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Interfaccia e controller Xbox Series X

Pagina 2: Interfaccia e controller Xbox Series X

La nuova Dashboard

La Dashboard di Xbox Series X è condivisa con Xbox One, ovviamente con le opportune distinzioni di performance. Microsoft ha optato per questa scelta per pura coerenza con l’idea di “ecosistema”, ormai diventato un vero e proprio mantra per la divisione Xbox.

Ovviamente avere la stessa interfaccia della precedente console permette di avere anche più dimestichezza nel muoversi tra le varie schede, oltre al fatto che i soliti bug da day one qua vengono meno essendo un restyling di quella che già conosciamo.

Recensione Xbox Series X

Oltre ovviamente alla fluidità generale, notevolmente migliorata, spicca in maniera vistosa la possibilità, finalmente, di impostare i temi dinamici, anche se la personalizzazione generale rimane ancorata, almeno per il momento, a qualche effetto colorato su schermo.

Per il resto la Dashboard, già ampiamente analizzata nel corso delle precedenti settimane, rimane più che soddisfacente, con un’alta dose di personalizzazione delle tab e uno store completamente rinnovato per l’occasione, che integra finalmente una ricerca più precisa e chiara rispetto a prima. L’interfaccia si lega a doppio filo alla nuova app Xbox, che permette di condividere gli screen e i video scattati in maniera rapida sui propri social, oltre che permettere di riprodurre in streaming, tramite Console Game Streaming o xCloud, i propri giochi o quelli compresi in Xbox Game Pass

La vera novità su Xbox Series X è rappresenta dal Quick Resume, una caratteristica che abbiamo sfruttato molto in queste settimane e che non possiamo non considerare come un vero e proprio game changer, in grado di cambiare le carte in gioco della fruibilità di giochi durante le sessioni di gaming. Questa peculiarità permette di tenere sospesi fino a 6 giochi in contemporanea, ciò significa che possiamo passare rapidamente da un gioco all’altro in maniera quasi istantanea direttamente dalla Dashboard.

Pensate di star giocando alla campagna di Gears 5, ma improvvisamente ci viene voglia di riprendere in mano il livello di Ori and the Will of the Wisps che avevamo lasciato indietro nella mattinata, basterà scegliere il gioco dalla libreria e in meno di 7 secondi saremo esattamente in quel punto. Utile particolarmente se vogliamo passare da un gioco single player ad un gioco multiplayer quando un nostro amico ci contatta per giocare, anche se in quel caso dovremmo lasciare il titolo nel menu di gioco, visto che non può rimanere – chiaramente – ancorato a partite online.

Ovviamente è necessario non chiudere i giochi e soprattutto funziona meglio se tutti i titoli sono in digitale – ma riproduce bene anche il gioco presente nel vano disco. Da sottolineare che i giochi rimangono sospesi anche nel momento in cui spegniamo la console totalmente; da power off alla ripresa di un livello su Ori ci abbiamo messo 15 secondi in tutto, semplicemente incredibile.

È chiaro che questo Quick Resume sia stato pensato con in mente Xbox Game Pass, con la possibilità di scaricare più giochi e provarli in maniera rapida, senza tempi d’attesa troppo lunghi. Da questo punto di vista Microsoft è stata sinceramente visionaria nel saper esaltare ancora di più il proprio servizio di riferimento, destinato a divenire ancora più importante in questa generazione di console, se non la vera killer app di Xbox.

Recensione Xbox Series X

Oltre a questo, che rimane assolutamente una caratteristica importante per Xbox Series X, la Dashboard della console di nuova generazione si dimostra poco coraggiosa e con poche innovazioni rispetto a Xbox One X. Per lo meno siamo dinanzi a un’interfaccia utente chiara e fluida, perfetta per chi è abituati a giocare da tempo su One. Peccato solo per la scelta di impostarla in Full HD, che non può che far storcere un po’ il naso, soprattutto per chi gioca su un TV 4K di grosse dimensioni.

