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FIFA, quale sarà il suo futuro? Ecco le nostre considerazioni

Oramai sembra sempre più chiaro che FIFA ed Electronic Arts procederanno per una risoluzione consensuale del contratto. Il publisher di Redwood sembra intenzionato a non pagare il rinnovo della licenza, soprattutto a fronte delle cifre che sono diventate di dominio pubblico. Dal canto suo, l’organo calcistico più importante al mondo ha già detto che sta esplorando vie alternative per poter proseguire in quello che viene definito un player oramai essenziale come l’industria dei videogiochi. Il comunicato stampa stilato in quel di Zurigo, però, lascia qualche futuro sull’interpretazione dei videogiochi che hanno i dirigenti e i commerciali dell’organizzazione. Già, perché se sembra facile trovare un altro sviluppatore per poter pubblicare un nuovo simulatore calcistico, dall’altra invece sembra che i piani coinvolgano diversi scenari, come il mercato eSport e ovviamente quello mobile, che è diventato una sorta di punto di riferimento per tutti quanti, non solo le aziende che si approcciano ai casual game.

FIFA e PES stanno raggiungendo standard ormai sempre più elevati.
Foto generiche

Lo scenario è complesso: da una parte abbiamo l’organizzazione più potente, colei che gestisce e regolamenta il calcio a livello di leghe e tornei; dall’altra, invece, un settore che ha subito una sorta di monopolio dualistico, tra Konami ed Electronic Arts che in pochi anni sono diventati il punto di riferimento per quanto riguarda le simulazioni calcistiche. E allora come potrebbe la FIFA provare a inserirsi in un mercato del genere? E con quale tipologia di prodotto? Abbiamo provato ad analizzare la situazione ideale e (mai termine fu più adatto) simulato tre scenari in cui Infantino e soci tentano di ritagliarsi uno spazio in un’industria complessa e oramai assuefatta ad un determinato stile di gioco.

Il gioco dei Mondiali

Una delle ipotesi più banali che ci viene in mente sono i videogiochi a tema Mondiale di Calcio. Era una pratica già in uso con Electronic Arts, una strada che non si segue più da diverso tempo (complice anche l’espansione di DLC e pass stagionali) ma che potrebbe tornare improvvisamente di moda. La licenza resta nella mani della FIFA, che commissiona un gioco di calcio a qualche developer basato unicamente sulle 64 squadre che prendono parte alla competizione più famosa (ma non più prestigiosa) del mondo del pallone. FIFA World Cup Official Videogame fa tanto anni ’90 e primi 2000, ma alla fine è un modello di business semplice, che potrebbe fruttare abbastanza denaro per spingere la federazione a lavorare ad un videogioco decisamente più semplice, senza stare a rincorrere i trend ossessivi del mercato che imporrebbero un’uscita annuale. Prima edizione già per Qatar 2022? Assolutamente no: impensabile, nel giro di un anno, riuscire non tanto a intrattenere un rapporto tra la FIFA e sviluppatore X, ma più che altro ricreare nel dettaglio stadi ed atmosfera, oltre che sviluppare codice che funzioni anche online, nel giro di qualche mese. Meglio tenere l’idea nel congelatore almeno fino all’edizione USA, Messico e Canada del 2026.

Il gioco mobile

Questo è uno degli scenari più realizzabili e più realistici. Alla FIFA infatti rispondono già le sei diverse confederazioni come l’AFC, la CAF e la nostra UEFA. L’idea di creare un gioco mobile, da destinare a smartphone iOS e Android (oltre che tablet e magari anche device Windows 10) dove si gioca nei panni di un manager e si collezionano carte raffiguranti le confederazioni, le loro stelle (un accordo con la FIFPro è sempre dietro l’angolo, spesso quando si parla di soldi) con un sistema di figurine e di match simulativi dove l’utente può scegliere se sbloccare determinati elementi pagando oppure giocando è decisamente molto, molto fattibile. Soprattutto in un momento in cui le microtransazioni sono oramai sdoganate in tutto il mondo e stanno diventando sempre più accettabili dopo lo scandalo delle loot box del 2017. In quattro anni un’industria come questa può cambiare molto rapidamente e determinate mosse o strategie possono essere prima odiate per poi diventare di uso comune.

Arcade e mobile vanno molto d'accordo
Che fine hanno fatto i bei giochi di corse di una volta?

Una scelta di questo genere, ovvero un gioco simulativo a livello manageriale, dove si “espianta” la parte core di Ultimate Team (acquisto e vendita di giocatori) richiederebbe una bassissima conoscenza di un core game sul calcio e potrebbe essere sviluppato da qualsiasi software house che abbia già un minimo di esperienza all’interno del mercato mobile. D’altronde stiamo parlando di una sorta di gestionale non troppo complesso, adatto all’utente medio che sicuramente non vive di Football Manager e che sulla carta può essere un investimento interessante, con un ritorno sicuramente più elevato.

Una piattaforma eSport

All’atto pratico la relazione tra Electronic Arts e FIFA si sta per arenare, ma in teoria non è detto che le due realtà non trovino un accordo per lo sviluppo di una piattaforma eSport. L’organizzazione d’altronde ha già una sua World Cup “digitale” insieme al publisher e sviluppatore di Redwood. A questo punto un rapporto di partnership, basato solamente sulle competizioni sportive porterebbe ad EA un vantaggio a livello di utenti, mentre la FIFA avrebbe il totale controllo sulla gestione dei tornei. E sappiamo tutti che a livello di organizzazione il “governo del calcio” ha delle possibilità che sono letteralmente infinite. Scenario improbabile, ovviamente, ma comunque da vagliare: investimento pari a zero, ritorni che potrebbero essere decisamente importanti. Anche solo immaginando la vendita di un ticket per guardare la competizione in maniera virtuale ai fan.

Altri scenari fantasiosi? Konami che recupera la licenza e la inserisce in quello che viene definito il nuovo PES, ovvero eFootball: decisamente improbabile. Oppure la stessa FIFA che chiama qualche sviluppatore e comincia a lanciare sul mercato un suo gioco ogni anno, senza però considerare la presenza di un duopolio decisamente fin troppo forte. Certo, siamo pronti ad essere smentiti ma la sensazione è che Gianni Infantino e i suoi colleghi non siano pronti a fare un passo del genere e che anzi, guardino al settore dei videogiochi come un plus per guadagnare però spendendo il minimo sindacale e con investimenti decisamente più contenuti.

Quando scopriremo però i nuovi piani della FIFA? Molto presto. La nostra sensazione, infatti, è che già poco prima di Qatar 2022 l’organizzazione possa finalmente svelare la sua visione di calcio virtuale al mondo intero. Ma già sappiamo, purtroppo, che non riuscirà a soddisfare il pubblico. D’altronde chi ce l’ha fatta negli ultimi dieci anni?

FIFA 22 potrebbe essere l’ultimo gioco di calcio di EA Sports con la licenza ufficiale: potete recuperarlo QUI.