raccolta.

In un unico “cofanetto” sono racchiusi i capitoli più iconici di Halo che hanno contribuito a ridefinire il genere fps su console. Per ora la collezione si è limitata a Xbox One, ma è in corso il porting dei titoli anche su PC ai quali si aggiungeranno anche la campagna di Halo 3: ODST e Halo: Reach, l’ultimo titolo sviluppato da Bungie.

Potete leggerne di più nella nostra recensione Xbox One:

Insomma, non chiamiamola semplice “collection dei quattro Halo”: grafica rivista per i primi capitoli, filmati compresi, audio rimasterizzato, nuove modalità di gioco per affrontare gli avvenimenti della storia, possibilità di rivivere i primi capitoli in co-op, extra e tutto l’universo multiplayer. Halo Master Chief Collection è un’ottima opportunità, per chi non si è ancora avvicinato al mondo di Halo, per questioni di età o di scelta, di entrare nell’universo di Master Chief, con ore e ore di gioco, in attesa di Halo 5: Guardians.

Rainbow Six: Siege – PC, PS4, XBOX ONE

La vita di Rainbow Six: Siege non sembrava destinata a durare a lungo dopo i primi mesi di attività dello sparatutto tattico targato Ubisoft, ma con una coraggiosa inversione di piani e un attento supporto volto sia a migliorare quanto già disponibile sia a portare nuovi contenuti attraverso le Stagioni, la lotta antiterrorismo è nella sua forma migliore.

Sono passati 4 anni: l’attuale stagione Burnt Horizon ha portato dall’Australia gli operatori del SASR Gridlock e Mozzie, una nuova mappa e mancano altri 6 operatori, le rivisitazioni di tre mappe, eventi e bilanciamenti costanti a completare l’anno 4. Oggi Rainbow Six: Siege non è solo un gioco apprezzatissimo da una community in espansione ma è un fenomeno anche di eSport. Sarà proprio l’Italia, nello specifico Milano, a ospitare la finale internazionale della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League nelle giornate del 18 e 19 maggio.

Overwatch – PC, PS4, XBOX ONE

Il successo di Overwatch è stato fin da subito trascinante nonostante l’idea di uno shooter a squadre non fosse nulla di così nuovo, eppure la formula trovata da Blizzard ha convinto: uno sparatutto colorato, divertente ma anche tattico da giocare, con un roster di 30 eroi suddivisi in ruoli. Un gioco accessibile ma che a livelli di intensità più alti richiede un’ottima conoscenza dei giusti counter, del tempismo e delle mappe di gioco tanto da meritarsi un posto nei migliori FPS.

L’unico gioco a non avere una vera e propria modalità storia da giocare, ma che si è costruito una narrazione forte attraverso media diversi dal videogioco come corti animati e fumetti. Un titolo in cui il fulcro sono gli eroi non solo in termini di gameplay ma anche di narrativa: un terreno sul quale i giocatori costruiscono le loro teorie, avanzano ipotesi e ricostruiscono storie.

Un estratto della nostra recensione può farvi capire di più le qualità del gioco:

Overwatch è un FPS dal gusto tradizionale ma dall’approccio moderno. La presenza di eroi dotati di numerosissime abilità trasforma il gameplay in un’esperienza fortemente collaborativa. Nonostante non si possa urlare alla rivoluzione del genere, Blizzard è riuscita a cogliere nel segno anche stavolta. […] Overwatch si vende molto bene. Certo, il titolo Blizzard è un po’ come i suoi personaggi: colorato, chiassoso e divertente ma non così originale come si vanta di essere. Rimane però un acquisto consigliatissimo per gli amanti degli FPS e per tutti i patiti del multiplayer a squadre.

