Intervista

Intervista a Carnifex, autore di Come diventare un campione nel gaming

Lo sappiamo molto bene: il settore degli esports è decisamente in crescita, arrivando a conoscere un’espansione davvero importante e in grado di coinvolgere sempre più team, e altrettanti sponsor e partner di qualità. Non solo un’attività dall’importanza sempre maggiore, ma anche capace di far spuntare stelle di valore tra i giocatori. Tra questi non possiamo esimerci dal citare Edoardo Badolato, in arte Carnifex, che avevamo già conosciuto prima di tutto grazie al libro Come diventare un campione nel gaming, di recente uscita nel mondo dell’editoria, nel quale racconta la sua esperienza, ma non solo. Il volume si pone come una sorta di manuale introduttivo nel mondo degli FPS, ma non solo: ci racconta alcuni passaggi della vita del gamer, che abbiamo voluto approfondire con alcune domande in una intervista breve, ma in grado di portare alla luce alcuni aspetti importanti della sua vita e alcune riflessioni dedicate proprio allo sviluppo e al futuro di questo settore.

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Intervista a Carnifex, gli esports e la passione per il gaming

Come ti sei avvicinato al mondo del gaming e perché?

Mi sono avvicinato al mondo del gaming tramite mio fratello, fin da piccolo guardavo sempre mio fratello più grande giocare alla PlayStation, al Game Boy e al PC, iniziando così a mia volta ad affacciarmi a questo mondo. Inutile dire che mi sono innamorato subito alla dimensione videoludica.

Quanto pensi che la socializzazione negli esports possa distinguersi da altri settori videoludici?

Personalmente credo che gli esports, al contrario di quello che molta gente pensa, aiutino moltissimo a socializzare con le persone, appunto perché si tratta di competizioni online, per esempio il giocare per una squadra fa nascere inevitabilmente amicizie e ti spinge a conoscere gli altri, in moltissimi casi anche persone che magari vivono in altri stati quindi con una cultura, lingua diversa ecc. incontrandole magari poi dal vivo per un eventuale torneo in LAN, stringendo così un legame ancora più forte con loro.

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Hai mai avuto esperienze personali di dipendenza da videogiochi o simili? in caso negativo, come sei riuscito a evitare queste problematiche?

No, non ho mai avuto esperienze personali di dipendenza da videogiochi, è una cosa che adoro fare, ma non a tal punto da esserne dipendente.

Quali pensi che siano i prossimi passi in questo ambito? Quali le prospettive future di sviluppo?

Negli ultimi anni, soprattutto in Italia, il mondo del gaming è cresciuto drasticamente, soprattutto anche la concezione del gamer nel nostro paese sta cambiando in modo positivo, ci sono ancora molte cose su cui bisogna lavorare, ma sono contento di come si sta sviluppando questo settore in Italia. Spero che continui a questo modo anche per prossimi anni, in particolare spero che il settore degli esports venga preso più sul serio anche qui da noi e non solo all’estero.

Fortnite 10.0

Come sarà invece il tuo futuro? cosa vorresti fare “da grande”?

Vorrei continuare a competere per ancora un po’ di anni professionalmente se possibile, per poi passare come coach o analyst di una squadra, oppure entrare a lavorare come manager di un’organizzazione esports.

Un consiglio da dare ai nostri lettori che desiderano avvicinarsi al mondo degli esports.

Il mondo dell’esport è un mondo estremamente competitivo ma aperto assolutamente a chiunque, il consiglio più grande che io possa dare è semplicemente quello di divertirsi! (cosa non sempre scontata) E questa cosa vale anche per i giocatori che si avvicinano a questo settore per andare pro, alla base ci deve sempre essere il divertimento!

Scopri in maniera approfondita l’esperienza di Carnifex raccontata passo dopo passo nel libro Come diventare un campione nel gaming