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Immortals Fenyx Rising, abbiamo giocato alla nuova IP di Ubisoft | Anteprima

Era l’E3 2019 e una Ubisoft Quebec, appena uscita dal successo di Assassin’s Creed Odyssey, si prestava ad annunciare una nuova proprietà intellettuale dal nome di: Gods & Monsters. Dalla presentazione di quel titolo colorato, e fortemente ispirato a Zelda Breath Of The Wild, è passato diverso tempo, saltando addirittura la data di uscita prevista per il 25 febbraio 2020. Negli ultimi mesi il team ha lavorato duramente per poter regalare agli utenti un’esperienza soddisfacente; un percorso che ha portato a cambiare anche il titolo del gioco, ora ribattezzato Immortals Fenyx Rising, e a incentrarlo sulla mitologia greca.

Per l’occasione, Ubisoft ci ha offerto l’opportunità di provarlo in anteprima, da casa, attraverso Parsec. Abbiamo quindi passato ben due ore ad esplorare una parte del mondo di gioco e farci un’idea sulle meccaniche proposte, rimanendo, al termine della prova, decisamente soddisfatti e incuriositi da un progetto fresco, capace di divertire e, a tratti, di sorprendere.

Un mondo da esplorare

Immortals Fenyx Rising ci mette nei panni di Fenyx, una guerriera taciturna, nonché l’ultima speranza per salvare l’Olimpo da Tifone, il temibile distruttore di Dei. Per farlo, l’eroina dovrà viaggiare, in lungo e in largo, all’interno di un mondo di gioco chiamato “Isola d’oro”, suddiviso, a sua volta, in svariate aeree completamente differenti l’una dall’altra per quanto riguarda la fauna, la flora e, ovviamente, i nemici che le popoleranno. La storia si presenta in maniera estremamente leggera e dai risvolti beffardi, con uno Zeus e un Prometeo decisi a narrare le nostre gesta come sottofondo della nostra avventura, ricordando sotto certi aspetti, seppur molto alla lontana, l’humor british di Fable e, in generale, delle produzioni di Peter Molyneux.

Il modello di gioco, tuttavia, è quello su cui abbiamo avuto modo di concentrarci maggiormente. Immortals Fenyx Rising è un action-adventure con elementi da gioco di ruolo, non esiste nessun livello d’esperienza, lasciando l’upgrade del proprio personaggio unicamente in mano alla nostra voglia di esplorare. Fenyx è una guerriera altamente personalizzabile e nonostante non avessimo avuto modo di poter toccare quasi nulla sotto quell’aspetto all’interno della demo, nel gioco finale si potrà cambiare alcuni tratti somatici, talune caratteristiche fisiche, equipaggiare armature uniche e tanto altro. Abbiamo chiesto se si potrà cambiare sesso al personaggio nella versione completa, ma non ci hanno risposto, lasciandoci con un vago “lo diremo successivamente”.

Ad ogni modo, Fenyx ha a disposizione una serie di armi tutte incentrate sugli dei, come l’arco di Odisseo, la spada di Achille o l’Ascia di Atlanta, tutte potenziabili con il crafting attraverso l’hub centrale del gioco chiamato “Sala degli Dei” che ci consente di gestire tutta la parte di personalizzazione della nostra giovane protagonista. Non lasciatevi ovviamente ingannare, armi ed equipaggiamenti, come elmi e armature, sono comunque ottenibili attraverso l’esplorazione, il rinvenimento di casse o attraverso il reperimento delle Schegge di Adamantio, ottenibili sconfiggendo particolari boss. I nemici non offrono ricompense dirette ma si riveleranno fondamentali per poter ottenere i materiali necessari a effettuare i vari upgrade dei propri armamenti.

Oltre alle armi, essenziali per combattere, troviamo le abilità e i Poteri Divini che possono essere, anch’essi, potenziati con le “Monete di Charon”, un materiale che è possibile ottenere completando delle sfide in giro per la mappa, queste ultime di tipologie differenti come, per esmpio, le Costellazioni (una sfida puzzle che ci impegna nella ricerca di alcune sfere da posizionare nel modo corretto) o il tiro con l’arco di precisione. Anche le statistiche, quali stamina e vitalità, potranno essere migliorate grazie ai “Fulmini di Zeus”, i quali possono essere guadagnati completando le Volte di Tartaro, dei dungeon puzzle-platforming molto simili ai Sacrari presenti in Zelda:Breath of the Wild. Di cose da fare, ve lo assicuriamo, ce ne sono davvero tantissime e il divertimento, e la varietà, di certo non mancano.

A migliorare l’esplorazione ci pensano il nostro fidato cavallo (che potrá essere richiamato ogni qualvolta che serve) e le Ali di Dedalo, che ci permetteranno di planare da altezze elevate per raggiungere determinati luoghi, altrimenti irraggiungibili. Non manca il, canonico, viaggio rapido e la possibilità di scattare e scalare ogni tipo di edificio o parete rocciosa, il tutto stando sempre ben attenti a non terminare la stamina di Fenyx.