Titanfall 2 – PC, PS4, XBOX ONE

Guardando puramente alle vendite, Titanfall 2 non può certo considerarsi un successo, tuttavia non esiste una formula matematica che associa automaticamente alle vendite la qualità di un titolo, anzi diciamo che non sono un indice da prendere come esempio di valore. Con l’arrivo di Apex Legends, il battle royale di Respawn Entertainment che ha messo a dura prova Fortnite, c’è stata anche una rivalutazione dello sparatutto fantascientifico che porta pur sempre i nomi dei papà che innovarono Call of Duty.

Titanfall 2, come il suo predecessore, del resto prova a fare qualcosa di diverso sia da Battlefield che da Call of Duty ai quali è stato avvicinato al lancio. Tra una campagna serrata e mai banale nelle interazioni, trovano spazio sezioni platform e puzzle bilanciate da esplosioni e azione che mantengono un buon ritmo. Il multiplayer è solido, pirotecnico anche se rispetto al single player gioca un po’ più sul sicuro ma si mantiene il cuore pulsante della produzione.

Wolfenstein II: The New Colossus – PC, PS4, XBOX ONE, SWITCH

Come DOOM, di cui abbiamo parlato qualche titolo fa, anche Wolfenstein ha intrapreso un cammino di rinnovamento senza dimenticarsi delle sue radici già a partire da The New Order. Con The New Colossus, MachineGames non ha voluto soltanto affidarsi a un gunplay sanguinolento e rodato, ma ha scavato nell’inconscio di William J. Blazkowicz cucendo un racconto più intimo e per questo più efficace nel puntare il dito sugli orrori di cui è capace l’essere umano, che sia un nazista o un padre violento e razzista.

Se Blazko è, nonostante gli acciacchi, in forma smagliante, è Frau Engel a catalizzare tutto l’odio che si può provare in appena una ventina di minuti di gioco complice il suo sadismo e una lacerante violenza che strappa ogni freno al giocatore. Un antagonista come sempre più di rado capita di vedere. Quasi come una cantilena si sente spesso dire che i giochi singleplayer sono morti. Nulla di più falso.

Potete leggere un estratto della nostra recensione per Nintendo Switch:

Wolfenstein 2: The New Colossus per Nintendo Switch si è rivelata una conversione curata e ben ottimizzata. L’ottimo lavoro svolto dai ragazzi di Panic Button offre una versione che, al netto di qualche compromesso tecnico obbligato, riesce a trasporre sul piccolo schermo di Switch lo spirito frenetico e l’ottimo gunplay offerto dalle versioni disponibili sulle altre piattaforme. Un prezzo di listino in linea con le uscite attuali e la totale assenza dei DLC fino a ora usciti, però, rendono meno appetibile l’offerta proposta a chiunque sia gia in possesso di una console di attuale generazione o di un PC da gaming. Per tutto i possessori della sola Switch, invece, non possiamo che consigliare l’acquisto di questo ottimo Shooter “vecchia scuola” a occhi chiusi.

Borderlands 2 – PC, PS3, PS4, XBOX 360, XBOX ONE

Borderlands è una molotov di irriverenza e goliardia che infiamma di divertimento qualsiasi sessione di gioco che lo vede protagonista. Una violenza accentuata, caricaturale che assume tratti ancora più stravaganti grazie al sapiente uso del cel-shading. Borderlands 2 è ritenuto da molti come il migliore capitolo della serie, capace anche a distanza di 7 anni di conquistare un nuovo record su Steam.

Mentre l’attesa per Borderlands 3 cresce e ticchetta come una bomba pronta ad esplodere all’avvicinarsi della data di uscita, Gearbox ha regalato ai fan l’Ultra HD Texture Pack per mettere piede su una Pandora mai vista come oggi: le texture sono state rimasterizzate in 4k, è stato migliorato l’antialiasing e si è perfezionata la qualità delle ombre dinamiche ad alta risoluzione.

Metro Exodus – PC, PS4, XBOX ONE

Nel 2010 lo sviluppatore ucraino 4A Games fece rivivere le pagine dell’autore Dmitrij Gluchovskij realizzando Metro 2033 e, in seguito, proseguì il viaggio di Ayrtom con Metro Last Light: due sparatutto in prima persona dalle tinte horror in cui le meccaniche survival e stealth si uniscono a un taglio narrativo che tiene sempre viva la tensione in un mondo post-apocalittico.

