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I publisher e la monetizzazione: un’interessante analisi spiega i retroscena del mondo videoludico

Quest’oggi, Eurogamer ha condiviso un interessante articolo, a cura di Stefano Cozzi, nel quale viene analizzata l’attuale situazione economica dell’industria videoludica, nello specifico per quanto riguarda le grandi aziende come Activision Blizzard ed Electronic Arts. Lo scritto, a partire dalle perdite di valore delle azioni di queste compagnie, spiega alcuni retroscena legati al mondo delle microtransazioni e alle necessità delle società di aumentare il più possibile la monetizzazione.

Viene illustrato come, per i grandi publisher, sia fondamentale dimostrare una crescita costante per soddisfare gli investitori. Al tempo stesso, i dirigenti stessi di queste aziende definiscono la maggior parte dei propri guadagni tramite i bonus annuali e le opzioni sulle azioni: questo spinge loro a valorizzare i guadagni sul breve termine.

Chiaramente, è un sistema d’incentivi pensato proprio per spingere i dipendenti a migliorare. Il problema, come viene spiegato nell’articolo, è legato a quei momenti in cui le cose iniziano ad andare male. Un esempio è quanto accaduto con Patrick Soderlund, il quale, dopo i mancati guadagni di Battlefield V, ha preferito liquidare le proprie azioni e dimettersi: nemmeno un incentivo di 20 milioni di dollari è bastato a farlo rimanere.

Tramite i dati riportati, è possibile vedere come negli ultimi dodici mesi siano molte le compagnie nelle quali gli Executive Officer, ovvero le persone che ne sono a capo, vendono le proprie azioni. L’estrema pressione verso una costante crescita nel profitto si ripercuote poi sui team di sviluppo che vedono il proprio organico tagliato, se non addirittura una chiusura completa. Potete trovare l’articolo completo a questo indirizzo.