Fenyx, l’ultima speranza per gli Dei

Il gameplay è, indubbiamente, la parte migliore di questo Immortals Fenyx Rising. Nella sua semplicità, Fenyx può sferrare attacchi leggeri con la spada di Achille, attacchi pesanti con l’ascia di Atlanta, tirare a distanza con l’arco di Odisseo e parare, ma oltre a questo può sfruttare una serie di poteri divini che galvanizzano i combattimenti in maniera spettacolare, oltre che schivare i fendenti nemici. Nella demo potevamo usare skill che ci permettevano di attirarci verso i nemici, sfruttare il nostro companion Eosforo per sferrare palle di fuoco e utilizzare potenti colpi finali con i poteri di Athena e di Ares.

I combattimenti sono frenetici e spettacolari e, pur risultando abbastanza semplici nell’approccio, richiedono un periodo di rodaggio per essere padroneggiati a dovere. Parare nel momento giusto, e colpire con i Poteri Divini corretti, ci permetterà di aumentare la barra della stamina, oltre a stordire i nemici per un breve periodo di tempo. L’ambiente circostante potrá rivelarsi, anch’esso, molto utile durante i combattimenti, permettendoci di lanciare pietre, e altri oggetti, contro i nemici. Chiaramente non abbiamo un’ambientazione estremamente interattiva come in Zelda: Breath of the Wild, ma siamo su livelli superiori su quanto visto, per esempio, in Assassin’s Creed Odyssey. Dovessimo trovare un lato negativo nelle decine di scontri che abbiamo affrontato, vi diremmo che la telecamera soffre ancora di qualche incertezza nei combattimenti su “larga scala”, ma nulla che non si possa risolvere entro la data di uscita.

Infine troviamo le pozioni che, in Immortals Fenyx Rising, sono fondamentali ai fini dell’ecosistema di gioco. Ne abbiamo di quattro tipi, ognuna delle quali servirà a scopi differenti: curarci, potenziare l’attacco, la difesa o recuperare la stamina. Queste miracolose bevande possono essere prodotte attraverso il Calderone di Circe, utilizzando piante e funghi che è possibile raccogliere in giro. Le stesse pozioni potranno essere, però, potenziate per ottenere effetti benefici aggiuntivi durante il loro utilizzo, come l’aumentare della probabilità di stordire un avversario quando effettueremo delle controffensive precise.

Un’esplosione di colore

Il mondo di Immortals Fenyx Rising punta molto sulla varietà degli scenari proposti e sui colori sgargianti di cui, questi ultimi, sono irrorati, allontanandosi fortemente dallo stile più realistico di produzioni quali la saga di Assassin’s Creed, per avvicinarsi ad ambientazioni più vivaci e leggere. Ciò non significa, però, che la qualità generale sia inferiore, al contrario l’area che abbiamo potuto esplorare nella prova, “The Forgelands”, si è dimostrata particolarmente briosa nella sua rappresentazione, alternando tinte rossastre ad altre mille sfumature cromatiche riuscendo a non scadere, mai, in uno stile eccessivamente pacchiano o, più semplicemente, in una facile ridondanza delle atmosfere.

Anche l’impatto visivo generale, nonostante la prova fosse in streaming, ci ha lasciato con impressioni molto positive. La speranza è che tutto il mondo di gioco rimanga sugli altissimi livelli mostratici fino a ora ma, visto il materiale proposto dagli sviluppatori, Immortals Fenyx Rising non dovrebbe deludere, andando a proporre un’enorme diversificazione delle ambientazioni: dalle tundre gelate, ai deserti fino a pianure verdeggianti e luoghi tropicali.

Un dettaglio che non ci ha particolarmente impressionato è, invece, il design dei nemici: poco originali o peculiari nella caratterizzazione, seppur sia vero che ne abbiamo visto davvero una quantità ridotta rispetto a quelli che dovrebbero comparire nella versione finale del titolo. Vogliamo fare un plauso preliminare alla colonna sonora, azzeccata negli arrangiamenti, ben orchestrata e implementata in maniera più che appagante all’interno del contesto di gioco.

Alla conquista dell’Olimpo

Immortals Fenyx Rising potrebbe essere la sorpresa inaspettata dell’anno. Ubisoft Quebec ha colto i preziosi insegnamenti maturati dall’esperienza ottenuta con Assassin’s Creed Odyssey, mostrandoci un gioco d’avventura estremamente vario e dinamico, dove le sue similitudini con Zelda: Breath of the Wild si palesano ora solo come “eteree ispirazioni”. In due ore di gioco non abbiamo mai sofferto alcuna sensazione di ripetitività e, al contrario, ci siamo sempre trovati immersi in un tripudio di attività differenti, rimanendo talvolta incantati dalla variopinta ambientazione greca e dal suo stile artistico così semplice e allo stesso tempo così ben curato. La nuova proprietà intellettuale di Ubisoft non cerca di innovare o di mostrarsi particolarmente originale, ma punta a divertire e a intrattenere, attraverso un modello di gioco accessibile e che possa ammaliare il giocatore dall’inizio alla fine, senza risultare monotono o troppo dispersivo. Di elementi da approfondire in merito a Immortals Fenyx Rising ce ne sarebbero tantissimi ma occorrerà del tempo prima di poter dare un giudizio completo sulla nuova opera dell’azienda francese. Già da ora, però, non possiamo che ammettere di esserci trovati di fronte a uno di quei titoli “azzeccati” per completare un 2020 videoludico rivelatosi, davvero, di gran livello.