L’ultimo arrivato, Metro Exodus, mantiene intatta la sua capacità di tratteggiare un racconto più ampio partendo però dalle vicende che legano i protagonisti. Abbandonati gli oscuri cunicoli della Metro di Mosca e gli spazi angusti e angoscianti, l’apertura della mappa porta con sé anche qualche novità nel gameplay senza stravolgerlo.

Potete leggere un estratto della nostra recensione a cui vi rimandiamo per una lettura approfondita.

Metro Exodus è un ottimo esempio di come sia possibile integrare elementi nuovi pur preservando e dando maggior spicco ai tratti più caratteristici di una serie. La novità delle sezioni liberamente esplorabili ha aggiunto quantità e varietà all’offerta, permettendo agli sviluppatori di studiare le parti più lineari dell’avventura senza compromessi in termini di intensità. Il viaggio di Artyom e dei suoi compagni a bordo dell’Aurora resta dunque fedele ai tratti somatici che abbiamo conosciuto nei giochi precedenti, arricchito nella sua formula base da elementi completamente inediti e da un comparto tecnico di alto profilo; insomma, dopo tanta metropolitana un po’ d’aria fresca era quello che ci voleva.

Superhot – PC, PS4, XBOX ONE

A volte per innovare basta una sola idea fuori dagli schemi eseguita alla perfezione, come decidere di far scorrere il tempo solo al movimento del giocatore. È il caso di Superhot, titolo del team omonimo che realizzò il primo prototipo durante la 7DFPS gamejam: in soli 7 giorni l’idea di base fu gettata.

Ad oggi Superhot si mantiene un FPS assolutamente da provare: nessuna barra di salute rigenerante, nessun rifornimento di munizioni bene in vista, soltanto tu, la tua arma e tanto slow-motion. Un gioco che mette da parte l’azione frenetica, anzi la congela e impone che si ragioni su dove andrà il prossimo proiettile. È disponibile anche una versione VR.

Se non avete mai sentito parlare di SuperHOT vi rimandiamo alla nostra recensione, di cui potete leggere qualche riga qui sotto:

SuperHOT è l’indie game del momento e merita tutti i complimenti e riconoscimenti che sta ricevendo. Il gampelay innovativo, lo stile grafico e l’interfaccia non fanno altro se non aumentare l’ottima atmosfera che permea tutto il gioco. Un acquisto consigliato a prescindere dal prezzo.

Prey – PC, PS4, XBOX ONE

Nelle maglie più larghe della nostra definizione di FPS non poteva mancare Prey, avventura fantascientifica in prima persona di Arkane Studios che pur non mostrando delle fasi di shooting sinuose come altri esponenti del genere trattati, si arricchisce dello spirito di BioShock e System Shock nel modo in cui tratta l’evolversi di storia e gameplay.

Un’opera fantascientifica che sembra aver raccolto da libri, film, videogiochi distillando sapientemente ogni goccia fino a ottenere un mix perfetto di survival ed elementi rpg. Se c’è un tratto che accomuna il lavoro di Arkane, quello è senza dubbio la libertà: di interpretazione e di azione.

Dalla nostra recensione:

Potete giocare a Prey come a un normale sparatutto, ma giochereste nel modo “sbagliato”. La vera bellezza di Prey è infatti insita nelle flessibili dinamiche di gameplay. Anche un’arma apparentemente inutile, come una balestra giocattolo, può essere uno strumento utile in alcune situazioni. […] Per questo motivo non è corretto dire che Prey è un semplice FPS. Prendete i poteri di Bioshock, il dinamismo di Half Life e gli elementi stealth di Deus Ex. Aggiungete la possibilità di frugare alla ricerca di oggetti utili in stile Fallout, le atmosfere di Dead Space e un layout delle mappe che incentiva l’esplorazione in stile Metroid e comincerete a capire cosa rappresenta davvero Prey.