Il controller di Xbox Series X

Arriviamo ora al controller di Xbox Series X. Non fatevi ingannare dalla sua somiglianza con quello Xbox One, poiché siamo dinanzi al miglior pad sul mercato, per ergonomia e utilizzo.

Non è particolarmente innovativo od originale, ma Microsoft è riuscita nuovamente a migliorare un gamepad già di per sé perfetto. Come? Semplicemente prendendo ispirazione dall’Xbox Elite Serie 2, dapprima conosciuto proprio per la sua qualità, ma anche per il suo prezzo.

Recensione Xbox Series X

Esteticamente il team ha lavorato per renderlo leggermente più compatto, la differenza è impercettibile, ma dopo averlo afferrato ci si rende subito conto dei cambiamenti. Innanzitutto la parte frontale è stata spianata, rendendolo ancora più minimale rispetto a prima e introducendo il tanto agognato tasto Share, che permette di salvare facilmente i nostri media a seconda della pressione che imprimiamo sul tasto condividi, posizionato tra il tasto visualizza e quello menu. Un tap con il dito salverà la schermata, mentre tenendolo premuto registrerà un filmato o una clip – a seconda delle impostazioni di registrazione selezionate -, una rapida doppia pressione ci aprirà la schermata di condivisione, che tra le altre cose ci permette anche di ritagliare le foto o modificare i video.

Un’altra modifica importante che possiamo trovare nella parte anteriore è la nuova croce direzionale, decisamente la migliore mai presentata su un controller Xbox. Giocare ai picchiaduro è finalmente soddisfacente e anche l’utilizzo in altri giochi è stato decisamente perfezionato. L’idea è stata quella di prendere ispirazione dal D-Pad rimovibile dell’Xbox Elite Serie 2, che già presentava una croce piuttosto funzionale. Un accorgimento di minore rilevanza, lo troviamo, invece, nei tasti A-B-X-Y che propongono una corsa lievemente ridotta e in grado di abbracciare anche quei giocatori che apprezzano la corsa molto breve, presente in alcuni controller offerti dalla concorrenza.

A livello di comodità, come accennato, siamo di fronte a un pad ulteriormente migliorato. Microsoft ha lavorato a un grip ruvido che garantisce un comfort senza pari, soprattutto sui grilletti e sui dorsali. Proprio su questi ultimi due c’è da fare un discorso a parte, visto che si è deciso per arrotondare le puntare dei primi e abbassare leggermente i secondi di altezza. Questo ha portato ad avere dei grilletti ancora più morbidi e dei dorsali molto più agevoli rispetto al passato, dove in ogni loro parte sono premibili.

A livello di vibrazione, il controller Xbox Series X sfrutta lo stesso feedback aptico già visto nel controller Xbox One, rimanendo di ottimo livello, soprattutto in quei giochi che lo supportano pienamente.

A galvanizzare le nostre sessioni di gioco ci pensa il nuovo Dynamic Latency Input (DLI), una funzione che permette agli sviluppatori di sincronizzare in maniera più precisa od oculata l’input dal controller al gioco, così da ridurne la latenza.

Rimane lo scompartimento per le pile stilo AA, scelta che molti utenti non hanno apprezzato, ma che lascia piena libertà di scelta al consumatore. Il pad può infatti essere predisposto per eventuali pile ricaricabile o batterie interne vendute separatamente, che possono essere ricaricate rapidamente con un cavo Type-C. La durata generale è molto vicina a quella del controller Xbox One, permettendoci di giocare svariati giorni, senza dover cambiare pile. Il nostro, per esempio, non si è ancora scaricato, nonostante le decine e decine di ore di gioco.

Per concludere, siamo dinanzi a un controller pressoché perfetto, soprattutto se si considera la possibilità di usufruirne sia su PC sia su Xbox One e Xbox Series X|S. Non stiamo, tuttavia, parlando di un gamepad innovativo o particolarmente originale, ma dal punto di vista puramente funzionale è senza ombra di dubbio il miglior pad che un giocatore possa utilizzare al giorno d’oggi.