Half-Life – PC

Sono passati vent’anni dalla prima volta che abbiamo varcato la porta della struttura di ricerca Black Mesa; Valve era una software house sconosciuta. La grandezza di Half-Life sta nella sua presentazione: fa una scelta importante rispetto agli altri FPS del periodo, sceglie di costruire una struttura e un mondo di gioco credibili, in cui è facile immedesimarsi. Oggi è facile trovare giochi in cui immedesimarsi, all’interno dei quali gli artifici ludici sono nascosti e così ben integrati nel contesto che contiene l’esperienza.

Uno degli altri pregi del titolo fu la sua intelligenza artificiale: i nemici erano dotati di comportamenti molto realistici, erano in grado di collaborare e mettere in difficoltà in modi intelligenti. Oggi sembra sciocco pensare a quanta differenza può fare combattere un nemico capace di evitare granate e di lanciarne a sua volta, trovarsi contro una squadra che sa indicare la nostra posizione ai compagni o sa quando andare in copertura.

S.T.A.L.K.E.R.: Shadow of Chernobyl – PC

L’olocausto nucleare è uno dei temi spesso sfruttati nei videogiochi. La paura dell’atomica vissuta sul filo dell’equilibrio del terrore ha plasmato a lungo l’immaginario. Se Metro deve molto alla penna di Dmitry Glukhovsky, Stalker Shadow of Chernobyl deve molto a Picnic sul ciglio della strada più di quanto deve la sua paternità a Stalker, film di Andrej Tarkovski liberamente tratto dal romanzo.

Stalker fu uno di quei titoli molto attesi: ci mise anni ad arrivare e dopo le promesse iniziali le aspettative erano tante. Un FPS a tutti gli effetti ma che prendeva in prestito importanti elementi dai giochi di ruolo come miglioramento delle abilità, gestione dell’inventario e quest, ma si dotava soprattutto di un elemento sopravvivenza marcato. Sopravvivere alle zone radioattive, ai pericoli e gestire il proprio stato di salute e fame in un’atmosfera in cui le minacce potevano sopraggiungere in qualsiasi momento.

Potete leggere la nostra recensione da cui abbiamo tratto il verdetto:

S.T.A.L.K.E.R. non è un FPS come gli altri. Dimenticate le velocità adrenaliniche alla Quake o all’Unreal, S.T.A.L.K.E.R. si prende il suo tempo, e vi troverete a passeggiare per le lande desolate nei dintorni della centrale nucleare di Chernobyl nell’anno 2016. Si tratta principalmente di un vero survivor FPS, basato su un ambiente di gioco veramente ben fatto in cui non mancherà una dose di gioco d’avventura.

BioShock – PC, PS3, XBOX 360, PS4, XBOX ONE

BioShock è una delle migliori espressioni di come un gioco può dare gli stessi stimoli di un libro o di un film. È la messa in scena di un’utopia in cui non sei solo distrattamente coinvolto a sparare a un nemico, ma sei chiamato a metterti in relazione con il suo tessuto narrativo. È lì per spingerti a ragionare, formarti un’idea, prendere una parte.

L’ambientazione è un continuo invito all’esplorazione: Rapture, nella sua ormai decadenza e sinistra ombra che l’avvolge, è una strabiliante città sommersa che affascina. In tutto questo c’è anche del vero combattimento, che si presenta con una vasta gamma di opzioni: dai diversi tipi di munizioni ai plasmidi, passando per i tonici. Alcune soluzioni sono più efficaci, ma il bello sta anche nello sperimentare e nel personalizzare le soluzioni.

BioShock è fruibile anche all’interno della BioShock: The Collection, la raccolta che contiene i tre titoli della serie, rimasterizzati per PS4 e Xbox One.

Counter-Strike: Global Offensive – PC

Nato come mod di Half-Life, Counter-Strike si è imposto nel tempo come il gioco più attivo della scena competitiva degli sparatutto grazie anche a una buona quantità di modalità e mappe. Counter-Strike: Global Offensive è oggi il modo migliore per mettere alla prova le proprie abilità col mouse nello scontro tra team che si contendono un obiettivo sempre sul filo della tensione.

La chiave per la vittoria è soprattutto l’esperienza: conoscere il comportamento delle armi, sapere a memoria lo schema delle mappe e anticipare il posizionamento nemico. CS: GO è attualmente disponibile come titolo free to play, scelta che ha in passato creato qualche dissapore, e ha aperto le sue porte a un pubblico ancora più ampio di prima. Per stare al passo con i tempi è stata anche introdotta una modalità Battle Royale chiamata Zona di pericolo su scala ridotta con 18 giocatori.

Team Fortress 2 – PC

Originariamente annunciato come sequel della mod “Team Fortress” per il videogioco Quake, passò in seguito per lunghi processi di sviluppo che culminarono nella pubblicazione all’interno del bundle The Orange Box prima, in versione stand-alone in seguito fino a diventare free to play nel 2011.

Il gioco fu da subito premiato per il suo stile “cartoon” più spensierato e ironico e per la differenziazione delle 9 classi di personaggi. Attualmente continua a essere uno dei titoli più giocati e supportati con il suo multiplayer accessibile a nuovi giocatori ma al contempo profondo e divertente per chi vi ha già speso un considerevole numero di ore.

Potete leggere un estratto di quelle che furono le nostre impressioni sulle classi di Team Fortress 2:

Il lato particolarmente piacevole delle svariate classi di personaggi – e forse l’aspetto più vincente del gioco – è che sono tutte immediatamente accessibili. Non solo: hanno tutte una profondità tale da soddisfare i giocatori che decidono di specializzarsi in una singola professione, che difficilmente verrà a noia. La profondità delle classi e, al tempo stesso, la loro semplicità d’uso iniziale anche per i principianti, concorrono a creare una longevità a lungo termine che passa a sua volta dalle mille sfumature del gioco di squadra.

Quake III Arena – PC

Quake 3 Arena è forse IL gioco multiplayer per eccellenza: un Deathmatch senza fronzoli. 21 arene, un combattente a vostra scelta e strumenti di morte con cui fraggare gli avversari. Per i novellini? Combattimenti contro Bot in sfide di crescente difficoltà. Nulla di più della più pura devastazione come unico interesse, l’esaltazione del successo personale a colpi di railgun.

Con un pizzico di nostalgia ricorderete anche della bellezza ai tempi delle texture e delle superfici curve che conferivano alle architetture un aspetto più concreto e reale per un’immedesimazione maggiore, i modelli 3D e le animazioni poi completavano il tutto. Se la sfida ludica era tra Quake III Arena e Unreal Tournament, quella hardware era tra Pentium III e AMD Athlon.

Ecco cosa ne pensiamo di Quake III Arena da un estratto della classifica dei migliori giochi degli anni 90:

In Quake 3 non c’è una vera e propria storia. L’interesse dei giocatori non è focalizzato sulla trama o sui dialoghi come in un’avventura. Quake 3 è uno sparatutto in prima persona, ma non uno qualsiasi: è uno dei più divertenti di tutti. Il gioco ha diverse modalità: scontri uno contro uno, deatmatch in cui bisogna sparare a qualunque cosa si muova, deathmatch a squadre e capture the flag, in cui bisogna collaborare con il proprio team per rubare la bandiera avversaria e portarla alla propria base. Il bello di Quake 3 è che ha sdoganato la componente multiplayer, mettendola al centro dell’esperienza di gioco. Aggiungete a questo le centinaia di mod realizzate dagli appassionati, in grado rinnovare il gioco e renderlo ancora più frenetico.

GoldenEye 007 – Nintendo 64

La storia dello sviluppo di GoldenEye 007 è sempre risultata molto interessante. È la storia di come un gruppo molto giovane, alla prima esperienza di sviluppo in ambito videogiochi, si sia trovata a lavorare su un prodotto importante come 007 con una tecnologia non ancora ben definita – il Nintendo 64 – e contro tutte le sfide lanciate dal 3D e alla fine ne sia uscita al di sopra di ogni aspettativa, contribuendo a definire i pilastri degli sparatutto su console.

Un’altra storia interessante coinvolge il multiplayer, una delle caratteristiche del gioco apprezzatissime e caratteristiche di quello che è stato poi il successo del gioco. Inizialmente non era previsto. Molti sparatutto per console erano concepiti per giocatore singolo e GoldenEye 007 non avrebbe dovuto fare eccezione. Quando il team scoprì che ci sarebbero state quattro porte per controller, iniziarono a lavorare al multigiocatore a schermo condiviso ancora prima di ricevere il via libera a farlo. Il resto è negli annali.

Perfect Dark – Nintendo 64, XBOX 360, XBOX ONE

Con Perfect Dark, Rare potè dare vita alle proprie idee e non a qualcosa legato comunque a un universo già ben definito come James Bond. Il titolo con protagonista l’agente segreto Joanna Dark trae molta ispirazione in primis dalla figura di Giovanna d’Arco, ma le fonti di influenza racchiudono anche Blade Runner, Ghost in the Shell, Elektra e X-Files. Nella prima missione Joanna deve infiltrarsi nel quartier generale della dataDyne, ma ciò che scoprirà è una cospirazione intergalattica.

Perfect Dark è per certi aspetti molto vicino a GoldenEye essendo sviluppato con una versione rivisitata dello stesso motore ma allo stesso tempo il passo in avanti fu facilmente percepibile. Oltre alle nuove idee per il single player e all’ampia personalizzazione dell’esperienza con i bot, fu il multiplayer a ricevere molte attenzioni. Le modalità custom ampliavano di gran lunga le possibilità. Oggi il gioco non è invecchiato proprio nel migliore dei modi ma è senza dubbio un grande classico.

Unreal Tournament 2004 – PC

Unreal Tournament nasce come add-on multiplayer di Unreal per risolvere problemi di netcode e implementare nuove feature, ma ben presto i contenuti crebbero a tal punto che fu presa la decisione di trasformarlo in un gioco a sé stante. Unreal Tournament 2004 segna un’importante passo avanti rispetto ai precedenti capitoli anche grazie all’introduzione di nuove e varie modalità come Onslaught (Energia) che rende disponibili i veicoli per lo scontro.

La nuova modalità contrapponeva i due diversi team in battaglie serrate su mappe più ampie per la costruzione, distruzione o controllo di alcuni nodi energetici potendo sfruttare la potenza di fuoco di veicoli da pilotare e gestire in più giocatori. Ogni veicolo aveva pregi e difetti, il che rendeva anche strategico l’approccio da avere.

System Shock 2 – PC

System Shock 2 mosse i primi passi come prototipo fantascientifico basato sulla tecnologia ancora in fase di sviluppo – Dark Engine – alla base di Thief con un processo di creazione collaborativo tra Irrational Games e Looking Glass. La storia di System Shock 2 è raccontata attraverso log audio ed email, un aspetto oggi utilizzato da molti giochi e apprezzato per accrescere la lore, ma che ai tempi fu più una scelta frutto delle difficoltà nel ricreare interazioni vive con NPC con la tecnologia a disposizione.

Gli elementi da gioco di ruolo sono più marcati di quanto non fossero nel primo gioco, con maggiori possibilità di personalizzazione e specializzazione delle proprie caratteristiche e abilità. Un aspetto che si lega molto alla costante scarsità delle munizioni che implica il mettere da parte la spavalderia e la forza bruta dei tanti FPS che si affrontano a bocche di fuoco spianate. La sensazione di sentirsi sempre in trappola è una dominante che emerge da ogni elemento: contesto, gameplay e storia.

Battlefield: Bad Company 2 – PC, PS3, XBOX 360

Senza voler togliere nulla ai più recenti Battlefield 1 e Battlefield V, o all’apprezzatissimo Battlefield 3, ci sentiamo di eleggere Battlefield: Bad Company 2 come uno dei migliori FPS della scorsa generazione. La serie si è sempre distinta per il suo stile ironico nell’approcciare la campagna ma soprattutto per le sue modalità competitive basate su obiettivi variabili e continui in cui senza collaborazione e coordinazione era difficile portare a casa la vittoria.

La stretta ma estesa in distensione Port Valdez, le lunghe e intense partite in Arica Harbor per far saltare le stazioni M-COM e la verdeggiante Valparaiso, così come ogni altra mappa, offrivano una buona varietà di situazioni per sfruttare veicoli di terra e aerei o scontri ravvicinati, nonché la distruttibilità. Forse uno dei capitoli più equilibrati nel bilanciamento tra aree e giocatori, serrato ma senza risultare caotico.

Far Cry 3 – PC, PS3, PS4, XBOX 360, XBOX ONE

Far Cry 3 è il capitolo che ha rilanciato la serie adottando una struttura ripresa e ampliata poi dai capitoli successivi di Far Cry 4 e Far Cry 5. Eccellente poi la resa della pazzia, tra droghe e frangenti mistici e confusi, senza contare quanto ogni elemento si vada a inserire bene nello sviluppo della storia che procede di pari passo con la presa di coscienza delle proprie capacità da parte di Jason.

La maggior libertà data all’esplorazione e le tante attività da fare lo rendono oggi un titolo piuttosto attuale, la cui remastered, pur non brillando per completezza, permette di poterlo rigiocare anche su PS4 e Xbox One.

Dalla nostra recensione:

Far Cry 3 è senza dubbio un gran bel gioco. Questo terzo capitolo risolve brillantemente i difetti del suo predecessore e offre un’esperienza di gioco molto piacevole. Tra sequenze d’azione adrenalinica e infiltrazione ad “alta tensione” il giocatore può sbizzarrirsi ad adottare lo stile di gioco a lui più congeniale, sfruttando alcune sottigliezze che possono fare la differenza negli scontri a fuoco con i nemici. Lo sparatutto di Ubisoft è un vero e proprio viaggio, esotico e al tempo stesso inquietante, oscuro ma dalle tinte colorate. La campagna single player può contare su un cast di personaggi molto carismatici mentre chi non riesce a resistere alle partite multiplayer si può dilettare con le classiche modalità competitive, una campagna co-op un po’ insipida rispetto all’avventura principale e un editor di livelli che promette di regalare numerose soddisfazioni.

F.E.A.R – PC, PS3, XBOX 360

Per non farci mancare anche esponenti del genere sparatutto horror abbiamo deciso di includere First Encounter Assault Recon di Monolith Productions. La paura strisciante, subdola, che si insinua passo dopo passo accresciuta da influenze horror giapponesi è unita a uno sparatutto in prima persona che non può altro che definirsi “cinematografico”. Gli scontri a fuoco possono beneficiare dello slow motion ricreando un effetto “bullet time” che trasporta all’interno dell’azione. La resa di questi attimi è fantastica: vetri che vanno in mille pezzi, pallottole che attraversano cemento e legno, polvere e detriti che si alzano.

Dopo aver premiato l’IA di Half-Life per i tempi, stesso trattamento si può riservare a F.E.A.R. Tra gli aspetti molto credibili del titolo vi era proprio la cura nel creare comportamenti reali. Capita spesso di avere in mira un nemico, vederlo passare in copertura e successivamente aspettare che stupidamente alzi la testa nell’esatto punto in cui lo stiamo aspettando. In F.E.A.R i nemici non erano così inerti e probabilmente l’ia risulterebbe ancora oggi migliore di tanti altri fps sul mercato.

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